Addio giganti

A Ponte San Pietro tagliati pini sani per fare spazio ad Aruba. La dura protesta di Paola

Lavori nell’area ex Legler per l’ampliamento dei data center. Ma ai cittadini non è sfuggito l’abbattimento di alcuni grandi alberi lì da decenni. La cittadina: «Pieni di nidi, sanissimi, avranno avuto 70 anni. Nel progetto “le opere non determinano la distruzione di vegetazione”»

A Ponte San Pietro tagliati pini sani per fare spazio ad Aruba. La dura protesta di Paola
Ponte San Pietro e Isola, 07 Agosto 2020 ore 14:03

di Laura Ceresoli

C’è movimento nell’ex area Legler per i lavori di ampliamento di Aruba. Nel giro del prossimo anno e mezzo sorgeranno due nuovi data center informatici, parcheggi per i dipendenti, un auditorium e di spazi direzionali e per uffici. Ai cittadini più attenti non è però passato inosservato il recente sradicamento di alberi che circondavano la zona. Un intervento che ha sollevato l’indignazione di Paola Colavitto, una residente di Briolo, che ha lanciato un appello per denunciare l’accaduto.

«Era proprio necessario tagliare senza pietà questi meravigliosi pini? – si chiede – Erano piante, piene di nidi, sanissime, che avranno avuto oltre settant’anni di storia. Dov’è finita la coscienza ecologica? A parte il fatto che non è nemmeno la stagione giusta, poi ho avuto modo di sfogliare il progetto di Suap avanzato da Aruba e la relazione propedeutica all’espressione della valutazione di incidenza a livello ambientale. Per fortuna che nel punto 6 di pagina 30 scrivevano, testuali parole: “Le opere in oggetto non determinano la distruzione di vegetazione e non alterano quindi la flora”. Ci sono precise normative che regolano l’abbattimento degli alberi ad alto fusto ed è essenziale rispettare gli obblighi di legge prima di procedere al taglio della pianta, anche se è secca o malata. Purtroppo di recente a Ponte San Pietro, e non solo, questo fenomeno si sta diffondendo. Anche se ripiantumeranno con altre specie arboree, non avranno la stessa consistenza di un albero secolare. Altra tecnica molto gettonata, che ho visto spesso in paese, è la capitozzatura che consiste nel taglio dei rami sopra il punto di intersezione con il tronco, in modo che rimanga solo il ramo o una parte della chioma. Una rimozione a mio avviso troppo drastica».

Paola ha quindi deciso di rivolgersi al Gruppo Baraldi affinché si faccia portavoce della questione in Consiglio comunale. «Presenterò un’interrogazione per segnalare il taglio inopportuno di piante nel nostro paese, sia su suolo pubblico che privato – conferma il consigliere Valerio Baraldi

L’articolo completo e altre notizie su Ponte S. Pietro alle pagine 36 e 37 del PrimaBergamo in edicola fino al 20 agosto, oppure sull’edizione digitale QUI.

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