Continuano le ricerche

A quanto pare la pantera c’è e se ne va a spasso per le Torbiere

A quanto pare la pantera c’è e se ne va a spasso per le Torbiere
07 Agosto 2015 ore 06:00

C’è o non c’è? Una domanda tanto semplice, quanto dalla risposta complicata. Perché ancora nessuno, nel Sebino, può dire con certezza se la pantera che tre/quattro persone dicono di aver avvistato nei dintorni del parco naturale delle Torbiere di Iseo esista davvero. Il primo avvistamento “ufficiale” venerdì 31 luglio: Giancarlo Pezzotti, benzinaio di Rovato, afferma di aver visto la pantera. Spiazzato ha chiesto conferma a un camionista suo conoscente, che poco tempo prima aveva dichiarato di averne avvistata una anche lui. La notizia, com’era prevedibile, inizia a circolare ed esplode la “psicosi bagheera” (come è stata rinomata). La Prefettura di Brescia decide di non prendere sottogamba la questione ed emette un’ordinanza in cui ordina la chiusura al pubblico del parco per tre giorni, fino al 3 agosto. Contemporaneamente partono tutte le indagini del caso: le forze dell’ordine locali e svariati agenti del Corpo Forestale iniziano a battere palmo a palmo le Torbiere, alla ricerca dell’animale o anche solo di un piccolo indizio della sua presenza. Ma niente. Fino a giovedì 6 agosto, quando si è diffusa la notizia che le telecamere di sorveglianza del Comune di Provaglio avrebbero ripreso il felino, un cucciolo di 30-40 chilogrammi. La Prefettura non conferma, ma neppure smentisce e, anzi, ordina una nuova chiusura del parco, almeno fino a domenica 9. Eppure di tracce concrete, alle Torbiere, zero.

 

le torbiere

 

Nessuna orma, nessun escremento, nessuna preda. Per tre giorni l’intera area è stata disseminata di trappole (una addirittura con un agnellino belante si dice) e videocamere, ma l’unica cosa che è stata “catturata” è stata una pantegana. Non proprio una pantera. Zero di zero. Proprio per questo il prefetto, in comune accordo con Edilberto Rinaldi, presidente dell’ente che gestisce il parco, aveva deciso di dare il via libera alla riapertura del parco lunedì 3 agosto. Proprio il giorno in cui è arrivato il terzo (e fino a oggi ultimo) avvistamento dell’animale. A darne testimonianza Andrea Iazzetti, 40enne di Provaglio, che nella notte si sarebbe trovato faccia a faccia con la pantera: «Erano da poco passate le 3 quando i mie cani, due meticci, hanno cominciato a ringhiare – racconta a Bresciaoggi –. Pensavo ci fossero dei ladri e così sono uscito. Beh, mi sono trovato davanti una pantera nera. A dire il vero però probabilmente era un cucciolo, non pesava più di una trentina di chili, era vicina a un cancello della via. Appena mi ha visto è rimasta immobile, poi l’abbaiare dei cani l’ha spaventata e si è allontanata verso il paese, svoltando in una via laterale». Iazzetti conclude dicendo che questo incontro ha spazzato via tutto il suo scetticismo sui precedenti avvistamenti.

 

foto pantera torbiere

 

