Da Matador Network

7 scomode verità sulla Norvegia raccontate da un norvegese

7 scomode verità sulla Norvegia raccontate da un norvegese
Cronaca 20 Giugno 2015 ore 07:30

Dietro a Gran Bretagna e Germania, lo Stato in cui i giovani italiani preferiscono andare a cercare un futuro migliore è la Norvegia, alla pari degli altri Paesi scandinavi. Del resto, da che mondo è mondo, il “modello nordico” è da sempre una sorta di stella polare della società: sembra che lassù tutto funzioni a meraviglia, dal welfare all’istruzione, passando per il lavoro, e che non ci sia motivo per cui non tentare di costruirsi una vita migliore proprio a Oslo e dintorni.

Ebbene, sappiate che le nostre fantasie sono ben lontane dalla realtà. Almeno così è a sentir parlare, o meglio, a leggere le parole di Kenneth Haug, blogger e giornalista norvegese che in un articolo per Matador Network ha voluto fare un paio di precisazioni sulla sua terra. In realtà quello di Haug non è un invito a non andare in Norvegia, ma semplicemente una piccola guida a quelle che sono le reali condizioni di un Paese spesso mitizzato dai luoghi comuni. Una sorta di sveglia, che ha voluto intitolare “7 scomode verità sulla vita in Norvegia”. Leggetele e poi valutare voi se vale la pena buttarsi a capofitto nella terra dei Vichinghi.

 

1. Abbiamo una crisi d’identità

È normale che a ogni abitante di un Paese piaccia sapere qual è l’immagine della sua terra all’estero. Ciò è particolarmente vero per quei Paesi che non vengono immediatamente individuati su un atlante. Ma questo può talvolta diventare un’ossessione ed è ciò che è capitato alla Norvegia. Abbiamo passato ben quattro secoli sotto il dominio di Danimarca e Svezia, e per certi versi stiamo ancora cercando di capire quale sia veramente la nostra cultura e per cosa ci piacerebbe essere riconosciuti all’estero. Alcuni norvegesi pensano che non saremo mai in grado di fare qualcosa di buono, altri credono invece che facciamo tutto alla perfezione. Entrambi i tipi potrebbero non prendere bene questo articolo. Ci preoccupiamo eccessivamente di come i media oltreconfine raccontano il nostro Paese e ciò comporta una sorta di crisi d’identità nazionale.

 

2. Non fa sempre freddo, ma c'è umidità

Quando si pensa alla Norvegia, si pensa al gelo e all’inverno. Sì, è vero, è un Paese gelido in gran parte del suo territorio. Ma nelle zone costiere del Sud, dove la maggior parte della popolazione vive, le temperature sono raramente insopportabilmente fredde. A Oslo difficilmente si toccano i –10°C e non fa più freddo che in altre città alla sua stessa latitudine. Le estati sono generalmente piacevoli e miti. La cosa veramente fastidiosa del clima norvegese è un’altra: l’umidità. Se la città di Bergen è in particolare nota per la sua predisposizione alla pioggia (nel mese di gennaio 2015 è caduto quasi mezzo metro d’acqua), in realtà ogni parte del Paese vive sotto un cielo spesso grigio e cupo, che porta la gente a vivere un continuo stato melanconico. Il freddo è fastidioso; l’umidità è deprimente.

 

3. La maggior parte di noi è piena di debiti

L’enorme ricchezza petrolifera del territorio norvegese ha dato alla popolazione una prosperità invidiabile. La Norvegia è uno dei Paesi con la percentuale più alta di persone proprietarie di un’abitazione, molti hanno un ottimo reddito e ci sono molti lavori ben retribuiti. Si potrebbe quindi pensare che vivendo in Norvegia ti lasci alle spalle ogni forma di preoccupazione finanziaria. Beh, purtroppo non è proprio così. Dal 2008, anno di inizio della crisi finanziaria, a oggi, i prezzi delle case sono aumentati, di media, del 50 percento in tutto il Paese e addirittura del 75 percento a Oslo. L’indebitamento delle famiglie è tra i più alti d’Europa. Non è un caso se lo show televisivo intitolato Luksusfellen, dove una coppia di esperti in finanza aiuta una famiglia a risanare i propri debiti, non ha nessuna difficoltà a trovare partecipanti. Gli stipendi alti, per ora, aiutano, ma ciò sarà possibile solamente finché ci sarà petrolio da estrarre. Poi…

