Povertà e degrado

Via dei Cappuccini, sale la tensione: «Ok la mensa dei frati, ma così non va bene»

Più di duecento indigenti al giorno a colazione e a pranzo in un quartiere piccolo e densamente abitato. Una convivenza sempre più difficile

Via dei Cappuccini, sale la tensione: «Ok la mensa dei frati, ma così non va bene»

Il bene non basta farlo, bisogna pure farlo bene. Ridondanza a parte, è un po’ lo stato d’animo che si respira in via dei Cappuccini. In modi più o meno coloriti, è ciò che dicono residenti, commercianti e professionisti quando parlano della mensa dei Frati Cappuccini, che ogni giorno accoglie e dà da mangiare a più di duecento persone.

La questione non è nuova. Da almeno un anno e mezzo la situazione in questa centralissima zona di Bergamo è andata peggiorando, in termini di vivibilità e degrado.

O meglio, di convivenza tra persone che lì ci vivono e ci lavorano e persone che, invece, necessitano di aiuto e sostegno. È come se, in via dei Cappuccini, sia possibile osservare con la lente d’ingrandimento un fenomeno che, purtroppo, sta attraversando tutta la nostra società: l’aumento delle marginalità sociali, delle fragilità, della povertà e l’esasperazione di chi si sente costretto a dover comprendere, “ammortizzare” e sopportare tutto questo senza alcun appoggio istituzionale. Un mix di senso di abbandono e rabbia che acuisce le divisioni e aumenta il senso di insicurezza.

La lettera del Comitato

Il Comitato Noi Bergamo Insieme da ormai diversi mesi lancia appelli e chiede soluzioni per un problema tutt’altro che di facile soluzione. Raccoglie segnalazioni, cerca di fare da raccordo tra cittadini e istituzioni. Avanza richieste.

L’ultima è datata 22 luglio, quando il Comitato ha indirizzato una lettera alla sindaca Elena Carnevali, all’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni, al Comando della polizia locale, al Comando dei carabinieri, al questore Vincenzo Nicolì e al prefetto Luca Rotondi. Oggetto: (…)

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