È a questo punto che arriva la svolta: giovedì 6 agosto ha iniziato a circolare la notizia che le telecamere di videosorveglianza comunali di Provaglio avrebbero ripreso, proprio pochi minuti dopo l’ora indicata da Iazzetti, la famosa pantera. Precisamente, proprio come afferma l’ultimo testimone, un cucciolo di pantera, non più pesante di 30-40 chilogrammi. Troppo grande per essere un gatto. La prefettura di Brescia non conferma, si sa solo che le immagini delle videocamere sarebbero state acquisite dai Carabinieri di Chiari. Intanto, però, il prefetto ha deciso di prendere tutte le precauzioni possibili e disporre una nuova chiusura del parco delle Torbiere, per ora solamente fino a domenica. Poi si vedrà. Contemporaneamente in tutta l’area sono state messe nuove gabbie, trappole e telecamere sperando che questa volta riescano a catturare il pericoloso animale. Un punto importante a favore dei cosiddetti “positivisti”, decisamente più pesante della fotografia scattata lunedì 3 agosto nei pressi di Corte Franca, vicino al parco, e diffusa nei giorni scorsi. L’immagine è sgranatissima e scattata da una grande distanza. S’intuisce, dall’immagine, un animale nero, steso sul prato a pancia in giù. Ma l’obiettivo era troppo distante per capire se si trattasse veramente dell’esotico felino o semplicemente di un grosso gatto nero. Oppure, perché no, di una nutria: la sagoma nella foto ricorda molto quella del grosso roditore. L’Eco di Bergamo aveva chiesto aiuto a un esperto del settore, cioè il dottor Rainer Schaneider, stimato veterinario che collabora con il Parco delle Cornelle di Valbrembo, il quale aveva spento paure (ed entusiasmi): «È difficile identificare l’animale da questa foto. Ma la sagoma non è assimilabile a quella di una pantera».

Nonostante la presunta novità del filmato, però, i più scettici restano fermi sulle loro posizioni, mentre chi ci crede torna con la memoria a 40 anni fa, quando proprio nelle Torbiere venne rinvenuto il cadavere di una… elefantessa. Era scappata da un vicino circo e morì affogata nella palude del parco. Pochi anni dopo, nel 1982, fu invece un toro a seminare il panico nell’area bresciana del Sebino. Scappato dal macello comunale, girò indisturbato per l’area fino a quando non venne individuato e ucciso. Perché allora non credere alla presenza di una pantera? Al di là dell’assenza di prove, gli scettici si appellano anche a un altro argomento: da anni, ripetutamente, si segnalano avvistamenti di pantere, ma mai nessuno è stato confermato. Sin da marzo, ad esempio, nei dintorni di Sassari ci sarebbe una pericolosa pantera in libertà. Nonostante le svariate segnalazioni e l’impegno di numerosi agenti della Forestale, nessuna prova è mai arrivata. E ora, mesi dopo, le voci si sono definitivamente spente.

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Il sito italiano di Wired, in un recente articolo, non esita a definire le notizie riguardanti gli avvistamenti di pantere come «bufale» fatte e finite. Ma perché, nonostante negli anni ogni avvistamento sia finito in un nulla di fatto, ciclicamente il copione si ripete? Wired ipotizza che uno dei motivi possa nascondersi nella plausibilità della notizia: per quanto strano, non è impossibile che un felino esotico possa scappare da uno zoo o da un circo. Un altro motivo è che la nostra vista può facilmente essere tratta in inganno dal nostro cervello. Molti dei testimoni di questi avvistamenti “pantereschi” s’indignano se si chiede loro se sono sicuri che non si trattasse di un gattone nero piuttosto che di un pericoloso felino, ma spesso la soluzione è proprio quella, come dimostra il caso della fantomatica pantera di Certaldo (Firenze) del 2012. Del resto, quanti di noi ha mai realmente visto muoversi in libertà un grosso felino (i documentari alla tv non contano)? Pochi riteniamo.

I veri colpevoli di queste psicosi cicliche, però, sono i media, che cavalcano l’onda e invece che cercare di fare realmente luce su quanto sta accadendo preferiscono offrire sponda alle più comuni paure della gente e fomentarle attraverso testimonianze non provate e racconti più epici che reali. Un esempio: Wired ricorda come, nel 2011, Studio Aperto mandò in onda delle immagini di una pantera in quel di Palermo, con tanto di tono grave e analisi di fantomatici esperti. Peccato che poi la Forestale rese noto che si trattava in realtà di un semplice gatto, per di più malandato. Naturalmente di questa rettifica il telegiornale non diede notizia. Noi invece, prima di sbilanciarci, aspettiamo il resoconto delle forze dell’ordine sul presunto filmato.

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