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UniBg, basta festeggiamenti esagerati: i laureati dovranno firmare un'assunzione di responsabilità

Il documento sarà fra quelli da sottoscrivere al momento della domanda di laurea ed è stato scritto in collaborazione con la Consulta

UniBg, basta festeggiamenti esagerati: i laureati dovranno firmare un'assunzione di responsabilità
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Un'assunzione di responsabilità per il proprio comportamento e il compito di informare anche gli invitati per far sì che facciano altrettanto. Questo è il documento che i futuri dottori dell'università di Bergamo saranno chiamati a sottoscrivere tra i tanti da firmare nel momento della richiesta di laurea. Lo ha deciso il Senato Accademico lo scorso 26 giugno e rappresenta una posizione chiara di fronte agli ultimi episodi di festeggiamenti sopra le righe, definiti «deflagranti» dal rettore.

Festeggiamenti oltre i limiti

Bottiglie di spumante lasciate in prossimità dei cestini straripanti, coriandoli sparsi ovunque e tanti, tantissimi bicchieri in plastica. È questo che resta in università, mentre cori e grida d'augurio si esauriscono. Il problema, secondo quanto riportato da L'Eco di Bergamo, è che non è raro arrivare a episodi estremi. Come quello dello scorso venerdì, sul sagrato dell'ex chiesa di Sant'Agostino, quando il personale dell'ateneo, che aveva invitato un gruppo a moderare i toni, è stato vittima delle male parole dai festeggianti.

Già nel 2019 era successo che...

Casi simili, anche se ormai a distanza di qualche anno a causa del Covid che ha costretto per diverse sessioni a optare per la modalità in remoto, erano stati registrati anche in passato, nel 2019. Nell'estate di quell'anno, l'allora rettore Remo Morzenti Pellegrini aveva deciso di optare per il pugno duro, creando non poco scompiglio fra gli studenti. Il documento steso per invitare i laureati e i loro parenti e amici a essere rispettosi del luogo e non esagerare, approvato dal Senato Accademico, venne modificato. Nel suo passaggio al Consiglio di Amministrazione dell'Università, divenne ben più rigido. La comparsa per l'ateneo di cartelli che vietavano l'ingresso negli edifici di cibi e bevande o l’affissione di volantini rese chiara la nuova linea dura imposta, nello stupore e nell'irritazione degli studenti.

Scritto insieme alla Consulta

Il nuovo rettore Sergio Cavalieri ha seguito quindi una strategia diversa, scegliendo di coinvolgere la Consulta che ha elaborato il documento da firmare prima della laurea, condiviso poi con la governance dell'Università. Il documento risulta quindi il risultato di un «lavoro sinergico con la Consulta, che ha preso la questione con grande impegno», come ha detto a L'Eco di Bergamo Gabriele Cocco, docente delegato al rapporto con gli studenti. L'importante è che, in modo diverso dal passato, non capiti qualche nuovo colpo d'ala dall'alto.

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