Quartieri in trasformazione

Tre zone della città che cambiano con 150 milioni di euro, tutti privati

Tre zone della città che cambiano con 150 milioni di euro, tutti privati
Cronaca 18 Marzo 2017 ore 05:30

La crisi partita nel 2008 ha bloccato un po’ tutto. Piani altisonanti stilati soprattutto quando il mattone tirava come non mai si sono infranti sulle notizie del crac della Lehman Brothers. Ora però, la situazione si è stabilizzata, con tanto di ripresina – diminutivo a cui in Italia siamo ormai assuefatti – in atto. Così ci sono 150 milioni di euro, tutti privati, per cambiare il volto a tre quartieri. Da ottobre-novembre, in almeno due casi, partono le ruspe. Parliamo dell’ex Cesalpinia, tra via Bono e via Mai, e di Redona Centro, programmi integrati d’intervento rimasti in sospeso per anni. Rinascono con varianti e convenzioni, rivisti rispetto alle origini, con cubature più ridotte. I tempi sono cambiati, e anche le amministrazioni. Del resto, non si poteva fare diversamente, come ha detto l’assessore alla Riqualificazione urbana Francesco Valesini a L’Eco di Bergamo: «La proposta di modelli nuovi d’intervento da parte degli operatori, con tipologie diverse di trasformazioni, ha permesso alle situazioni di sbloccarsi. Il Pii dell’ex Cesalpinia risale al 2004, ora verrà realizzato il terzo e ultimo lotto; del Pii di Redona si parla dal 2009: sono piani datati che fotografano il periodo che hanno attraversato, erano rimasti fermi per le scelte delle proprietà che attendevano l’evoluzione di una crisi che nel 2008 ha colpito pesantemente questi tipi di interventi. Ora vengono invece ripresi per essere portati avanti».

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Meno cemento. Il Comune è riuscito a ridurre le capacità edificatorie previste in prima battuta e a migliorare la qualità delle prestazioni pubbliche. Taglio di volumetrie limitato per Redona Centro: da 42.500 a 40 mila metri cubi, divisi in due lotti. Un totale di 25 milioni di euro d’intervento, divisi in due lotti. Prima un nucleo residenziale, con due palazzine con al piano terra uffici e commercio. Verrà pedonalizzata una parte di via Leone XIII che suturerà la divisione tra l’area ex Pirelli e il parco Turani. Ancora inferiore la riduzioni di metri cubi sul versante ex Cesalpinia: da 68 mila a 66 mila. Qui la proposta innovativa (nata dalla partnership tra Immobiliare Percassi e la Domitys, con un investimento da 25 milioni) concerne due edifici di nove piani ciascuno, con alloggi destinati a persone anziane autosufficienti e collegati da una piastra con negozi, ristorante, palestra e servizi. Ultimo ma non meno importante, anzi – si parla di un investimento da 100 milioni – è Chorus Life, piano ideato dal patron della Gewiss Domenico Bosatelli, sulle aree dell’ex Ote, tra via Serassi e la circonvallazione. Qui però i tempi sono più lunghi: le opere previste - residenze, spazi riservati a terziario e commerciale, un nuovo palazzetto dello sport multifunzionale, una palestra comunale) – potrebbero vedere la luce nel 2020, anche se la bonifica potrebbe partire già entro quest’anno. La novità della scorsa settimana è l’ingresso di Regione Lombardia nell’accordo di programma a supporto di quest’ultimo progetto, già composto da Palazzo Frizzoni, Provincia, Teb e Grupedil (il partner privato che realizzerà l’intervento).