Cosa cambia davvero

Legittima difesa, la nuova legge non è poi tanto diversa dalla vecchia

Legittima difesa, la nuova legge non è poi tanto diversa dalla vecchia
Cronaca 29 Marzo 2019 ore 06:00

Il progetto di legge voluto dalla Lega e bandiera del centrodestra è stato approvato alla Camera nelle scorse settimane con lo slogan di «la difesa è sempre legittima». Eppure le differenze con la vecchia legge sulla legittima difesa sono difficili da trovare…

 

 

La battaglia per la legittima difesa. La modifica della legittima difesa è una battaglia che tutto il centrodestra ha sostenuto con convinzione fin dalla campagna elettorale dello scorso anno. La crescente paura per i furti all’interno delle proprietà private, aumentati negli anni della crisi, ha assicurato una buona parte di consenso a chi prometteva più sicurezza. In passato, abbiamo affrontato questo tema, scoprendo che una legge per la legittima difesa era già esistente nel nostro ordinamento e che, almeno valutando i casi concreti, sembrava funzionare piuttosto bene. I fatti di cronaca più noti dimostrano che la legge consente a chi s’è legittimamente difeso da un’aggressione di non incorrere in particolari problemi e sono stati frequenti, infatti, i casi di assoluzione o addirittura di archiviazione.

Una legge fotocopia. Il nuovo testo di legge, secondo le considerazioni quasi unanimi dei giuristi, non cambierebbe la sostanza delle leggi già in vigore, rafforzando a parole concetti già presenti nel codice penale. La difesa non è quindi sempre legittima, a dispetto di ciò che dicono gli slogan, ma rimangono salvi i principi già presenti nel nostro ordinamento, con le prescritte tutele per chi viene aggredito all’interno della propria abitazione o della propria attività commerciale. In caso di omicidio sarà ancora obbligatorio aprire un’inchiesta, interpellare un giudice e assicurarsi che sussistano tutte le condizioni per poter inserire gli eventi nella fattispecie della legittima difesa. Come per la vecchia legge, rimangono ben saldi i principi fondamentali di proporzionalità tra offesa e difesa, attualità del pericolo e stato di necessità.

 

 

Cosa cambia? La rivoluzione della disciplina, almeno secondo i suoi sostenitori, è soprattutto nell’ultimo comma, introdotto ex novo proprio con il nuovo disegno di legge: «Agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone». Eppure, come spiegato in maniera chiara sul portale Diritto.it da Alessandro Paoletti, «l’uso da parte del legislatore del termine respingere, che letteralmente significa ricacciare indietro qualcuno o qualcosa, non si ritiene possa avallare un’applicazione della norma che prescinda dal rinvenimento, nel caso concreto, dei due requisiti minimi che sono richiesti dal comma primo della disposizione dell’art. 52 c.p., ossia, appunto, attualità del pericolo e necessità della condotta difensiva».

Gli slogan. La presentazione di una nuova legge figurava in maniera palese la possibilità di potersi sempre difendere in casa propria, a prescindere dalle circostanze e a prescindere dal principio di proporzionalità tra offesa e difesa. Il ragionamento è così semplice da essere alla portata di tutti: «Se qualcuno viola un domicilio privato può essere ucciso». La difesa dovrebbe quindi essere sempre legittima, almeno in casa propria, a prescindere dalle circostanze, dalle dinamiche ed escludendo qualsiasi ulteriore considerazione. Lo slogan è stato esibito con orgoglio anche alla Camera dei Deputati dopo l’approvazione della legge, che ora dovrà superare l’esame del Senato, eppure il testo dice tutt’altro. Anche le accuse dell’opposizione, che ha parlato di un «rischio Far West», appaiono esagerate, almeno per quanto riguarda la sostanza della nuova norma. L’unico rischio in cui si potrebbe incorrere a seguito dell’approvazione definitiva del disegno di legge è relativo alla comunicazione che è stata fatta a favore di questa modifica. Qualche cittadino potrebbe infatti illudersi di poter sparare a chiunque in casa propria, senza alcuna ripercussione legale, scoprendo soltanto troppo tardi di essere stato informato in maniera scorretta sul tema.

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