Il primo quotidiano locale

A L’Eco hanno trovato un accordo sui tagli a giornalisti e tipografi

A L’Eco hanno trovato un accordo sui tagli a giornalisti e tipografi
Cronaca 11 Marzo 2019 ore 05:30

La tempesta non si placa e le grandi navi dei giornali procedono con sempre più fatica in questo mercato della lettura che continua a rallentare. La gente sempre più si accontenta delle notizia su Internet, sui social. Dieci righe, venti righe e via. Magari nemmeno ben verificate. La crisi dell’editoria coinvolge quotidiani, settimanali, mensili. Anche L’Eco di Bergamo, gloriosa testata cittadina la cui diffusione media oggi (dato di dicembre) è di 32.666 copie al giorno. I tempi in cui il giornale vendeva mediamente ogni giorno 56 mila copie sono lontani soltanto nove anni, era il 2010. Ma era un altro mondo. Era un mondo in cui il Corriere vendeva più di cinquecentomila copie (oggi è appena oltre le duecentomila) e La Gazzetta anche (adesso siamo sui 140 mila).

I quotidiani locali sono stati colpiti pesantemente, ma meno di quelli nazionali. Tuttavia la crisi è forte e chiede provvedimenti. A L’Eco di Bergamo in questi ultimi sei-sette anni si è cercato di ridurre il peso del personale ricorrendo ai prepensionamenti e ai contratti di solidarietà. La tipografia è ormai ridotta ai minimi termini e i lavoratori rimasti hanno il contratto di solidarietà con il venticinque per cento in meno dello stipendio. La cura dimagrante ha riguardato anche i giornalisti, che sono diminuiti in questi dieci anni da sessantaquattro a cinquanta, approfittando anche della legge finanziata dal governo Renzi per dare respiro alle aziende editoriali rendendo possibili i prepensionamenti (finanziamento scomparso con il governo attuale).

Fino a ieri i giornalisti de L’Eco non avevano sofferto particolarmente la crisi, erano riusciti a salvare persino il contratto integrativo. Nei mesi scorsi era stata intavolata però una trattativa fra amministratori e sindacati per ridurre il costo del lavoro dei giornalisti, non più sostenibile. Il bilancio de L’Eco di Bergamo in questi ultimi due anni ha chiuso sostanzialmente in pareggio, dopo anni di lauti guadagni (dalla fine degli anni Settanta in poi). Ma le prospettive sono fosche, sia dal punto di vista della raccolta pubblicitaria che per quanto riguarda le vendite. Ancora positiva è l’attività della grande…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 7 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 14 marzo. In versione digitale, qui.

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