Codice rosso

«A San Giovanni Bianco stanno svuotando l’ospedale»: mozione dei sindaci in Comunità Montana

Ambulatori e servizi urgenti garantiti solo nei giorni feriali fino alle 17.30. Chiusa la Pediatria e in Ortopedia solo interventi programmati. In campo i sindaci Vittorio Milesi di San Pellegrino e Carmelo Goglio di Olmo al Brembo: «Un'inaccettabile beffa e solenne presa in giro per tutti i cittadini della Valle Brembana»

«A San Giovanni Bianco stanno svuotando l’ospedale»: mozione dei sindaci in Comunità Montana
Val Brembana e Imagna, 13 Luglio 2020 ore 13:05

di Giambattista Gherardi

L’Ospedale di San Giovanni Bianco è destinato a morire? Se lo chiedono in un’articolata proposta di mozione, presentata sabato 11 luglio al presidente dell’Assemblea della Comunità Montana Valle Brembana, i sindaci Vittorio Milesi di San Pellegrino Terme e Carmelo Goglio di Olmo al Brembo. Un’iniziativa intrapresa «vista la progressiva chiusura e il ridimensionamento dei servizi presso il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco e ravvisata nuovamente l’urgente, assoluta necessità di chiedere a tutela del diritto alla salute dei cittadini della Valle Brembana, l’immediata adozione di provvedimenti che consentano il superamento dell’attuale inaccettabile situazione».

A pesare sono in particolare, nelle ultime settimane, la mancata riapertura del Reparto di Pediatria (chiuso durante l’emergenza Covid-19), la soltanto parziale riattivazione del servizio di auto medica a supporto delle ambulanze non medicalizzate della Valle Brembana (dalle 8 alle 20 e non sulle 24 ore), la soppressione di ogni servizio di pediatria, compresa la presenza pomeridiana al sabato di un pediatra presso il Presidio Ospedaliero, la chiusura dei servizio di fisioterapia presso il Poliambulatorio di Zogno. «Sulla scorta delle tremende vicende di questi mesi – scrivono i sindaci – era convinzione comune che si fossero creati i presupposti e le condizioni per il riconoscimento dell’importanza del Presidio Ospedaliero (manifestata con gesti di solidarietà da tanti cittadini) e per il rilancio della sua attività al servizio della gente brembana. Le già singolari modalità di funzionamento ed erogazione dei servizi della struttura ospedaliera si sono invece ulteriormente modificate in termini negativi, con gravi disagi che stanno suscitando nuove proteste e timori riguardo al futuro della struttura ospedaliera».

Un’immagine panoramica dell’Ospedale di San Giovanni Bianco (foto Baderna)

Il j’accuse di Milesi e Goglio pone l’accento su come la vigente normativa preveda per il Presidio di San Giovanni Bianco «una struttura sede di Pronto Soccorso, con la presenza di un numero limitato di specialità ad ampia diffusione territoriale: Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia e servizi di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità sulle 24 ore (h. 24) di Radiologia, Laboratorio, Emoteca. Deve essere dotato, inoltre, di letti di “Osservazione Breve Intensiva».

«L’Asst Papa Giovanni – si legge nella proposta di mozione – ha espressamente dichiarato che per la maggior parte dei servizi la presenza medica nei vari reparti è garantita soltanto dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 8.30/17.30 certificando nella sostanza che il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco funziona per sole 9 ore giornaliere, anziché h 24 e soltanto dal lunedì al venerdì. Peraltro la presenza del personale medico nei Reparti di Ortopedia (per lunghi anni cuore ed eccellenza di San Giovanni Bianco) e di Chirurgia è garantita limitatamente all’effettuazione di interventi programmati nei giorni feriali. Non è pertanto possibile per tali specialità assicurare con la necessaria continuità l’indispensabile supporto alle urgenze del Pronto Soccorso neppure nella fascia oraria 8.30/17.30 dal lunedì al venerdì. L’affermazione della Dirigenza dell’Asst Papa Giovanni secondo la quale “nelle ore serali e notturne e durante il fine settimana, il servizio con particolare riguardo alla reperibilità per chirurgia e ortopedia viene garantito dal personale presente al PG23” sia oltre che in evidente, stridente contrasto con le norme di legge, una inaccettabile beffa e solenne presa in giro per tutti i cittadini della Valle Brembana»

La manifestazione a sostegno dell’ospedale nel 2016

Nei fatti, il Pronto Soccorso dell’Ospedale di San Giovanni Bianco finisce per essere, specie nelle ore notturne e nei fine settimane, un mero punto di contatto, dato che le prestazioni vengono rimandate ai giorni successivi, oppure i pazienti vengono trasferiti all’Ospedale Papa Giovanni o in altre strutture. I tempi ordinari estremamente limitati di erogazione delle attività ambulatoriali presso il Presidio Ospedaliero determinano inoltre conseguenti tempi biblici di attesa. Sul tavolo anche la necessità di ripristinare a San Giovanni Bianco i test mammografici al di fuori degli screening programmati da Ats. Milesi e Goglio chiedono il sostegno dell’Assemblea Comunitaria per denunciare «la scarsa trasparenza dell’Asst Papa Giovanni che si limita a elencare una serie di attività ambulatoriali che sarebbero assicurate presso il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco senza fornire nessuna indicazione sulle ore settimanali nei quali le attività ambulatoriali vengono assicurate nelle diverse specialità. Diversi Medici di Assistenza Primaria hanno fatto ripetutamente presente tale problema, aggravato dalla totale assenza di informazioni e comunicazioni sull’operatività dei predetti ambulatori del Presidio Ospedaliero che induce e obbliga in molte situazioni a indirizzare i pazienti verso strutture sanitarie private anche molto distanti dal territorio della Valle Brembana».

L’assessore regionale Gallera a San Giovanni Bianco nel 2017

La proposta di mozione coinvolge Regione, Prefettura, Conferenza dei Sindaci e Ministro della Salute. In caso di ulteriori inadempienze da parte dell’Asst Papa Giovanni, prevede «la segnalazione dei fatti alle competenti Autorità per l’accertamento delle medesime violazioni e per la verifica di tutti gli aspetti che le situazioni illustrate determinano in termini di rischio e di lesione del diritto alla salute per i cittadini della Valle Brembana».

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