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Atti vandalici sui muri

Il centro storico di Albino graffiato dall’urlo di giovani writer (inesperti)

Il centro storico di Albino graffiato dall’urlo di giovani writer (inesperti)
Cronaca 26 Marzo 2019 ore 05:00

Un fatto che ha indignato l’intera comunità di Albino, verificatosi nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 marzo. Parliamo di atti vandalici in serie i cui segni hanno marchiato decine di edifici, pubblici e privati, del centro storico di Albino, imbrattati in modo vergognoso da ignoti e presunti writers. La polizia municipale si è immediatamente attivata per risalire ai responsabili grazie alle postazioni di video-sorveglianza, comunale e privata, attive in buona parte delle zone colpite, strategia coronata con successo per l’altro atto vandalico che colpì la sede della polizia stessa il 2 febbraio scorso. Siamo stati in sopralluogo per rilevare e fotografare i muri imbrattati, la sigla degli autori del danno è WBS, riprodotta in molte varianti in via Matteotti, via Pezzotta, via Vittorio Veneto, piazza Carnevali, piazzale Mercato, via MO Briolini, via Duca d’Aosta, piazzale dei Caduti e piazza San Giuliano. In molti auspicano una rapida risalita agli autori del gesto e il ripristino a cura e spese degli autori stessi.

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Abbiamo consultato un educatore, esperto in graffiti, secondo il quale «la scritta WBS è riferita molto probabilmente al nome di un gruppo che segna così quello che ritiene il proprio territorio. Questo writer, che sembra firmarsi Kope, probabilmente è un ragazzino alle prime armi. Le opere non hanno alcun valore di graffito, ma rimuoverle sarà una bella impresa». Ernesto A., co-proprietario di un edificio marchiato WBS, ha pubblicato sul muro oggetto di questa attenzione una lettera aperta. Scrive: «Le persone intelligenti e civili non imbrattano i muri. Voi che leggete trovate l’aggettivo più appropriato per definire queste persone, che non hanno neppure il coraggio di mostrarsi. Spesso si parla di stupidità “bestiale” dell’uomo, ma questo è ingiusto e offensivo per le bestie: un animale non potrebbe mai essere stupido quanto un uomo, in modo così “artistico” e “creativo”». Quello che abbiamo raccontato, anche se eclatante, è solamente l’ultimo di una serie di gesti a dir poco censurabili. Ma non vorremmo fermarci qui, bensì cercare di comprendere le motivazioni che spingono alcuni giovani a questo.

Se scendete dai giardinetti di via Donizetti e imboccate il sottopasso che porta alla Cà del Fatur venite avvolti da un affollamento di messaggi tracciati sui muri da improvvisati graffitari che vi svelano pensieri e impulsi di una generazione adolescenziale che lì si ritrova in orario notturno a socializzare. Il fenomeno si sta consolidando a rotazione: infatti la scritta più vecchia porta la data dell’agosto 2010 e alcuni messaggi più recenti si sono sovrapposti ai precedenti, cancellandoli in parte o completamente. È così un libro aperto su cui leggere le pulsioni, i pensieri, gli sfoghi che gli adolescenti proiettano sul muro per affermare se stessi e, forse, per reagire a quanto si presenta nella loro vita. A uno sguardo superficiale, il luogo appare in condizioni di degrado, perché il condominio ha lasciato le pareti del…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 49 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 28 marzo. In versione digitale, qui.