il bilancio

L’attività della Questura di Bergamo nel 2020: diecimila reati in meno rispetto al 2019

Il lockdown e gli effetti della pandemia si riflettono anche sui dati resi noti. Calano furti, rapine, estorsioni e danneggiamenti, ma aumentano i tentativi di truffa e frodi informatiche

L’attività della Questura di Bergamo nel 2020: diecimila reati in meno rispetto al 2019
Cronaca Bergamo, 28 Dicembre 2020 ore 15:48

di Federico Rota

I delitti in provincia di Bergamo sono circa diecimila in meno rispetto a quelli denunciati alla Polizia nel corso del 2019. È uno dei dati emersi nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno convocata in Questura questa mattina (28 dicembre) e durante la quale è stata tracciata l’attività svolta negli ultimi dodici mesi. In particolare, nel 2020 sono stati denunciati 27.204 delitti in provincia, di cui 5.660 in città, mentre nel 2019 i delitti nella Bergamasca erano stati 36.715, di cui 7.800 denunciati a Bergamo. Di certo, la pandemia in corso e la permanenza in casa delle persone ha giocato a favore di questo calo complessivo.

Dai dati forniti da via Noli, risultano in calo i furti (9.867 contro i 16.146 del 2019 a livello provinciale), i furti nelle abitazioni (1.665 contro 2.796), i furti d’auto (444 contro 635), i danneggiamenti (3.919 contro 4.711), i reati sessuali (73 contro 101), le rapine (298 contro 301), le estorsioni (123 contro 146) e i reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti (513 contro 530). Tuttavia, sono aumentati i reati connessi con le truffe e le frodi informatiche, passati dai 2.955 dello scorso anno ai 3.120 del 2020. Dati che sono interpretabili tenendo in considerazione le limitazioni agli spostamenti in seguito allo scoppio dell’emergenza sanitaria, che hanno caratterizzato in particolare i mesi di marzo e aprile.

«Quello che ci stiamo per lasciare alle spalle non è stato un anno come tutti gli altri – ha sottolineato il questore Maurizio Auriemma -. Si può dire che è iniziato il 23 febbraio, giorno in cui è stato scoperto il primo caso di Covid nella Bergamasca. Dalle prime misure di carattere logistico abbiamo cercato di essere presenti sul territorio per verificare il rispetto delle regole sanitarie, che imponevano alle persone di stare in casa per contenere i contagi. A distanza di oltre 9 mesi credo che questo obiettivo affidato alla Polizia di Stato abbia sortito i risultati sperati».

A queste diminuzioni, è corrisposto anche un aumento della presenza della Polizia di Stato sul territorio. In città nel 2020 sono state dispiegate 5.401 pattuglie, ben 3.390 in più rispetto al 2019. Complessivamente, sono state controllate 39.406 persone, contro le 19.851 dello scorso anno, di cui 803 sono state denunciate e 53 arrestate. I posti di controllo allestiti sono stati 4.164, un indicatore che non regge il confronto con quello del 2019 fermo a 145 posti di controllo. Inoltre, sono stati sottoposti a controllo circa 4.225 attività commerciali, dei quali 28 sono stati sanzionati e 6 chiusi per il mancato rispetto delle normative anti-Covid. Per quel che riguarda invece l’attività svolta dalla squadra mobile, dal confronto con il 2019 risulta identico il dato relativo alle persone denunciate (61), mentre calano gli arresti, scesi da 109 a 75.

«Questo è dipeso anche dalle risorse che il dipartimento ha inviato in Questura – ha spiegato il questore Auriemma -. Lo scorso 14 febbraio è entrato in vigore un provvedimento normativo che eleva la Questura di Bergamo tra le prime 22 in Italia. Ciò ha comportato un aumento dell’organico, tanto che tra uscite e arrivi abbiamo accolto una cinquantina di profili professionali in più».

Durante il lockdown non sono mancati casi di agenti che si sono ammalati, anche se ad oggi non si conta alcun caso di contagio in Questura. «Facciamo gli scongiuri – continua il questore, tra le prime persone a contrarre il virus -. Alcuni colleghi si sono ammalati, altri hanno pianto uno o più lutti, qualcuno non ce l’ha fatta. Ho cercato di star loro vicino al telefono, pur con la consapevolezza che non avrei potuto far altro. Quello è stato il momento per me umanamente più difficile».

Rispetto al 2019 risultano più che dimezzate le istanze presentate per il rilascio del passaporto, scese da 37.100 ad appena 15.644, così come sono sensibilmente diminuite le richieste di rilascio del permesso di soggiorno, passate da 41.101 a 24.715. Tuttavia, sono aumentate le licenze di porto d’armi per l’uso di fucili da caccia, salite da 1.435 a 1.531. Infine, sono aumentate sia le persone arrestate (6 contro l’unica del 2019) sia quelle denunciate (126 contro le 91 del 2019) da parte della Digos.

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