i numeri della regione

A Bergamo 12681 positivi, 48 in più. «Assembramenti mettono a rischio le riaperture»

A Bergamo 12681 positivi, 48 in più. «Assembramenti mettono a rischio le riaperture»
21 Maggio 2020 ore 17:55

A tre mesi esatti dal primo caso di Coronavirus registrato in Italia nel lodigiano, i numeri relativi all’incidenza del contagio pubblicati da Regione Lombardia sono incoraggianti ed evidenziano il trend positivo registrato nelle ultime settimane, nonostante le parziali riaperture del 4 maggio.

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In provincia di Bergamo, tuttavia, aumentano leggermente i casi accertati. Sono 48 i nuovi positivi registrati oggi (giovedì 21 maggio), un numero che porta il totale di quanti hanno contratto l’infezione dall’inizio dell’epidemia a 12681 unità. Nella giornata di ieri, erano stati registrati 26 nuovi positivi.

Per quanto riguarda il territorio regionale, il totale dei positivi sale invece a 86091 persone. Sono 316 i nuovi postivi registrati sul territorio regionale, a fronte di 14702 tamponi effettuati (ieri i nuovi positivi erano stati 294, con 11508 test effettuati). Nel grafico di Regione Lombardia viene evidenziato che la percentuale dei casi positivi sul totale dei tamponi giornalieri è del 2,1 per cento. Inoltre, ad oggi, il numero dei coloro che sono attualmente positivi è di 26715 persone.

Giorno per giorno si consolida sempre di più il trend in calo del numero dei pazienti ricoverati, arrivati ad oggi a quota 4119 persone (162 in meno) e anche di quelli ospitati nelle terapie intensive, pari a 226 degenti (5 in meno). Stabile il numero delle vittime giornaliere accertate: con 65 nuovi deceduti (un dato identico a quello registrato ieri) sale a 15727 il totale delle persone che ha perso la vita dall’inizio dell’epidemia.

Commentando le immagini che ritraggono diversi gruppi di giovani riuniti durante l’orario dell’aperitivo, l’assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato ha sottolineato che «non si possono mettere a rischio le riaperture con questi assembramenti, vanificando gli sforzi fatti durante il lockdown. Ho richiamato i sindaci lombardi e i comandanti delle polizie locali ad evitare ogni possibile assembramento, in collaborazione con le altre forze dell’ordine».

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