Libera uscita

Forza Italia a Bergamo è in tilt E c’è chi ha già la valigia in mano

Forza Italia a Bergamo è in tilt E c’è chi ha già la valigia in mano
06 Maggio 2019 ore 04:00

«Forza Italia è un partito tremendamente in difficoltà: manca un progetto politico chiaro e determinato, l’originaria identità moderata e liberale si è persa tra faide interne e scaramucce personali. Una così profonda crisi a livello nazionale non può, chiaramente, non avere ripercussioni anche sul piano locale. Bergamo non fa eccezione: quello che fino a pochi anni fa era, in terra orobica, un partito dal chiaro ruolo maggioritario è oggi una fosca entità politica dal futuro più che mai incerto». Queste parole le scrivemmo proprio noi di BergamoPost tre anni e mezzo fa circa. Era il gennaio 2016 e in un articolo intitolato “Cosa resta di Forza Italia a Bergamo” cercammo di fare il punto sul declino di un partito che, per anni, ha rappresentato una certezza a Bergamo. L’articolo in questione si chiudeva con una riflessione: «I dubbi che Forza Italia, fra tre anni, esista ancora sono forti. […] L’agonia azzurra è solo all’inizio».

 

[Alessandro Sorte, Stefano Benigni, Giovanni Toti, Paolo Franco]

 

Le dimissioni di Paolo Franco. In realtà, Forza Italia esiste ancora, ma fa impressione notare come, a distanza di tre anni, quell’analisi sia ancora tremendamente attuale sotto diversi punti di vista. Lo dimostra la crisi che il partito azzurro sta vivendo e che è venuta a galla quando manca meno di un mese alle elezioni del nuovo sindaco di Bergamo. Il coordinatore provinciale Paolo Franco, infatti, un minuto dopo aver depositato la lista dei candidati in Consiglio comunale, ha presentato alla coordinatrice regionale Mariastella Gelmini, con una lettera, le proprie dimissioni. Nessun addio al partito (per ora), ma una presa di posizione forte, che accende i riflettori sulla gestione interna. Da un lato, Franco rivendica il lavoro svolto dal 2015, anno della sua nomina a coordinatore, a oggi a livello provinciale. Rivendica, in particolare, l’essere riuscito a tenere insieme tutti i pezzi di un partito che, invece, a livello nazionale ha continuato a perderne, dando a una realtà politica storicamente legata a una singola figura, quella di Berlusconi, anche un’identità “collegiale”, almeno a livello locale. Un merito, questo, che viene riconosciuto a Franco un po’ da tutti i componenti bergamaschi di Forza Italia. Dall’altro lato, però, il consigliere regionale azzurro lamenta anche una «scarsa considerazione del lavoro svolto da parte dei vertici regionali, cosa che ritengo grave non tanto nei miei confronti ma perché credo denoti anche uno scarso rispetto per la comunità bergamasca di elettori e militanti di Forza Italia».

I “sassolini” di Franco. In particolare, sono due le cose che a Franco pare abbiano dato più fastidio. Innanzitutto la sua mancata…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 6 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 9 maggio. In versione digitale, qui.

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