Il futuro del cineteatro

A Seriate i timori delle opposizioni «Il Gavazzeni non sia un multisala»

A Seriate i timori delle opposizioni «Il Gavazzeni non sia un multisala»
19 Settembre 2019 ore 09:10

I lavori per l’ampliamento del Cineteatro Gavazzeni devono ancora iniziare ma, nel frattempo, l’assegnazione per la gestione ventennale dell’edificio di via Marconi e della tensostruttura annessa alla biblioteca comunale suscitano perplessità nel gruppo “Sinistra per un’altra Seriate”. I dubbi riguardano l’aggiudicazione della concessione di questi spazi al raggruppamento temporaneo di imprese composto da S.i.e.c. srl di Bergamo, Gi.Ma.Co. Costruzioni srl di Delebio (Sondrio) e architetto Andrea Mario Savio di Milano. «Prendiamo atto della decisione della Giunta di concedere in gestione i due spazi fino ad agosto del 2039 – sottolinea il consigliere comunale Marco Sironi -. Tuttavia riteniamo che l’assegnazione di una concessione ventennale, come già avvenuto per gli impianti sportivi e per la piscina comunale, quest’ultima struttura addirittura per venticinque anni, a un raggruppamento temporaneo di imprese, si configuri di fatto come una privatizzazione delle strutture e dell’offerta culturale della città. Tra l’altro, una delle ditte concessionarie è la stessa che ha gestito il Cineteatro dal 2004».

 

[Il render dell’ampliamento del cineteatro Gavazzeni]

 

Grazie all’affidamento, la capacità ricettiva del Cineteatro sarà incrementata, in quanto il vincitore della gara ha proposto, oltre all’ammodernamento e alla costruzione di nuove aree comuni, anche la realizzazione di due sale, rispettivamente per 120 e 150 posti a sedere. Il valore complessivo della gara è di 12 milioni e 805 mila euro e il Comune riconoscerà al gestore un canone annuo di 25 mila euro, per un totale di 500 mila euro, a fronte della disponibilità di utilizzo della tensostruttura per 300 ore all’anno e del Cineteatro Gavazzeni per 500 ore. «La domanda che ci poniamo è se l’ampliamento del cineteatro risponda a un’indagine approfondita delle esigenze sia sociali sia culturali dei cittadini, tenuto conto delle numerose proposte di spettacoli che Bergamo è in grado di offrire – prosegue Sironi -. E se, soprattutto, la costruzione di altre due sale, che porta la capienza a oltre 700 posti non determini, di fatto, la nascita di una multisala cinematografica di carattere commerciale, a scapito delle attività teatrali e di aggregazione a cui dovrebbe essere principalmente vocata una struttura di carattere territoriale quale è il Cineteatro Gavazzeni. Le multisale private presenti a Bergamo, tra le quali i cinema Capitol e San Marco, hanno rispettivamente 400 e 300 posti a sedere, molti meno di quelli che saranno disponibili nel nostro cineteatro una volta ultimati i lavori. Inoltre, vicino a Seriate è già presente la multisala del centro commerciale Oriocenter, che richiama una clientela assai numerosa da tutta la provincia».

«Un altro fattore che suscita perplessità all’interno del nostro gruppo riguarda gli aspetti legati alla viabilità e le eventuali valutazioni sull’impatto che un maggiore flusso di veicoli nella zona potrà avere sui parcheggi, vista la previsione del notevole incremento di pubblico, la vicinanza del Centro sportivo e della piscina comunale, oltre le attività commerciali – conclude Marco Sironi -. L’augurio è che a fronte del contributo annuo che l’Amministrazione comunale riconoscerà al concessionario i vantaggi per i cittadini saranno tangibili, come l’ampliamento e la diversificazione dell’offerta culturale, la promozione di gruppi locali che si cimentano in performance artistiche, teatrali e musicali. Chiediamo perché l’obbligo ad organizzare servizi in forma gratuita non è stato posto al concessionario senza oneri da parte del Comune, considerato che chi gestirà le strutture del Cineteatro e della tensostruttura trarrà profitto dalla gestione. Infine, vorremmo sapere se il Comune ha attuato un indirizzo e un controllo sulle tariffe che il gestore applicherà, oppure se il concessionario, in sede di gara, le ha stabilite liberamente con l’unico limite di applicare una quota agevolata del 30 e del 50 per cento alle associazioni e alle scuole locali».

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