 

4. Agli stranieri facciamo fare il lavoro sporco

Molto è stato detto circa l’etica del lavoro Protestante. Gli è stato dato molto credito per il successo economico dei Paesi scandinavi, della Germania e degli Stati Uniti. E mentre la popolazione norvegese scopriva quanto fosse facile fare soldi senza faticare tanto, lavori come il carpentiere, l’imbianchino, l’idraulico e così via venivano ricoperti da persone che arrivavano dall’Est Europa, in particolare dalla Polonia. Perché? Semplicemente perché sempre meno norvegesi erano disposti a farli. Noi lavoriamo duro, ma preferiamo farlo in un ufficio, senza sporcarci le mani. Anche in questo caso sappiamo che questa situazione non potrà durare per sempre.

 

5. Abbiamo un problema con la droga…

In tanti non si sorprendono nello scoprire che il Paese con il più alto tasso di morti per overdose nell’Europa orientale è l’Estonia. Ma indovinate chi c’è al secondo posto di questa classifica? La Norvegia. Oslo era nota per avere una gran quantità di tossicodipendenti e oggi non sono diminuiti, semplicemente li hanno spostati dalle strade principali e più frequentate. La presenza di molti porti e il gran numero di attività commerciali rendono abbastanza semplice l’introduzione di droga sul territorio, e come hanno fatto la maggior parte dei Paesi occidentali alle prese con questo problema, invece di affrontarlo abbiamo preferito girarci dall’altra parte. Ciò è successo intorno al 1970. Alcuni Paesi europei hanno finalmente cominciato ad affrontare seriamente il problema, noi non ancora.

 

6. …e anche uno con l’alcol

Il problema con l’alcol è purtroppo comune a tutti i Paesi scandinavi. Solitamente o eri un astemio totale, oppure eri ubriaco ogni weekend. La situazione è migliorata notevolmente, in particolare da quando si è iniziato a commercializzare l’alcol con abitudini più “europee”. Oggi i norvegesi bevono uno o due bicchieri di vino durante i pasti, in settimana… oltre che ubriacarsi senza ritegno ogni weekend. L’alcol è l’unica cosa in grado di rendere i norvegesi socievoli – siamo un popolo un po’ introverso. L’alcol è diventato anche fondamentale nel concetto di compagnia, sembra che non ci si possa più divertire con gli amici senza l’aiuto di alcol o anche di qualcos’altro. Questo non solo è un fattore negativo per la salute di chi alza troppo il gomito, ma anche per la società: l’eccesso di alcol toglie le inibizioni, cancella i confini, ogni cavolata o cosa illegale diventa normale.

 

7. Siamo ancora Puritani nel cuore

Nonostante tutti i problemi sopra esposti, noi norvegesi abbiamo ancora un alto senso della morale. Siamo ancora un po’ scettici verso chi decide di bere durante la settimana, soprattutto se vuole bere qualcosa di diverso dal vino, che è un simbolo di superiorità culturale. Molti di noi sono anche molto scettici verso chi cerca di sballarsi usando strane nuove sostanze: dopotutto l’alcol, in questo senso, è stato testato e provato da oltre due millenni. Perché rischiare? A proposito, per tutti coloro che parlano dei Paesi scandinavi come dei più liberali e socialmente aperti del pianeta, guardate ciò che accade alle donne divorziate, alla comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) e a tutti coloro con la pelle un po’ più scura nei luoghi più lontani dalle città. Fortunatamente ci sono sempre meno posti apertamente ostili al nuovo.