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I 10 tesori persi e mai trovati

I 10 tesori persi e mai trovati
Cronaca 07 Agosto 2018 ore 09:05

La ricerca di un tesoro nascosto è qualcosa che ha affascinato ogni bambino del mondo: dai pirati, ai più coraggiosi avventurieri, fino ad Indiana Jones, sono incalcolabili i libri e i film che hanno come fulcro della storia un forziere stracolmo di oro e gioielli preziosi. Ebbene, sappiate che se siete scettici e pensate che si tratti solo di storielle per bambini, dovete ricredervi. Il mondo, infatti, è pieno di tesori dall’esistenza storicamente provata che nessuno, per ora, è riuscito a trovare. Vi proponiamo i 10 più interessanti, per storia, veridicità e soprattutto… contenuto. Chissà che a qualcuno, pala in spalla e bussola in mano,non venga voglia di partire durante queste vacanze.

 

1 - Il tesoro del Capitano Kidd 

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William Kidd fu un navigatore scozzese, che si dedicò principalmente alla pirateria. Dopo aver ammassato una discreta fortuna, fu arrestato dalla marina inglese, nel 1699. Venne processato e giustiziato nel 1701, e la maggior parte dei suoi tesori non vennero mai ritrovati. Uno dei nascondigli del Capitano Kidd era la Gardener’s Island a New York, dove venne scoperta parte del suo tesoro, inviata in Inghilterra e utilizzata come prova delle sue scorrerie. Si ritiene tuttavia che il grosso dell’oro che Kidd ottenne attraverso atti di pirateria sia nascosto da qualche parte lungo il fiume Connecticut, negli Stati Uniti. Lo scorso maggio, però, alcuni sub dissero di averlo recuperato a largo delle coste del Madagascar.

 

2 - Il tesoro di Schultz 

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Schultz, all’anagrafe Arthur Flegenheimer, fu un gangster newyorkese che operò a cavallo tra gli anni Venti e Trenta. Nel corso della sua carriera di criminale, accumulò una somma notevole: si parla di svariati milioni di dollari. Il governo americano tentò diverse volte di processarlo e di rinchiuderlo in galera, ma non ebbe mai successo, un po’ per la furbizia di Schultz un po’ perché all’epoca era concentrato sulla cattura di un malavitoso ben più temibile, il celeberrimo Al Capone. Una volta che quest’ultimo venne arrestato, Schultz, temendo la medesima sorte, si rese conto che doveva nascondere parte della sua fortuna, per nascondere ogni prova. Prese quindi 7 milioni di dollari e li seppellì in un posto segreto a New York. Le sole due persone a conoscenza dell’esatta località furono Schultz e la sua guardia del corpo, ma vennero entrambi uccisi prima di finire in prigione. Quei milioni, dunque, giacciono ancora da qualche parte nella Grande Mela…

 

3 - Il tesoro di Napoleone 

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Il tesoro di Napoleone, ottanta tonnellate d’oro saccheggiate dall’esercito francese nell’autunno del 1812, sarebbe ancora intatto, sepolto sotto un cumulo di terra a poche centinaia di chilometri da Mosca. Poco tempo fa, lo storico Aleksandr Serjoghin fu convinto di averlo finalmente localizzato, con un metodo che lui stesso ha definito “alla codice da Vinci”. Segretissime, per chiari motivi, le coordinate dell’area di scavo. Il più fidato collaboratore di Serjoghin, Vladimir Poryvajev, precisò solamente che «si trova in un triangolo tra le città di Smolensk, Elnja e Kaluga. A circa trecento chilometri dalla capitale». Ancora oggi non si sa se sia stato ritrovato, ma Serjoghin è convinto di avere una mappa precisa di quel luogo grazie a un matematico russo emigrato in Francia, Roman Aleksandrovic, che ha scovato in un archivio il ritratto di un funzionario napoleonico celebre per aver sempre curato la custodia dei valori. Il quadro presenta due singolarità: il cappello a tricorno insolitamente posato per terra e un cielo stellato dipinto persino con più cura dei dettagli del resto del quadro. Secondo Aleksandrovic, cappello e posizione delle stelle nasconderebbero il segreto.

 

4 - Il tesoro di William Thompson 

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Il viceré del Perù, nel 1820, volle trasportare il tesoro del Paese lontano dai rischi che la guerra contro il Cile avrebbe potuto comportare. William Thompson venne incaricato di guidare 11 navi piene di oggetti preziosi verso il Messico. Ma quest’uomo non era di certo il più affidabile al mondo: era stato un pirata sanguinario in passato, e tutta quella fortuna era troppo per poter resistere. Non appena lasciò il porto, uccise le guardie peruviane e fece rotta verso l’Oceano Indiano. La nave principale di Thompson, la Mary Dear, venne catturata poco dopo, e tutto l’equipaggio venne impiccato, tranne il capitano ed il suo primo ufficiale. Vennero mantenuti in vita, infatti, proprio per mostrare la posizione del tesoro rubato che, pare, avessero nascosto presso l’Isola del Cocco, a largo della Costa Rica. I due tuttavia sparirono nella giungla dell’isola, e non vennero mai ritrovati. Da allora, più di 300 spedizioni hanno cercato di ritrovare il tesoro, senza alcun successo.

