Per gravi irregolarità

Le 20 banche commissariate

Le 20 banche commissariate
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Da inizio anno sono già nove gli istituti e gli intermediari finanziari finiti sotto la tutela della Banca d’Italia a seguito dei controlli. Sale così a 20 il numero dei soggetti bancari che Palazzo Koch ha deciso di mettere in amministrazione straordinaria. La crisi, ma soprattutto la cattiva gestione amministrativa, stanno alla base di questi provvedimenti che hanno colpito soprattutto banche locali ed intermediari finanziari di medio-piccola grandezza, portando all’estromissione dei rispettivi vertici societari. L’ultima è stata la Banca Padovana di Credito Cooperativo, ma poco tempo prima era toccato alla Banca Popolare dell’Etna, alla Bcc Irpina di Avellino e alla Cassa di Risparmio di Loreto. Anche il territorio bergamasco non è stato escluso dalla stretta di Banca d’Italia: a finire in commissariamento il 29 aprile scorso è stata l’Imel.Eu s.p.a. con sede a Stezzano, cioè l’ente di interesse pubblico fondato nel 2005 e destinato alla creazione di sistemi di pagamento innovativi, come sistemi di moneta elettronica. Il commissario incaricato è la professoressa Marina Brogi (tra l'altro, membro del Consiglio di Sorveglianza di Ubi-Banca), insediatasi il 2 maggio, e che opererà sotto la supervisione della Banca d’Italia.

La stretta sugli enti locali. Come spiega il Sole 24 Ore, sorprende notare come la maggior parte degli istituti commissariati dalla Banca d’Italia siano istituti di credito locali, banche cooperative e piccole popolari, cioè banche che non dovrebbero avere nelle loro priorità l’investimento speculativo, bensì la raccolta di liquidità sul territorio ed il reimpiego della stessa all’interno della realtà locale. Ma l’analisi dei fatti ci dice che molte di queste sono crollate sotto il peso di crediti mai rientrati, crediti erogati a favore di realtà tutt’altro che locali, come è accaduto alla Banca Marche. L’istituto creditizio raccoglieva effettivamente liquidità sul territorio locale, ma finanziava poi pochi soggetti e tutti fuori dalla propria Regione. L’inchiesta svolta dai commissari contabili ha portato a galla leasing sospetti e prestiti poco chiari concessi a vari personaggi implicati in diverse inchieste della magistratura, nessuno di loro marchigiano. Proprio questi prestiti sono andati in sofferenza ed hanno portato la Banca al commissariamento. Lo stesso copione, seppur con diversi protagonisti, ha portato all’amministrazione straordinaria la Cassa di Risparmio di Ferrara o la Banca Padovana.

I motivi del commissariamento secondo il Testo Unico Bancario. Dal 2011, quando Ignazio Visco ha preso il posto di Mario Draghi alla presidenza della Banca d’Italia, è iniziato un giro di vite da parte dell’ente di controllo bancario sull’attività di tutti gli istituti italiani. A finire sotto la lente d’ingrandimento di Palazzo Koch sono state soprattutto le Fondazioni, le Popolari ed i Crediti Cooperativi, emblemi del radicamento sul territorio delle banche italiane. Nel giro di poco tempo iniziarono a fioccare i provvedimenti di amministrazione straordinaria che hanno portato al commissariamento delle banche. I presupposti per l’attuazione di questa misura da parte della Banca d’Italia sono contenuti nel Testo Unico Bancario, il quale, all’Articolo 113-bis, prevede che, qualora risultino gravi irregolarità nell'amministrazione, gravi violazioni delle disposizioni legislative, amministrative o statutarie oppure gravi perdite patrimoniali, la Banca d’Italia può disporre che uno o più commissari assumano i poteri di amministrazione dell’intermediario finanziario iscritto all’albo.

Ecco la lista delle procedure di amministrazione straordinaria in essere al 6 giugno 2014, emessa della Banca d’Italia: 

Tabella Rossetti

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