È braccio di ferro

Mercato in Malpensata, Gori insiste Ma gli ambulanti non se ne vanno

Mercato in Malpensata, Gori insiste Ma gli ambulanti non se ne vanno
Cronaca 03 Aprile 2019 ore 06:00

«Viene l’onorevole Colleoni con una delegazione di ambulanti. Sono scatenati. Li ricevo in studio. Vorrebbero tornare con le bancarelle nei vecchi posteggi: la nuova sistemazione non li soddisfa. Uno di loro a un certo punto esce in una concione. “Crede di imbonire la folla?”, lo disarmo. “Faremo le azioni di forza!”. “Quali? Quando esco dal Comune alle 9 di mattina vengo nel mio studio e me ne infischio di tutte le azioni di forza”». Giorgio Gori ha rispolverato l’autobiografia di Tino Simoncini, mitico sindaco di Bergamo nei primi anni Sessanta, per rappresentare l’imminente braccio di ferro con i mercatanti della Malpensata. All’epoca il mercato settimanale era appena stato spostato da via Paglia al piazzale della Malpensata.

Il Comune, dunque, non si sposta di una virgola. Chi si sposterà (ma è tutto da vedere) sono i 236 ambulanti che oggi occupano gli stalli della Malpensata: trentasei finiranno nel mercato rionale di piazzale Alpini, il resto in via Spino, nel nuovo mercato cittadino. L’amministrazione ha già speso 1,5 milioni di euro per attrezzare l’area e a breve partiranno i lavori. La Malpensata diventerà un’area verde e vicino, all’ex gasometro, sorgerà il nuovo parcheggio per cui Atb ha sborsato più di tre milioni di euro. La data dello spostamento del mercato non è stata ancora comunicata: nell’ultimo incontro con i rappresentanti degli ambulanti, Gori ha previsto che sarà entro la metà di maggio, prima delle elezioni; i lavori però non sono ancora iniziati e ci vorrà un paio di mesi per completarli. Se mai, ha promesso che farà il possibile per agevolare i bancarellai nella nuova sede, mettendo a disposizione la linea 6, navette per i clienti, cartelloni pubblicitari, volantinaggio porta a porta; e settanta parcheggi (o cento, se possibile), da spartire con gli artigiani di via Spino.

«Lo sforzo è lodevole, ma non serve – ha detto lunedì scorso il presidente regionale Ana Nicola Zarrella, a una cinquantina di ambulanti riuniti alla Casa del Giovane -. Dopo alcuni mesi con qualche cliente in più, il mercato andrà a morire. Il sindaco mi ha fatto sapere che neanche una manifestazione lo smuove. L’unica cosa che può impedirglielo è un giudice». All’incontro erano presenti i vertici di Ana, il sindacato spontaneo degli ambulanti nato dalla lotta alla…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 7 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 4 aprile. In versione digitale, qui.

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