È successo a Seriate

Il caso della Onlus non riconosciuta finito pure a Striscia la Notizia

Il caso della Onlus non riconosciuta finito pure a Striscia la Notizia
Cronaca 27 Ottobre 2018 ore 09:15

È il caso di dire che le bugie hanno le gambe corte e fanno venire il naso lungo: a interpretare la parte di Pinocchio è l’associazione Croce San Michele Onlus. È stata Striscia la notizia a rendere noto che, nonostante la dicitura, non risulta iscritta né al registro delle onlus né a quello delle associazioni di volontariato (eppure raccoglie denaro spacciandosi per tale). Il caso ha toccato anche Seriate, dove alcuni volontari di questa fantomatica associazione sono stati pizzicati mentre cercavano di procacciarsi offerte per l’acquisto di un’ambulanza, senza ricevute, senza tesserini e addirittura servendosi di un minore. A fermare l’azione della Croce San Michele erano stati gli agenti della Polizia locale seriatese: Striscia la notizia, noto tg satirico di Canale 5, ha mandato Valerio Staffelli come inviato speciale a intervistare proprio il comandante della Polizia locale Giovanni Vinciguerra.

 

 

La Croce a Seriate. «Lo scorso 18 maggio alcuni cittadini ci hanno segnalato la presenza di certi individui che chiedevano, con una certa insistenza e in modo sgarbatamente invasivo, delle “offerte in denaro a scopo benefico” nell’area antistante all’ospedale Bolognini» dichiara il comandante. Gli agenti si sono quindi recati sul posto, dove hanno trovato un ragazzo e una donna: il primo non aveva nessun badge di riconoscimento, mentre la seconda aveva un tesserino con i dati anagrafici cancellati, tanto che, un passante qualunque, non avrebbe potuto leggerne neppure il cognome. I due hanno saputo solo giustificare la loro presenza ai fini di una raccolta fondi per comprare un’autoambulanza, ma non hanno dato motivazioni in merito alla loro mancanza di tesserini. «Avevano poi un tavolino e un bidone di plastica di colore blu, senza alcuna etichetta visibile e utilizzato verosimilmente per la raccolta del denaro: successivamente avremmo saputo che era chiuso con un lucchetto, ma che i due presunti volontari non avevano con sé la chiave – specifica Vinciguerra -. L’agente inviata sul posto ha così identificato i due, scoprendo che il ragazzo aveva solo 17 anni: non era naturalmente in grado di presentare alcuna autorizzazione dei genitori, o contratto di lavoro o iscrizione all’associazione».

Considerata quindi la presenza del minore, cui si aggiunge l’assenza del tesserino, e considerato inoltre che la signora, oltre al tesserino dei dati cancellati, aveva fornito un documento identificativo deteriorato, l’agente ha richiamato il comando per avere rinforzi. È stata così inviata una pattuglia e gli agenti hanno richiesto ai due di seguirli per procedere ad alcuni accertamenti. È stato qui che i due hanno iniziato a dare in escandescenze: «Io non vengo da nessuna parte perché devo avvisare la mia responsabile – ha urlato la donna -! Io non mi sposto di qui, voi non siete mica i Carabinieri». «Io non salgo in macchina con voi, non mi interessa, faccio casino, fino a quando la mia responsabile non viene qui, io prendo ordini solo da lei e con voi non vengo da nessuna parte» ha esclamato l’altro. Gli agenti sono in seguito riusciti a calmare i due e a farsi seguire al vicino…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 44 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 31 ottobre. In versione digitale, qui.

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