 

5 - Il tesoro della Devil’s Tower 

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Sul confine del Wyoming c’è una montagna che sembra un tronco d’albero. Diverse leggende parlano di questa altura misteriosa, e della regione attorno ad essa. Si chiama “Devil’s Tower”, la torre del diavolo, si trova nella zona conosciuta come Black Hills, e ha alcune vaste ed intricate grotte sotto di essa. Alla fine del XIX secolo, alcuni cercatori d’oro si avventurarono nelle caverne, compresi tre nativi americani che avrebbero trovato un passaggio che portava alle caverne. Durante l’esplorazione del tunnel trovarono alcune ossa, fino ad imbattersi in un lago sotterraneo sulle cui sponde trovarono grandi quantità d’oro. Non potendo trasportare l’oro in superficie, gli indiani bloccarono l’entrata delle caverne, per poter tornare più tardi e recuperare il bottino. Nessuno dei tre indiani tuttavia tornò mai, e nessuno riuscì più a ritrovare la via per le caverne, e quindi per l’oro.

 

6 - Il tesoro del lago Toplitz 

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Il Lago Toplitz si trova a circa 10 km di distanza da Salisburgo, nel mezzo delle Alpi austriache. Per metà dell’anno è ricoperto di ghiaccio, e la storiografia dice che durante la Seconda Guerra Mondiale un comandante della Luftwaffe avesse costruito un cottage sulle sue sponde. Il posto era un luogo ideale per testare nuove armi, per via della posizione isolata e lontana da occhi indiscreti. Si dice inoltre che i nazisti abbiano nascosto nei paraggi oro e documenti segreti, che pare si trovino tutt’oggi sul fondo del lago, in attesa che qualche fortunato li trovi.

 

7 - Il Buddha d’oro di Manila 

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Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’esercito giapponese, sotto il comando del generale Tomoyuki Yamashita, rubò un tesoro di ignota provenienza del valore di svariati miliardi di dollari, il quale venne nascosto in una serie di caverne sotterranee nelle Filippine. Nel 1961, Rogelio Roxas, collezionista di monete e cacciatore di tesori, incontrò un uomo di nome Fuchugami, che gli spiegò come il tesoro fosse nascosto nella città di Baguio, a circa 250 km da Manila. Un abitante locale, Eusebio Ocubo, era in possesso di una mappa disegnata da un soldato giapponese che aveva aiutato a seppellire il tesoro, e confermò a Roxas che il tesoro si trovava all’interno di alcuni tunnel, e che un pezzo del tesoro era un Buddha in oro e pietre preziose. Roxas iniziò a scavare nell’area, ritrovando una statua di quasi una tonnellata d’oro e diversi contenitori di legno colmi di lingotti. Si stima che il solo Buddha d’oro avesse un valore di 460 milioni di dollari. Attualmente il tesoro è scomparso, sequestrato dal governo filippino di Ferdinand Marcos negli anni Settanta. Si stima che il valore complessivo del tesoro ammonti ad oltre 5,3 miliardi di dollari.

 

8 - Il tesoro di Novara 

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Veniamo ora alle terre italiane, ben più facilmente raggiungibili per chi volesse tentare l’impresa. Il Castello di Novara fu costruito durante il dominio di Galeazzo Visconti, verso la seconda metà del Trecento. Dal 1472 in poi, fu completamente ristrutturato per utilizzo militare prima e come carcere poi. Esiste una leggenda, con forti contorni storici, che riguarda l’esistenza di un cavallo d’oro disegnato addirittura dallo stesso Leonardo da Vinci. Pare che questo tesoro fosse stato realizzato in onore di Ludovico il Moro, e successivamente nascosto nei sotterranei del maniero, talmente bene che nessuno fu stato mai in grado di ritrovarlo. Si dice che ci sia una profonda galleria che attraverserebbe tutta la città, e che porterebbe a questi sotterranei, ma non se ne conosce l’entrata.

 

9 - Il tesoro di Treia 

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La leggenda dice che sul luogo dove oggi sorge il Santuario del Crocifisso, a Treia in provincia di Macerata, esisteva un’antica chiesa molto ricca, perché era diffuso tra i nobili offrire candelabri d’oro e d’argento, gioielli e monete alle autorità ecclesiastiche. Quando la chiesetta traboccò di ori e averi, fino a quasi non contenerli più, ci fu un fortissimo terremoto, che inghiottì questo immenso tesoro, quasi che Dio stesso avesse considerato troppo esuberante la ricchezza di quel luogo sacro. Molti ricercatori tornarono sul posto, forti di quella leggenda, scavando e cercando l’enorme ricchezza che quel terreno celava. Non era inusuale trovare, al mattino, grosse buche scavate da chissà chi, nella notte precedente. Ah, per il momento non è ancora stato ritrovato nulla.

 

10 - L’oro del Terzo Reich 

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Il più intrigante mistero dell’immediato dopoguerra: dov’è finita l’immensa ricchezza depredata dal Terzo Reich in tutta Europa? Berlino, sabato 3 febbraio 1945: 950 velivoli alleati sganciano oltre 2.200 tonnellate di bombe sulla città. Il bilancio finale parla di 2mila morti e oltre 120mila senzatetto. La città è in fiamme, la maggior parte dei quartieri rasa al suolo da un bombardamento senza precedenti. Walther Funk, il direttore della Reichsbank, prende una fatidica decisione: il cuore del sistema finanziario tedesco deve salvare la riserva aurea che permetterà alla Germania di risorgere nel dopoguerra. Oltre 100 tonnellate d’oro e mille sacchi di banconote vengono velocemente stipati in 13 vagoni ferroviari e trasferiti nella miniera di sale di Kaiseroda, nell’area di Merkers, a circa 320 km dalla capitale. Il nascondiglio pensato da Funk sembra buono: 800 metri di profondità con 50 chilometri di gallerie avrebbero reso la vita difficile a qualunque ladro. E pare che tutto sia ancora lì.