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L'intervista

Gafforelli tira dritto: «Basta code! La Bergamo-Treviglio va fatta»

Gafforelli tira dritto: «Basta code! La Bergamo-Treviglio va fatta»
Cronaca 18 Marzo 2019 ore 09:10

La decisione della Provincia ci accelerare sulla realizzazione dell’autostrada Bergamo-Treviglio ha spiazzato buona parta della politica bergamasca. Dopo anni di immobilismo, un’improvvisa sterzata voluta dal nuovo presidente di via Tasso, Gianfranco Gafforelli. Abbiamo intervistato proprio lui per capire meglio la situazione.

 

 

Presidente Gafforelli, che cosa le è venuto in mente di partire lancia in resta con la Bergamo-Treviglio che era ferma da anni?

«La chiedono i sindaci, gli imprenditori, i pendolari. Ci sollecitano a fare qualcosa per migliorare la viabilità perché nelle ore di punta ci vuole un’ora e mezza, quando va bene, per fare venti chilometri. Già nel mio programma avevo detto che la Bergamo-Treviglio rappresentava una priorità e da subito ho proposto ai gruppi di predisporre un ordine del giorno che tenesse conto di tutte le esigenze. Ora siamo pronti e il 19 verrà votato in Consiglio provinciale».

Dopodiché?

«Noi non abbiamo competenze specifiche: è un’infrastruttura in carico alla Regione. Tutto quello che possiamo fare è dire che il Consiglio provinciale è d’accordo sulla sua realizzazione».

Il suo decisionismo ha preso in contropiede il Pd, grazie al quale è stato eletto ma che non è mai stato convinto dell’opera.

«Questo l’ho capito dopo che ho fatto firmare l’ordine del giorno. Credo però che in Consiglio non ci saranno sorprese. Se anteponiamo le nostre idee alle necessità generali del territorio staremo in coda anche per i prossimi dieci anni».

Comunque sia, si è sollevato un bel polverone.

«Alcune uscite mi hanno un po’ infastidito, soprattutto da parte di chi adesso vorrebbe attribuirsi la paternità dell’iniziativa. Io non cerco visibilità, ma nei cinque anni in cui sono stato consigliere provinciale della Bergamo-Treviglio non ho mai sentito parlare».

Il suo predecessore, Matteo Rossi, non la voleva.

«Questo non lo so. Di sicuro è un tema che divide».

Sul quale lei però tira dritto.

«Dopo aver fatto il presidente della Provincia – sempre che possa andare avanti perché contro la mia elezione c’è un ricorso al Consiglio di Stato -, non ho altre ambizion. Questo mi rende più libero di perseguire ciò che ritengo giusto, senza temere né ambientalisti né altri».

Non pensa che un’opera così imponente rappresenti una ferita mortale per l’agricoltura?

«Ho letto le preoccupazioni degli agricoltori e le faccio mie. Ma una volta per tutte dobbiamo decidere se queste infrastrutture servono o no all’economia e alla mobilità perché ne va della vita quotidiana delle persone. Oggi c’è solo un progetto preliminare del 2012 che serve per scegliere chi realizzerà l’opera. Poi, in quello esecutivo, mi farò garante affinché sia…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 7 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 21 marzo. In versione digitale, qui.