Un report della Human Rights Watch

FBI spingeva al terrorismo per arrestare islamici sospetti

FBI spingeva al terrorismo per arrestare islamici sospetti
23 Luglio 2014 ore 07:30

Dopo l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, il governo americano ha iniziato un’intensa lotta al terrorismo attraverso le proprie agenzie di servizi segreti, ovvero Cia, Nsa ed Fbi. Proprio quest’ultima, però, nel tentativo di sventare ipotetiche minacce interne, avrebbe addirittura favorito la pianificazione di attentati, supportando cittadini americani di religione musulmana con denaro, suggerendo possibili obiettivi e rimuovendo ogni possibile ostacolo. Tutto questo per poter poi accusare ed incarcerare i soggetti. La pesante accusa arriva dell’organizzazione non governativa Human Rights Watch, che ha pubblicato il 21 luglio un report intitolato Illusione di giustizia.

27 casi, 215 testimoni: l’FBI forzava i piani terroristici. L’inchiesta dell’organizzazione è stata realizzata in collaborazione con l’Istituto per i Diritti Umani della Columbia University. Il report ha analizzato 27 casi giudiziari riguardanti accuse di terrorismo, conducendo anche 215 interviste a testimoni, indiziati e carcerati. Circa la metà dei casi analizzati è stata portata a processo dopo che l’Fbi ha svolto indagini (un terzo di queste operazioni sono state condotte con l’aiuto di agenti sotto copertura). Secondo il rapporto, proprio gli agenti sotto copertura hanno avuto un ruolo importantissimo nei complotti su cui stavano indagando, incoraggiando, a volte, i presunti terroristi nella pianificazione di attentati per i quali poi sono stati arrestati. Emblematico è il caso di quattro musulmani dello stato di New York (per la precisione, Newburgh), accusati di aver progettato attentati a diverse sinagoghe e ad una base militare americana. Il giudice del processo ha dichiarato che «fu il governo a denunciare il presunto crimine, dopo aver fornito le prove e rimosso tutti i possibili ostacoli. Durante il processo, il governo ha trasformato in terrorista un buffone di dimensioni “shakespeariane”». L’Fbi procedeva in maniera preventiva: per sradicare il terrorismo e perseguire gli individui che riteneva potenziali terroristi, ha cambiato totalmente l’approccio avuto sino all’11 settembre. Non si attendeva più l’effettiva pianificazione o realizzazione di un attentato, ma si forzava il soggetto ritenuto pericoloso all’azione, in modo tale da poterlo poi accusare e fermare.

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Accuse gravissime. L’accusa mossa dalla Human Rights Watch nei confronti dell’Fbi è quella di aver “allentato” i propri regolamenti e la propria tradizionale attenzione alle norme di comportamento nelle indagini sul terrorismo. Ma non è l’unica. Il rapporto dichiara che in molti dei 500 casi di terrorismo giudicati dalle Corti americane dopo l’11 settembre 2001, il governo e l’Fbi hanno coinvolto cittadini musulmani basandosi su criteri fondati sull’appartenenza religiosa o etnica dei soggetti in questione. Ma non solo: l’Fbi avrebbe anche preso di mira, con coscienza, persone vulnerabili, con riconosciuti problemi mentali o dotati di un quoziente intellettivo molto basso, come nel caso di Rezwan Ferdaus. L’uomo è stato condannato a 17 anni di reclusione per aver pianificato un fantomatico attacco al Pentagono ed al Congresso attraverso l’uso di droni esplosivi, nonostante fosse evidente il fatto che Ferdaus soffrisse di problemi mentali e che l’agente sotto copertura avesse avuto un ruolo fondamentale (quasi principale) nella progettazione dell’attentato. Senza l’incoraggiamento, la pressione e talvolta anche il pagamento degli agenti segreti, la Human Rights Watch ritiene che molte persone, come Rezwan Ferdaus, non avrebbero mai commesso alcun crimine. L’accusa principale mossa dunque al governo americano dal rapporto è quella di non aver difeso gli Stati Uniti da reali potenziali attacchi terroristici, quanto di aver creato esso stesso dei pericoli e di aver trattato, in questi anni, ogni cittadino di religione musulmana come un potenziale terrorista da colpire e “disinnescare”. Un’accusa molto pesante a cui si attende, nei prossimi giorni, una risposta della Casa Bianca. E per la quale si temono anche reazioni della comunità musulmana americana.

 

Human-Rights-Watch

 

Che cos’è la Human Rights Watch. Organizzazione non governativa internazionale, con sede a New York, fu fondata nel 1978 col nome di Helsinki Watch, poiché allora destinata a monitorare il rispetto dei patti di Helsinki da parte dell’Unione Sovietica. Oggi si occupa della difesa dei diritti umani. Tra i suoi principali finanziatori c’è il noto speculatore finanziario e filantropo George Soros, che contribuisce per 100 milioni di dollari sui 128 complessivi del capitale detenuto dall’organizzazione. La sua attività si occupa principalmente della realizzazione di studi e ricerche nell’ambito della violazione dei diritti umani.

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