Cronaca
Il progetto dell'AMHH

I 10 comandamenti degli atei

I 10 comandamenti degli atei
Cronaca 25 Maggio 2015 ore 11:35

Fino ad ora, i dieci comandamenti son sempre stati un richiamo esclusivamente al mondo cristiano. Credenti o no, tutti conoscono le vicende del popolo ebraico e del profeta Mosè, che nel mezzo del deserto del Sinai ricevette da Dio le celebri Tavole della Legge contenenti i dieci precetti dei fedeli. «Non avrai altro Dio all’infuori di me. Non pronunciare il nome di Dio invano. Ricorda di santificare le feste. Onora il padre e la madre…»: i dieci comandamenti, almeno a livello culturale, sono patrimonio di tutti. Ma da adesso anche tutti coloro che si professano atei potranno fregiarsi di un proprio codice.

 

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I 10 comandamenti degli atei. Questa volta non c’è nessun deserto e nessun profeta, ma solo una giuria statunitense e circa 2800 proposte. Il progetto è stato lanciato dalla AMHH (Atheist Mind Humanist Heart), un associazione atea statunitense che ha deciso che fosse il momento che anche tutti coloro che non credono in alcuna divinità possano avere le loro regole da seguire per una retta e giusta vita. Ma non essendoci fra i membri alcuna figura spiritualmente ispirata in una certa qual forma, si è deciso di istituire un bando aperto a tutti: chiunque avesse proposte da avanzare in merito a quelli che sarebbero potuti essere i migliori dieci comandamenti degli atei poteva proporle a tutti tramite il sito dell’associazione. Un’apposita giuria composta da 13 (il richiamo a Gesù e i 12 apostoli pare sia voluto) personalità di elevato spessore umano e culturale avrebbe selezionato le dieci migliori proposte, secondo criteri assolutamente insindacabili. Come si accennava, ne sono arrivate in abbondanza, circa 2800, e dopo un lungo lavoro di analisi la giuria ha espresso il proprio verdetto. Ecco allora il decalogo per ogni buon ateo che si rispetti:

  1. Sii di mente aperta, e disposto a cambiare le tue convinzioni di fronte a prove nuove.
  2. Cerca di capire cosa è, nei limiti della probabilità, la verità, e non di credere a ciò che vorresti che fosse la verità.
  3. Il metodo scientifico è il mezzo più affidabile per comprendere il mondo della natura.
  4. Ogni persona ha il diritto di decidere sul proprio corpo.
  5. Non è necessario che ci sia Dio per essere una buona persona o per vivere una vita piena di significato.
  6. Pensa sempre alle conseguenze delle tue azioni e riconosci che devi assumerti le responsabilità per ognuna di esse.
  7. Tratta gli altri come vorresti che gli altri trattassero te, e come vorrebbero essere trattate. Pensa sempre al loro punto di vista.
  8. Abbiamo la responsabilità di considerare gli altri, anche le future generazioni.
  9. Non esiste un modo giusto di vivere.
  10. Lascia il mondo migliore di come lo hai trovato.

Le critiche. Non sono mancate alcune critiche rispetto a questo ateo decalogo. In primo luogo, è stato notato come si tratti tendenzialmente di regole piuttosto vaghe e fumose, difficili di tradurre nella vita quotidiana. Inoltre, molti precetti appaiono come delle ovvietà (rispettare tutti, ricercare la verità…), che in generale qualsiasi soggetto, anche cristiano, induista o di qualsiasi religione, almeno idealmente considera come precetti da considerare sempre. Insomma, nulla che possa identificare in maniera chiara un ateo.

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