Dal basilico...

10 cibi che non vanno in frigorifero

10 cibi che non vanno in frigorifero
Cronaca 25 Agosto 2018 ore 07:00

Il frigorifero non è per tutti. Parliamo di cibi, naturalmente, alcuni dei quali anche in caso di elevate temperature, non andrebbero mai conservati al fresco. Perché il freddo altera la consistenza e le proprietà organolettiche, compreso quelle nutritive dell’alimento stesso. K.O. a fragranza, croccantezza, consistenza sotto ai denti, sapore alle papille, bontà nutrizionale. Sono queste le maggiori perdite di gustosità che alcuni alimenti, almeno dieci, possono subire se erroneamente per preservarne la bontà, vengono conservati in frigorifero. Questo, infatti, non è sempre il luogo ideale per garantire all’alimento più durata nel tempo, perché freddo e umidità in funzione della naturale struttura molecolare potrebbero causare proprio gli effetti contrari e farlo deperire prima. Al top della lista, di questi cibi anti-frigorifero, ci sono questi dieci alimenti.

  • Il basilico. Avete mai fatto caso come si ammoscia velocemente? Lo comprate e dopo poco sembra già un prodotto in età, dalle foglie vizze e molli. Non stupitevi perché il basilico è una pianta e, come ogni altra della sua specie, ha bisogno di acqua. Dunque niente frigo, tanto più che il basilico assorbe gli odori degli altri cibi e perde il suo profumo naturale quando si tiene in frigorifero, ma se proprio volete, dopo aver lavato e ben asciugato le foglie, congelatelo in un barattolo e tiratelo fuori solo nel momento dell’uso, buttandolo direttamente in padella o nel piatto, qui una volta sgelato.

 

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  • L’aglio. Fiorisce; se lo mantenete in frigo a lungo, vedrete spuntare dalla sua cima o dagli spicchi germogli verde-giallognoli. Poi gli spicchi diventano gommosi, si asciugano e la camicia dello spicchio comincia a stargli grande addosso, fino ad ammuffire. Bah! Allora? Meglio conservare l’aglio in sacchetti di carta, in un luogo fresco e asciutto. Occhio alla puzza però che, detto tra noi, si espande anche nel frigorifero.
  • Le cipolle. Idem come l’aglio. Il loro habitat è un sacchetto ben chiuso, così che non trapeli odore, e un luogo fresco e asciutto. Ma ben lontano dalle patate, che non vanno tenute neppure in frigo, perché germogliano: a stretto contatto infatti questi due alimenti si  auto-danneggiano e deteriorano più velocemente.
  • Le patate. Come detto non amano il frigo che altera il loro sapore rendendole più dolci, bensì cercano zone buie e asciutte. Si evitano così le inflorescenze che, tra l’altro, intossicano le patate. Dunque provvedete a scegliere il posto adatto e poi chiudetele in un sacchetto di carta che le preserverà al meglio.

 

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  • I pomodori. Se non ammollano, sicuramente perdono di sapore e di consistenza che si fa via via più farinosa secondo il tempo di permanenza in frigo: è un dato di fatto e di gusto. I pomodori vanno conservati in una ciotola a temperatura ambiente e se l’effetto collaterale, per via del caldo, è una rapida maturazione, meglio: ne comprerete meno e li consumerete freschi. Che sono una bontà con lo spicchio d’aglio e il basilico spezzettato che adesso sapere come conservare al meglio.
  • Le banane. Vanno tenute in frigo solo se sono già mature e la buccia comincia a nereggiare, per conservarle almeno un paio di giorni in più. Se, invece, sono acquistate di fresco o sono ancora molto acerbe vanno tenute a temperatura ambiente. Altrimenti il frigo sortisce lo stesso effetto: le fa diventare nere più rapidamente. Lo stesso per chi ama i frutti estivi e tropicali, vale per l’avocado che deve/può restare in frigo solo se maturo, altrimenti all’aperto.
  • Il pane. In frigo perde l’acqua con cui era stato impastato. Insomma si asciuga e questo significa che si secca anche rapidamente. Se ne avete comprato in abbondanza e vi restano gli avanzi, chiudetelo in un sacchetto di carta e tenetelo in freezer. Lo  de-surgelerete di volta in volta, su necessità.

 

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  • Il caffè. Forse qualcuno ha l’abitudine di tenere il macinato in ‘fresco’, pensando di fare bene. Invece no, perché il caffè assorbe gli odori con i quali convive in frigorifero e si desaromatizza. L’ideale, per preservarne aroma e profumo, è metterlo in un barattolo sigillato a prova di aria, conservato in dispensa.
  • Il miele. La sua temperatura di conservazione ad hoc è fra 15 e 20 gradi, in luogo fresco, asciutto e lontano dalla luce. Dunque, niente frigorifero anche dopo l’apertura del vasetto ma la dispensa della cucina.
  • L’olio d’oliva. Non ama né il freddo che ne modifica le proprietà organolettiche, facendogli perdere i principi nutritivi e il sapore, né la luce che invece lo ossida. Dunque, anche per l’olio di oliva, buio e assenza di umidità ne mantengono le potenzialità DOP.