Progettata una strada alternativa

«Da qui non si passa, ecco la via» Parla Bergamelli, quello di Piazzo

«Da qui non si passa, ecco la via» Parla Bergamelli, quello di Piazzo
Cronaca 11 Marzo 2019 ore 04:30

«Mi piace Piazzo… e ho deciso di vivere qui, in tranquillità». L’affermazione di Massimiliano Bergamelli, imprenditore cinquantunenne di Albino, è a dir poco lapalissiana, dato che da diversi anni risiede in via Piazzo 7, in quello storicamente noto come il complesso della Cà di Fade. Nelle ultime settimane “Mi piace Piazzo” (Mè piàs Piàs nella sua versione dialettale) è invece diventato una sorta di urlo di battaglia dell’Associazione “Insieme per Piazzo”, utile a promuovere una manifestazione di protesta riguardo alla celeberrima (e altrettanto intricata) questione dei diritti di passaggio lungo strade e sentieri dell’area naturale collocata a cavallo fra i territori di Albino e Nembro. La questione è tornata d’attualità, complice l’appuntamento con le elezioni amministrative di Albino del prossimo 26 maggio, e Bergamelli ha deciso di voler riassumere per il nostro giornale l’annosa questione, convinto di poter finalmente veder chiusa una polemica «che è strumentale e pretestuosa».

 

 

«La località Piazzo – sottolinea Massimiliano – era e resta un polmone verde che caratterizza la Media Valle Seriana. Non è un caso che una parte di essa (quella probabilmente di maggior pregio, vicina all’abitato di Albino) sia stata edificata non poco sin dagli anni ’80. La mia famiglia (una dinastia di imprenditori legata all’edilizia, guidata fra gli altri dal padre di Massimiliano e dallo zio, ndr) ha acquisito decenni fa la proprietà della Cà di Fade e dei terreni circostanti, per stabilirvi la propria residenza». Il complesso si presenta importante, ma senza eccessi di “lusso” fuori contesto. La cascina di via Piazzo 7 ospita ora sette nuclei familiari. All’esterno prati (nei quali si muovono cavalli e daini) e un cortile con l’antico lavatoio in pietra. L’accesso carrabile avviene attraverso un cancello, che per pochi metri è sito in territorio di Nembro, regolarmente autorizzato, come conferma il cartello «passo carrabile» emesso dal Comune. Appena oltre il cancello, all’interno della proprietà Bergamelli, c’è il cippo che delimita i confini comunali. È posto al di sopra di un muretto a secco che a sua volta segnala il confine fra i territori comunali di Albino e Nembro. È solo un esempio di come qui, a ogni angolo, vi siano garbugli di confine e diritti non facilmente districabili.

 

 

Massimiliano, diffidando formalmente a mezzo raccomandata gli organizzatori della manifestazione dall’entrare nelle sue proprietà, sottolinea che «le reti e i cancelli che secondo l’Associazione “Insieme per Piazzo” impedirebbero il pubblico transito, in realtà sono state regolarmente autorizzate dai comuni di Albino e Nembro certificando che il tratto di strada che transita all’interno della recinzione del complesso della Ca’ di Fade è identificata quale strada consorziale di Piazzo in Comune di Nembro e la strada comunale della Valle in Comune di Albino termina all’esterno delle recinzioni. Ciò è reso evidente anche dall’elenco delle strade comunali di Albino del 1935-1964 approvato con delibera del 26 marzo 1935 alla voce “strada comunale Valle del Gronzone” che recita espressamente “staccasi dalla Provinciale esterna e sale fino al confine territoriale con Nembro – lunghezza metri 450″». Passeggiando nella quiete di Piazzo, in un pomeriggio fra inverno e primavera alla Cà di Fade, l’unico fastidio arriva per l’impercettibile ma costante rumore di sottofondo che sale dalla superstrada della Val Seriana. È lontanissima, eppure presente, quasi a ricordare quanto preziosa possa essere un’oasi “fuori le mura”. Aver avviato (ormai da più di vent’anni) ricorsi, pareri legali, ricorsi al Tar e raccolte firme appare addirittura sproporzionato, anche per il fatto che spazi, sentieri e (soprattutto) soluzioni concrete di certo non…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 49 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 14 marzo. In versione digitale, qui.

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Curiosità