Non mi piace per nulla il discorso del "filosofo" Luciano che forse pontifica da qualche comodo salotto.
Credo invece che Alessandro e Alessandro A. descrivano correttamente la situazione ed interpretino il pensiero della maggioranza dei cittadini bergamaschi, notoriamente solidali e generosi ma non fessi.
Commenti su: Via dei Cappuccini, sale la tensione: «Ok la mensa dei frati, ma così non va bene»
Caro Luciano,
ti invito a venire in queste vie a vivere tra ragazzine molestate, spacciatori, gente che espleta le proprie deiezioni fisiologiche davanti all'ingresso di casa, persone con fogli di via per accoltellamenti. Questi non sono i poveri, che questo quartiere ha sempre aiutato, ma persone che non accettano regole di convivenza basilari. Tutto bravi a fare solidarietà con il **** degli altri. Frati compresi, visto che anche loro non si preoccupano di ciò che succede nel quartiere e si dimostrano macchiavellicamente disponibili a distruggere la vita di un quartiere per le loro tre ore di buone azioni. A spese degli altri.
Chi ha bisogno di aiuto può avere tutto il mio aiuto. Ma non a costo di distruggere tutto
Si, perché essere vivi nello spirito è avere una città trasformata da immigrati senza fissa dimora, accattoni che chiedono cibo senza muovere un dito, maranza che ti guardano storto per avere occasione di mandarti in ospedale se non togli lo sguardo, gente che scende in strada e, con una spranga o coltello, minaccia di uccidere tutti. Io ricordo una città diversa, caro Luciano, e la preferivo prima che importassimo tutti questi clandestini da paesi poveri con basso livello di istruzione e società scadenti. Servono solo a consumare il nostro welfare, costruito da persone che hanno contribuito alla sua creazione ed ora consumato da gente che non ha mai costruito il proprio futuro e sono da qui accudire. La tua filosofia da quattro soldi serve solo ad affossare un paese che, con tutti i propri difetti, aveva un welfare che ci invidiavano. Il turismo degli affitti brevi che vedi tu come il problema principale di Bergamo credo che sia più risolvibile con una buona regolamentazione, di quanto possa essere il problema dell'immigrazione senza regole.
DIVIDE ET IMPERA
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Alcuni commenti sono raccapriccianti.
La città dei rentiers, bottegai e affittacamere, amante del turista che schiamazza, intasa, inquina i cieli e lorda i quartieri del centro, in basso e in alto, purché apra il portafoglio - ipocrita città di morti nello spirito, nel cuore e nell'intelligenza del mondo in cui viviamo, sogna di trasformarsi in un sobborgo blindato contro immigrati, poveri ed emarginati prodotti in numero sempre crescente dal sistema, dalla "società" ristretta che li fa sentire "arrivati". Per difendere i loro privilegi, piccoli e grandi, reali o immaginari, invocano apartheid e misure di polizia, hanno giunte comunali e governi dalla loro parte, e non gli basta mai. Ma "come può uno scoglio arginare il mare"?
A forza di importare povertà questo è quello che succede. È brutto da dire...ma è così.
Diventano tutti più poveri, anche chi vive in quel quartiere che si trova la casa svalutata.
Spero che non vengano accusati i frati che andrebbero invece aiutati da Comune, Prefettura e Curia principali responsabili della pesante situazione in zona.
I frati fanno il loro mestiere come la caritas. La maggior parte sono stranieri , soxx nordafricani , ci pensino le loro ambasciate e consolati .
La politica dovrebbe essere unita in qs. Casi. Vanno riportati ai loro obesi di origine . Gli italiani devono essere aiutato d reinserito nella vita sociale facendoli lavorare.
Dare da mangiare a caso a chiunque passi è solo un incentivo ad attirarne altri, oramai lo sanno in tutto il nord italia.
Grazie caritas di come hai ridotto il centro di bergamo.
I frati cappuccini a cui non si può imputar i disagi/disturbi in quanto, senza se e senza ma attuano un'attenzione verso gli altri ( potremmo essere anche noi) che è da tenere distinta dai disturbi qua nella via omonima.
Fino dal 1600D.C. è punto di riferimento per i credenti e con il servizio mensa per chi ha bisogno di un pasto caldo e da tempo da accesso a servizi igienici alla moltitudine di non abbienti, nei decenni passati principalmente dagli extracomunitari tossicodipendenti e disadattati così come avviene adesso ma affiancati sempre più da soggetti autoctoni che per la crisi economica e personali difficoltà tipo separazione perdita del lavoro non riescono più, come si dice, a mettere insieme pranzo e cena. Il peso sociale, con pressoché quotidiani disturbi agli abitanti dei palazzi attorno alla piazzetta è ormai una costante dovuta a estrema maleducazione di pochi che purtroppo si distinguono tra chi umilmente e senza pretese alcuna sta in coda in attesa del proprio turno per il pasto. Quasi quotidianamente una pattuglia oramai si sofferma nell'orario del pranzo, già questo limita quei comportamenti asociali ma non credo si possa ormai affidarsi a interventi spot, ma bensì con gli organi preposti organizzarne una presenza quotidiana a garanzia di una perlomeno"serenità" di chi come me da più di 40 anni in questa bella via, vive e tiene vivo lo storico quartiere di Borgo Palazzo.
OK, quando si sceglierà una casa dove vivere, in futuro, bisognerà tenere conto anche dell'eventuale vicinanza con "servizi sociali" di qualsiasi genere. Naturalmente per sceglierla sufficientemente lontano da essi, non si sa mai che cosa ti potrebbe capitare qualche anno dopo. Se succede come a chi vive vicino ai cappuccini, vorresti andartene ma la tua casa non se la comprerebbe più nessuno....
Quando ti fai trascinare da cuore, c'è sempre qualcuno che se ne approfitta, vedi Ceuta
I frati mentre fanno del bene a molti indirettamente creano problemi ad altrettanti.