Oggi è la giornata mondiale

Sette regole utili per cibi che siano assolutamente sicuri

Sette regole utili per cibi che siano assolutamente sicuri
07 Aprile 2015 ore 15:42

Si celebra oggi, 7 Aprile, la Giornata Mondiale della Salute, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), incentrata quest’anno sulla sicurezza alimentare. Un richiamo importante su un tema di attualità, e in linea con l’ormai prossima apertura di EXPO 2015, perché ancora non si fa abbastanza per garantire la salute a tavola. Ogni anno sono infatti  all’incirca 2 milioni le morti causate da cibi intossicati da parassiti, virus, microorganismi, sostanze chimiche nocive, batteri o che sono responsabili dello sviluppo di almeno 200 malattie di diversa natura. Da semplici forme di disturbi intestinali importanti, di cui possono cadere vittime 1 milione e mezzo di bambini ad esempio, a infezioni, intossicazioni fino a patologie oncologiche.

Più sicurezza. È il monito, per tutti, lanciato dall’OMS. Ai governi, invitati a strutturare adeguati sistemi e infrastrutture per il cibo, quali laboratori di verifica e controllo, per prevenire i rischi correlati al cibo lungo tutto il processo della catena alimentare. Ma anche a gestire possibili ed eventuali emergenze alimentari e a pensare a politiche e programmi sulla nutrizione e la sicurezza alimentare di più ampio respiro, in grado di tutelare a livello globale e locale la produzione di cibo sicuro.

Sono chiamate in causa pure le istituzioni, a cui è rivolto l’appello a una collaborazione multisettoriale tra i differenti operatori in tema di alimentazione, ovvero tra sanità pubblica, salute degli animali, agricoltura e ogni altro settore coinvolto. E infine ai singoli, ai quali vengono elargiti consigli e raccomandazioni per prevenire le malattie di origine alimentare. Ma cosa e come fare nella vita di tutti i giorni?

 

1) Curare la propria igiene

Ovvero lavare le mani prima di toccare il cibo, durante la sua preparazione (magari anche più volte mentre si è indaffarati in cucina). Ma pulizia significa anche proteggere la cucina e le superfici sulle quali si lavora, disinfettando strumenti e piani di appoggio che entrano in contatto con i cibi. E tenere lontano tutti i possibili elementi di contaminazione, come animali domestici, insetti e roditori. Una cura particolare va riservata alla lavatura di frutta e ortaggi che vanno sfregati accuratamente, specie se questi alimenti vengono consumati crudi.

 

2) Separare i cibi cotti da quelli crudi

In particolare tenere la carne, il pollame e il pesce crudo divisi dagli altri alimenti, ponendoli ciascuno in appositi contenitori. Questa attenzione va riservata anche ad attrezzature e utensili, quali coltelli e taglieri, separando quelli per manipolare prodotti crudi o cotti.

 

3) Cuocere bene alcune pietanze

Far cuocere molto bene la carne, le uova, i frutti di mare, il pollame, assicurandosi in particolare che il siero di cottura di carne e pollo, così come la polpa, diventino di colore chiaro e non solo rosa. Invece le minestre e gli stufati vanno portati a ebollizione, per essere sicuri devono infatti raggiungere la temperatura di almeno 70°C. Ancora, i cibi cotti in precedenza vanno riscaldati completamente prima del loro successivo consumo.

 

4) Mantenere il cibo alla giusta temperatura

Ogni alimento ha la sua modalità di conservazione. Ad esempio il cibo cotto non va lasciato a temperatura ambiente per più di due ore, ma va sistemato in frigorifero, ad una temperatura inferiore ai 5°C, ben sigillato in contenitori ermetici. Una volta cotto, il cibo, anche se mantenuto in frigo, non può comunque essere conservato a lungo. Fare attenzione a cibi congelati che non vanno riportati a uno stato naturale lasciandoli sgelare a temperatura ambiente, bensì vanno dapprima  ma vanno passati in frigo.

 

5) Usare acqua sicura

Ovvero non a rischio di qualsiasi tipo di contaminazione. Sia per lavare che per trattare il cibo.

 

6) Scegliere cibi freschi e sani

Quelli di cui si conosca la provenienza o di cui si abbia la certezza che siano stati sottoposti a trattamenti di sicurezza, come ad esempio la pastorizzazione nel caso del latte. Infine fare attenzione alla data di scadenza degli alimenti; è meglio non ricorrere a cibi datati che possono essere in qualche modo alterati.

 

7) Non sottovalutare il malessere

Fare attenzione ai primi possibili sintomi di problemi di origine alimentare, quali ad esempio dolori di stomaco, vomito e problemi intestinali. Particolare attenzione ai cibi e alla possibile sintomatologia va prestata alle categorie più fragili: i bambini, le donne incinte, i malati e gli anziani, verso i quali le conseguenze di malattie trasmesse dagli alimenti possono essere più gravi e talvolta fatali. Una dieta sbagliata o con alimenti contaminati con metalli pesanti o tossine presenti in natura è più difficile da diagnosticare perché alcune possibili malattie come diversi tumori o disturbi neurologici possono manifestarsi a lungo termine.

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