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Vaccini Pfizer e Moderna, il parere del Cts e Ministero: «Richiamo può slittare a 42 giorni»

Il parere non è al momento vincolante, ma le Regioni potrebbero tenerne conto per accelerare ulteriormente la campagna vaccinale di massa. L'obiettivo è di coprire con una dose quante più persone possibili

Vaccini Pfizer e Moderna, il parere del Cts e Ministero: «Richiamo può slittare a 42 giorni»
Attualità 06 Maggio 2021 ore 09:53

Chi è stato vaccinato con Pfizer o Moderna potrebbe ricevere il richiamo non più 21 o 28 giorni dopo la somministrazione della prima dose, bensì 42 giorni dopo. Il parere è stato formulato ufficialmente nella tarda serata di ieri, mercoledì 5 maggio, dal Comitato tecnico scientifico nazionale, riportato su una circolare del Ministero della Salute.

Il documento ministeriale riporta la «raccomandazione» di estendere l’intervallo alla «sesta settimana dalla prima dose». Una mossa che consentirebbe di vaccinare una platea più ampia di soggetti ancora non vaccinati ma fragili, che rischiano di sviluppare forme più severe del Covid.

Sulla scorta dei dati a disposizione il Comitato tecnico scientifico ha rilevato che il prolungamento del richiamo non ha ricadute negative sull’efficacia della risposta immunitaria data dai vaccini; inoltre, chi ha già ricevuto almeno la prima dose di Pfizer o Moderna possiede una buona copertura (superiore all’80%) contro il virus e i sintomi gravi dell’infezione.

Come detto si tratta di una raccomandazione, quindi, al momento, di un suggerimento non vincolante. Tuttavia è probabile che le Regioni tengano conto della circolare per poter ricalibrare i propri piani vaccinali e avvicinarsi sempre più alla soglia di 500 mila somministrazioni quotidiane toccata per due giorni consecutivi, ma ora calata. Chi ha già una prenotazione per il richiamo, in ogni caso, lo riceverà nei tempi fissati.

La raccomandazione del Cts si incardina poi su un altro binario: la necessità di far fronte a consegne di dosi di vaccino non sempre puntuali ma soprattutto non nelle quantità attese. Anche per questa ragione si è scelto, come già fatto da altri Paesi, di immunizzare quante più persone possibili con almeno una dose.