È pure su TripAdvisor

L’Isis mostra la sua faccia pulita e apre un hotel di lusso con piscina

L’Isis mostra la sua faccia pulita e apre un hotel di lusso con piscina
07 Maggio 2015 ore 12:00

Una struttura imponente, con areosi balconi, archi alle finestre, facciate illuminate. All’interno il rosso damascato dei pavimenti s’alterna alle scritte tradotte in inglese per le indicazioni, i muri color avorio esprimono un’eleganza ribadita all’esterno, dove il verde dei giardini si mischia al blu delle piscine. Sembrano le foto di un normale hotel di lusso, e in effetti sarebbe così, se non fosse per due imponenti bandiere nere che sventolano davanti alla facciata principale. D’altronde lo Stato Islamico ha imparato a diffondere la sua aura anche curando l’immagine, e non ci poteva scelta migliore dell’inaugurazione di un grande albergo stellato a Mosul, la capitale di Isis, avvenuta lo scorso 1 maggio. 262 camere di “banalità del male”, un palazzo del lusso per dire che lontano dai fronti di guerra per il Califfato tutto scorre liscio, anzi possono permettersi pure di riaprire il loro grand hotel.

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262 camere apparentemente normali. Quello che colpisce delle immagini del Ninawa International Hotel è una cosa semplicissima: la normalità. Non si vede un mitra, una tuta militare, un casco o una traccia di fango. Tutto è perfettamente al suo posto per celebrare l’apertura dell’albergo, già in passato conosciuto come uno dei più lussuosi di Mosul ma poi chiuso nel corso del conflitto. C’è persino una pagina su TripAdvisor che segnala la struttura: pochi voti raccolti ma tutti positivi, qualche commento in cronologia vecchio ma neanche troppo. Lo Stato Islamico vieta di ballare, fumare, scommettere e altri comportamenti lascivi, ma per l’inaugurazione dell’hotel ha organizzato un evento gratuito, per mostrare a tutti lo sfarzo delle camere, le sue piscine e la sua palestra. La serata è stata conclusa da uno spettacolo con fuochi d’artificio, la via più comune per concludere gli eventi.

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Strategia d’immagine. Dicono tanto le immagini rilasciate dal Ministero della Propaganda del Califfato: diversi uomini sono stati impiegati nella ristrutturazione dell’edificio, da cui sono stati tolti i bassorilievi dalla facciata. I pavimenti sono stati luccicati alla perfezione prima dell’inaugurazione, i giardini curati nei minimi dettagli: tutto, insomma, è stato sistemato per offrire un angolo di pace e relax là dove questi due elementi mancano da troppo tempo. O forse solo per proseguire una strategia d’immagine, che lasci credere che a Mosul non sentono le bombe della coalizione capitanata dagli Stati Uniti, né l’astio che cresce in Europa verso lo Stato Islamico.

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