E la «malattia del secolo»?

Siam depressi? Al massimo ansiosi (e, nel dubbio, ci mangiamo sopra)

Siam depressi? Al massimo ansiosi (e, nel dubbio, ci mangiamo sopra)
29 Giugno 2019 ore 09:15

L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo dice da anni: la depressione è la malattia del nostro secolo. Tanto che, secondo uno studio datato 2012 e aggiornato di anno in anno, nel 2020 sarà proprio la depressione la più diffusa al mondo tra le malattie mentali e la seconda malattia più diffusa in generale dopo le patologie cardiovascolari. Una previsione inquietante, che offre uno spaccato sulla nostra società certo non lusinghiero, ma che purtroppo “tastiamo” quotidianamente: senza entrare nell’alveo medico specifico, è indubbio che stress e stati d’ansia siano nemici che tanti (se non tutti) oggi si trovano ad affrontare. Stati d’animo che, spesso e purtroppo, sfociano poi in patologie più gravi quali, appunto, la depressione.

Eppure questa analisi viene apparentemente smentita dai dati che ha diffuso il Servizio Farmaceutico Territoriale di Ats Bergamo giovedì 26 giugno e che riguardano i farmaci più venduti nella nostra provincia nel 2018: nessuno è un antidepressivo o un ansiolitico. Dei 330 milioni di euro spesi in farmaci dai bergamaschi l’anno passato, la maggior parte sono andati nell’acquisto di colecalciferolo, più comunemente noto come vitamina D3, utilizzato per prevenire e trattare la carenza di questo nutriente essenziale; al secondo posto troviamo la enoxaparina, che è un antitrombotico e viene utilizzata per prevenire la formazione di coaguli di sangue in presenza di alcune malattie o in associazione a interventi chirurgici; al terzo e al quarto posto ci sono invece il pantoprazolo e l’esomeprazolo, entrambi inibitori di pompa protonica per malattie correlate all’acidità di stomaco, come l’ulcera peptica e il reflusso gastroesofageo; al quinto posto, infine, c’è l’atorvastatina, tipicamente utilizzata per ridurre i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

«I bergamaschi non soffrono di particolari patologie, se non di quelle più comuni», ha commentato il dottor Marco Gambera, direttore del Servizio Farmaceutico Territoriale di Ats Bergamo. Allo stesso tempo, però, questa lista di medicinali più comprati e dunque assunti dai bergamaschi ci offre una duplice lettura: la prima è che, forse, dovremmo prestare un po’ più di attenzione a ciò che mangiamo e beviamo data l’elevata necessità di intervenire su patologie quali carenza di vitamina D, reflusso gastroesofageo e alti livelli di colesterolo e trigliceridi (insomma, qualcuno dovrebbe bere un po’ meno e mangiare un po’ meno…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 4 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 4 luglio. In versione digitale, qui.

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