Una tragedia infinita

Addio a don Fausto Resmini, l’apostolo degli emarginati

Addio a don Fausto Resmini, l’apostolo degli emarginati
Bergamo, 23 Marzo 2020 ore 07:58

Il Coronavirus si è portato via anche don Fausto Resmini, l’apostolo bergamasco degli emarginati. E’ morto la notte scorsa all’ospedale di Como. Aveva 67 anni. Per la chiesa e per Bergamo è un durissimo colpo al cuore.

Don Fausto era infatti uno dei sacerdoti più noti e stimati, un prete di frontiera, che ha dedicato tutta la sua esistenza ai carcerati, ai ragazzi “difficili” e ai senzatetto. Per loro aveva creato la Comunità don Milani a Sorisole e il Servizio Esodo, un servizio di strada per fornire cibo e coperte ai clochard e ai tossicodipendenti della stazione. Il 5 gennaio di cinque anni fa, all’angolo tra via Foro Boario e via Bono, aveva aperto il “Posto caldo”, una piccola mensa dedicata ai più poveri. E, quella sera, camerieri d’eccezione furono il vescovo Francesco Beschi e il sindaco Giorgio Gori. La sua mensa ogni sera sfama gratis dalle 120 alle 160 persone. Come segno di riconoscenza per la sua missione fra gli ultimi, don Fausto è stato premiato con la medaglia d’oro della città.

Don Resmini era nato a Lurano il 7 aprile del 1952. Figlio prediletto di don Bepo Vavassori, fondatore del Patronato San Vincenzo, era diventato sacerdote nel 1978. Da subito aveva preso le redini della Casa del Patronato di Sorisole, prima come vicedirettore (1978-1988) e poi come direttore, fondando la Comunità don Milani che negli ultimi anni ha accolto minori con problemi con la giustizia e alcuni giovani immigrati. A dare una mano a don Fausto c’erano educatori e numerosi volontari.

Dal 1992 don Resmini è stato cappellano del carcere di Bergamo. Per questo suo impegno, la Conferenza episcopale regionale lo aveva nominato nel 2012 delegato regionale per la pastorale carceraria. E a lui erano stati affidati anche alcuni sacerdoti sottoposti a provvedimento penale. Dal 2009 al 2014 don Fausto è stato anche presidente dell’Opera Patronato San Vincenzo, oltre che presidente dell’associazione Psicologia Psicoterapia “Il Conventino”, di Conventino Adozioni e direttore della Casa del Giovane dal 2018.

Questo il post pubblicato dalla sua Comunità.

“Questa notte don Fausto è tornato alla casa del Padre. Ha combattuto fino alla fine contro questo virus così tremendo. Se ne è andato nel silenzio e nella solitudine della notte, proprio come molti uomini vissuti in strada di cui lui si è preso cura nel suo ministero. Ora preghiamo Dio perché lo accolga nel suo Regno. Sarà accolto dai santi, da don Bepo e dagli ultimi della terra che lui ha amato e servito, lì potrà trovare pace e gioia eterna”.

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