Il missionario bergamasco

Tanzania, il Villaggio della Gioia continua a sorridere

Tanzania, il Villaggio della Gioia continua a sorridere
09 Agosto 2014 ore 12:50

In Tanzania, poco distante da Mbwen, c’è un paese che ha pressapoco la stessa età dei suoi abitanti. È il Villaggio della Gioia, fondato dal Padre passionista Fulgenzio Cortesi. Originario di Castel Rozzone (BG), il Padre è partito per l’Africa il 2 giugno 2000 e ha creato un villaggio per accogliere gli orfani di genitori malati di AIDS e i bambini di strada di Dar-El-Salaam. Vivono in sette case-famiglia e ciascuna di esse conta diciotto ragazzi, tra cui un “sindaco”, un bambino che ha il compito di sorvegliare i suoi fratelli. A comandare nelle case sono i bambini, non gli adulti a cui vengono affidati.
Nel Villaggio, oltre alle scuole, sorgono anche una falegnameria, una fattoria e una panetteria. La prima è dotata di undici macchinari professionali, che sono stati regalati da volontari italiani. La fattoria ha venti mucche, più di sessanta caprette, settanta maiali e ben quattro pollai. Ciò garantisce ai bambini una fornitura costante di latte e di carne. La panetteria fornisce il pane a tutte le famiglie. Le eccedenze finiscono in negozio e sono distribuite nelle scuole dei villaggi circostanti.

 

babafulgenzio

 

Gli abitanti del Villaggio sono 104 e più di metà sono bambine. Sono, dal primo all’ultimo, figli di Padre Fulgenzio, da lui adottati legalmente. Studiano quasi tutti alla scuola Hope & Joy, che conta, tra i suoi iscritti, anche bambini che provengono da altri villaggi. Gli alunni sono settecento e viaggiano grazie a un servizio bus messo a disposizione dal Villaggio. A partire da settembre inizierà la costruzione di una boarding school, per risparmiare il viaggio a chi abita più lontano. L’edificio potrà ospitare tra i 350 e i 400 studenti e avrà una mensa, sale studio, sale di ricreazione, lavanderie e, ovviamente, dormitori.

La scuola Hope & Joy comprende un asilo, la scuola primaria e la scuola secondaria. La scuola materna dispone di tre aule, di cui una è stata appena costruita. Le elementari, che in Africa durano sette anni, mettono a disposizione degli alunni anche una biblioteca, spazi per la ricreazione e una mensa.
Le scuole superiori sono recenti e la loro inaugurazione risale al gennaio 2013. La struttura possiede un laboratorio di chimica e di informatica. Il numero degli iscritti, che attualmente sono 156, sta crescendo rapidamente, proprio come i bambini.

 

Listruzione-speranza-di-un-domani-migliore

 

La vita all’interno del Villaggio è regolata da orari precisi. Prima di entrare in classe, gli alunni si radunano per l’alzabandiera e cantano l’inno nazionale della Tanzania. Un bambino cristiano recita una preghiera, seguito da un bambino musulmano. Le lezioni iniziano alle 7,30 e durano fino alle 15,30 (per i più piccoli) o fino alle 16,30 (per i più grandi). Il resto del pomeriggio e della sera è dedicato al riposo, allo studio e, ovviamente, al gioco. Alle 17,30 la giovane popolazione si riunisce di nuovo, per pregare. Durante il fine settimana si chiudono i libri di scuola e i ragazzi sono liberi di fare ciò che preferiscono: si guardano film, si danza, si va al mare.
I bambini del Villaggio della Gioia hanno un papà (Baba) e molte madri. Sono le Mamme degli Orfani, istituto religioso fondato otto anni fa. Le Mamme, che sono dieci, vivono nella Casa Generalizia inaugurata nel dicembre 2012 e fanno ciò che fanno le mamme. Cioè tutto. Si occupano di vestire, dare da mangiare e curare i bambini, gestiscono i dipendenti e si preoccupano che nel villaggio la vita scorra con ordine e armonia. Alle dieci Mamme se ne aggiungeranno altre, che al momento sono alloggiate nel convento delle Novizie e in quello delle Postulanti.

 

Mammedegliorfani

 

Il 1 luglio 2002 è stata fondata a Calcinate (BG) l’associazione “Il Villaggio della Gioia – Onlus”, allo scopo di raccogliere fondi da inviare in Tanzania. La città di Bergamo è sempre stata accanto a Padre Fulgenzio e recentemente ha ospitato uno dei suoi numerosi figli, Benedicto Expedito, un ragazzo diciottenne che aveva bisogno di essere sottoposto a una operazione chirurgica. Ora è tornato a casa e le sue condizioni di salute sono migliorate.

Il Villaggio della Gioia è una centrale nucleare di speranza: produce tantissima energia e nessuna scoria. Ma è necessario che resti accesa. Ci si può impegnare in molti modi, per fare sì che ciò avvenga. Basterebbe anche solo un pensiero, per non dimenticare che il buono è bello, e può funzionare.

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