Una rassegna di notizie che non lo erano

Le 5 bufale migliori del 2014

Le 5 bufale migliori del 2014
26 Dicembre 2014 ore 09:39

Il Washington Post ha ripercorso il 2014, celebrando così quello che è stato l’anno dell’ascesa delle notizie false, «un’industria cinica e redditizia» che si nutre di clic e disinformazione. Abbiamo scelto per voi le “migliori”.

1. La bambina dal viso sfigurato cacciata da KFC
Come spesso accade, la storia viene dagli Stati Uniti, più precisamente dallo stato di Mississippi, dove una famiglia ha denunciato alla stampa e fatto circolare sui social network di aver subito una discriminazione nei locali della nota catena di fast-food Kentucky Fried Chicken.
La figlia più piccola aveva infatti il viso sfigurato da diverse cicatrici, triste ricordo dell’attacco da parte di due cani pitbull subito alcuni anni prima, e ciò avrebbe indotto una commessa a chiedere alla famiglia di allontanarsi dal ristorante, per non urtare la sensibilità degli altri clienti.

Dopo molteplici indagini svolte, in primis dai responsabili di KFC, non si è trovata alcuna prova che testimoniasse che la famiglia fosse realmente all’interno del locale quel giorno, ma la catena ha comunque donato 30.000 dollari tramite una fondazione.
Tutta l’operazione era stata architettata con la sola finalità di raccogliere fondi che aiutassero i genitori a sostenere le cure mediche necessarie alla piccola, e, sebbene con un mezzo tutt’altro che etico, il fine pare sia stato raggiunto. Agli inizi di ottobre infatti, sul sito GoFundMe, Victoria ha ricevuto più di 100.000 dollari di donazioni; inoltre, con il denaro ricevuto da KFC e con la collaborazione di diversi medici, sono stati effettuati molteplici interventi di chirurgia facciale.

 

2. La ragazza ubriaca importunata dai passanti
È stata una delle prime bufale svelate su BergamoPost, e anche una di quelle che ha raggiunto maggiore diffusione, occupando per giorni telegiornali e siti web. Nel video, una ragazza a Los Angeles fingeva di essere ubriaca, verificando le reazioni degli uomini per strada, che, come prevedibile, per la maggior parte hanno cercato di circuirla.
Le feroci critiche al mondo maschile ed in generale al malcostume della società moderna si sono sprecate, in un susseguirsi di sdegno e rabbia, verso quei giovani che, di fronte ad una ragazza totalmente indifesa, invece che pensare ad aiutarla, hanno cercato di approfittarne.

Il giorno dopo, però, alcuni uomini comparsi nel video, preoccupati per le minacce e gli insulti ricevuti, hanno svelato che si trattava di una recita: il regista aveva infatti concordato con tutti i partecipanti un ruolo da recitare.
L’attrice Jennifer Box ha chiesto scusa pubblicamente, mentre il regista Stephen Zhang ha cancellato il video dopo aver raggiunto moltissime visualizzazioni ed iscrizioni al suo canale, che comunque continua a pubblicare “esperimenti sociali”.

 

3. La canzone di Justin Bieber che ha salvato un uomo da un orso
I primi giorni di agosto, diversi media hanno pubblicato una storia davvero incredibile: a quanto sembrava, un uomo di nazionalità russa era stato salvato dall’attacco di un orso grazie alla suoneria del suo cellulare. Il dettaglio che però ha attirato maggiormente l’attenzione è che, come suoneria, l’uomo aveva impostato la canzone Baby di Justin Bieber. Il che trasformava il giovane idolo delle teenager in una sorta di eroe.
Alcuni giornali, invece, ironizzando sulla qualità musicale della pop star, hanno preferito titolare «Anche gli orsi non riescono ad ascoltare la musica di Justin Bieber»; e comunque, nell’articolo si leggeva di come un pescatore russo fosse scampato a morte certa grazie alla propria suoneria.

Il sito Poynter.org ha però indagato a fondo sulla notizia, scoprendo che le fonti erano tutt’altro che chiare, se non quasi inesistenti, e svelando che l’unico riferimento nei media russi riguardava una storia simile, ma che non aveva nulla a che fare con la canzone di Bieber.
Il primo a diffondere la bufala sarebbe stato il sito Austrian Times, che però non ha fornito nessun chiarimento a chiunque abbia provato a verificare la veridicità delle informazioni. Nel frattempo, media autorevoli come il New York Post e il Daily Mirror ci sono cascati in pieno.

 

4. La macchina miracolosa che trasforma l’acqua in vino
Due colossi dell’industria vinicola hanno annunciato, quest’inverno, di aver inventato un macchinario miracoloso, capace di trasformare l’acqua in vino, facendolo fermentare in tempi minimi direttamente sul tavolo di casa. Il progetto ha raccolto in poche settimane il 20 percento dei fondi previsti, ma naturalmente si trattava di una bufala, anche se per una volta con un fine nobile.

La raccolta fondi serviva infatti alla Wine to Water, movimento che vende vino per finanziare iniziative benefiche, volte al reperimento di acqua pulita in quelle zone del mondo dove anche questo bene di prima necessità è molto raro.
La credibilità di questa notizia si fondava sull’autorevolezza dei due soggetti promotori, Philip James e Kevin Boyer, due famosi produttori vinicoli, che in prima persona hanno poi rivelato la vera destinazione del denaro raccolto.
Nonostante le buone intenzioni e nonostante l’associazione durante i suoi dieci anni di attività abbia portato acqua pulita a ben 250 mila persone, molti si sono sentiti presi in giro, tanto da accusare duramente i promotori: «Mentire alle persone – scrive un ragazzo commentando il loro spot – non è certo il modo giusto per fare carità».

 

5. La Terra resterà per tre giorni in buio totale
Il sito ormai noto per bufale di questo sito, Huzlers, ha pubblicato un articolo rivelando che tra il 16 e il 22 dicembre la Terra sarebbe stata avvolta da tre giorni di buio totale, dovuti ad una tempesta solare che avrebbe mandato in tilt i nostri sistemi elettrici ed elettronici. Giunti ad oggi, se mai ce ne fosse stato bisogno, abbiamo la certezza che niente del genere si sia mai verificato, sebbene gli autori avessero fatto risalire la “notizia” addirittura alla NASA, convincendo così tantissimi media a pubblicarla.

La diffusione è stata talmente ampia che ad ottobre è dovuta intervenire addirittura la NASA stessa, che con una dichiarazione ufficiale ha accantonato ogni dubbio: «Contrariamente a quanto potreste aver letto o sentito, la NASA non ha rilevato nessun problema che possa portare a 3 o 6 giorni di oscurità a dicembre a causa di una tempesta solare. Tutte queste voci sono assolutamente false».

Ad ingannare molte persone è stato un video abilmente tagliato e diffuso insieme all’articolo, che mostrava Charles Bolden, direttore della NASA, parlare di un’antica profezia che annunciava tre giorni di oscurità. Quello che è stato abilmente nascosto è che nel discorso integrale il direttore metteva in guardia le popolazioni sulla mistificazione di eventi profetici, e che lo stesso risale a più di due anni fa, periodo nel quale probabilmente gli stessi “complottisti” si rifugiavano nei loro bunker per sfuggire alla fine del mondo datata 21 dicembre 2012.

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