Passato remoto

Abbattere le statue? A Bergamo non sappiamo quasi neanche a chi sono dedicate…

Nessun personaggio del secondo Dopoguerra è raffigurato. Un sondaggio veloce premierebbe gli sportivi: Gimondi. Ma anche il Gasp e Gomez

Abbattere le statue? A Bergamo non sappiamo quasi neanche a chi sono dedicate…
Bergamo, 27 Giugno 2020 ore 06:22

di Matteo Rizzi

Punto primo: molte persone non sanno a chi siano dedicati la maggior parte dei monumenti della città. Punto secondo: Bergamo ha il braccino corto. Nel senso che la quasi totalità dei monumenti pubblici sono retaggio di altre epoche, per di più le “solite note”. Per esempio, abbiamo – come quasi ogni città italiana – una triade dedicata ai protagonisti del Risorgimento e dell’Unità d’Italia (Garibaldi, Cavour e Vittorio Emanuele II); abbiamo qualche celebrazione della Resistenza, con un monumento dedicato ai partigiani (si trova in Piazza Matteotti, ce lo regalò Manzù).

Abbiamo poi monumenti dedicati ai corpi militari più amati: Alpini e bersaglieri. Si incontrano anche monumenti curiosi, le cui motivazioni sono meno facili da intuire, la Nike di Samotracia di fronte al palazzo del Credito Bergamasco, statua commissionata dalla stessa banca allo scultore Ugo Riva nel 2011 per celebrare i centoventi anni di attività dell’istituto («Oltre a offrire agli estimatori un intrinseco piacere estetico – con queste parole il segretario di Creberg Angelo Piazzoli al tempo aveva spiegato la commissione – contiene un richiamo ai grandi temi dello spirito e agli imperituri valori spirituali dell’umanità, comuni a tutte le culture – sarà messa a disposizione della città, dei cittadini, dei visitatori e dei turisti, che potranno vederla e ammirarla)».

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Abbiamo poi un pugno di monumenti dedicati a bergamaschi. Uno di questi è l’obelisco ai quattro fratelli Calvi in piazza Matteotti, in marmo di Zandobbio e con le effigie dei quattro fratelli alpini realizzate in bronzo: si tratta di un lavoro inaugurato nel 1933 e dedicato ai fratelli bergamaschi eroi della Prima Guerra Mondiale. Lungo viale Vittorio Emanuele II, troviamo il monumento più discusso, l’omaggio ad Antonio Locatelli, altro eroe della Grande Guerra, tre volte medaglia d’oro, aviatore bergamasco autore di imprese memorabili come la trasvolata delle Ande. Locatelli fu anche sindaco di Bergamo per un breve periodo. Le critiche sempre rivolte al monumento dipendono dall’adesione di Locatelli al fascismo, addirittura entusiasta nei primi anni.

Non trova invece oppositori il monumento a Gaetano Donizetti, in piazza Cavour, a pochi passi dal teatro, inaugurato nel primo centenario della nascita, nel 1897. Poco lontano, dall’altro lato del teatro, incontriamo il busto di Francesco Nullo, bergamasco luogotenente di Garibaldi durante la spedizione dei Mille, considerato eroe nazionale anche in Polonia per via della spedizione a sostegno degli indipendentisti polacchi contro il dominio russo durante la quale trovò la morte nel 1863.

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A questo punto, la domanda ai bergamaschi è semplice, ed è legata alla vicenda degli sfregi alle statue, dagli Stati Uniti fino al parco di Milano dove è stata imbrattata la statua di Montanelli. Chi di questi personaggi, celebrati pubblicamente in città, conoscete; chi vorreste “abbattere”, e chi vorreste al loro posto?

Continua a leggere a pagina 11 di PrimaBergamo in edicola fino al 2 luglio, oppure in edizione digitale QUI.

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