I disegni dedicati al loro eroismo

L’11 settembre uccide ancora 2500 soccorritori malati di tumore

L’11 settembre uccide ancora 2500 soccorritori malati di tumore
29 Luglio 2014 ore 16:08

L’attentato che l’11 settembre di tredici anni fa colpì il cuore degli Stati Uniti continua, ancora oggi, a mietere vittime. Il New York Post ha pubblicato di recente un articolo, in cui spiega che più di 2500 persone che lavoravano ai soccorsi presso il World Trade Center sono malate di cancro, molto probabilmente per essere state esposte alla nube tossica che ha coperto il cielo di New York subito dopo il crollo delle Torri Gemelle

2500 soccorritori malati di cancro. Secondo il World Trade Center Health Program del Mount Sinai Hospital di New York – l’istituto fondato con lo scopo di assistere dal punto di vista medico i superstiti -, 1.655 tra i 37mila poliziotti, lavoratori della nettezza urbana, altri dipendenti comunali e volontari che hanno prestato servizio a Ground Zero dopo l’11 settembre 2011 si sono ammalati di cancro. E il bilancio sale a 2.518 persone se si aggiungono vigili del fuoco e paramedici.

Secondo gli epidemiologi i soccorritori hanno una maggiore percentuale di ammalarsi rispetto al resto della popolazione, soprattutto per quanto riguarda il cancro ai polmoni, alla prostata, alla tiroide, la leucemia e il mieloma.

L’aumento dei casi di tumori alla tiroide, di leucemie e di mielomi ha indotto il Victim Compensation Fund ad aprire un bando: coloro che si sono ammalati di cancro intorno al 12 Ottobre 2012 possono registrarsi all’associazione entro il 12 Ottobre 2014 per sporgere richieste di risarcimento. Al 30 giugno scorso, il Fondo aveva ricevuto 1.145 reclami da parte di malati di tumore, e di queste domande 881 sono state ritenute ammissibili. Sino ad ora, riferisce il Centro, sono state risarcite 115 persone per un totale 50,5 milioni di dollari, in somme che vanno dai 400mila dollari ai 4,1 milioni. Un capitano dei pompieri in pensione di 63 anni, che ha lavorato per una settimana senza sosta dopo l’attentato, e che in totale ha trascorso mesi tra le macerie delle Torri, ha recentemente ricevuto un risarcimento di 1,5 milioni di dollari per malattie polmonari e un cancro al pancreas inoperabile, che l’hanno costretto a ritirarsi dal lavoro nel 2008. «Quel giorno sapevo che molti di noi si sarebbero ammalati», ha confessato.

Le persone investite dalla nube sprigionatasi dalla caduta delle Torri sarebbero 20 mila, di cui 18 mila sono già stati ricoverati per problemi respiratori. Il fumo che si è levato dal luogo del crollo, infatti, era una nube tossica costituita da agenti contaminanti, inclusi elementi altamente cancerogeni.

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Cosa accadde l’11 settembre 2001. Nella mattina dell’11 settembre 2001, quattro aerei commerciali di linea furono dirottati da diciannove terroristi affiliati al gruppo islamico al– Qaeda. Due di questi si schiantarono contro gli edifici nord e sud del World Trade Center – le Torri Gemelle -, celebri punti di riferimento dello skyline newyorkese. Il terzo precipitò sul Pentagono, mentre l’ultimo avrebbe dovuto colpire la Casa Bianca. La reazione del pilota e dei passeggeri fece sì che si schiantasse in un campo a Shanksville, nella contea del Somerset, in Pennsylvania. Il numero delle vittime è, tutt’oggi, incerto. Le morti accertate e i dispersi sono più di cinquemila, ma i resti non identificati sono il 41 percento di quelli raccolti. A questi numeri si aggiunge quello dei passeggeri dei quattro voli, 266 in tutto.

La reazione della Casa Bianca. La reazione della presidenza americana, allora nelle mani di George W. Bush, fu immediata. Venne dichiarata «guerra al terrorismo» e le truppe americane furono inviate in Afghanistan, allo scopo di debellare il regime dei talebani. Il parlamento, inoltre, approvò il Patriot Act, una legge che rafforzò il potere della polizia e dei corpi di spionaggio, tra cui CIA, FBI e NSA. L’intenzione era quella di proteggere i cittadini americani da future minacce terroristiche. Le misure adottate, spesso considerate lesive della privacy, sono diventate, però, oggetto di numerose polemiche.

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