Lutti infiniti

Addio a mons. Achille Belotti, un pezzo di storia della Diocesi

Addio ad 82 anni al parroco emerito di Gavarno. Da novello sacerdote seguì migranti e minatori, poi l'impegno in Curia. Fu prevosto della Cattedrale e di S.Maria delle Grazie.

Addio a mons. Achille Belotti, un pezzo di storia della Diocesi
Bergamo, 11 Marzo 2020 ore 18:01

Se ne è andato come tanti in questi giorni tristi e gravidi di lutti, lasciando il ricordo indelebile di un uomo di Dio votato al servizio della Chiesa. È morto all’età di 82 anni monsignor Achille Belotti, figura che in Diocesi (e non solo) ha ricoperto importanti incarichi. Faceva parte della Comunità Missionaria del Paradiso, dove era ritornato negli ultimi anni e all’interno delle cui attività aveva operato per otto anni da novello sacerdote, dopo l’ordinazione del 1963.

Era nato nel 1937 a Foresto Sparso e fra il 1964 ed il 1965 era stato coadiutore a Bibbiena (Arezzo), prima di trasferirsi fra i migranti meridionali della periferia milanese a Corsico e Gratosoglio. Fra il 1974 ed il 1978 era stato cappellano fra gli emigranti in Belgio, a Whaterschei, divenendo successivamente Segretario del Centro per la pastorale scolastica (1978-81), direttore dei Centri Pastorali (1979-81), direttore dell’Ufficio Pastorale della Salute – Sofferenza – Assistenza (1981-86). Sempre degli anni ’80 e ’90 sono gli incarichi presso l’ufficio pastorale scolastica (1981-85), da vicario episcopale per la formazione del comportamento cristiano (1984-86), vicario episcopale (1986-92) e poi delegato vescovile per l’Annuncio della Parola e per la Liturgia (1992-97); direttore ufficio catechistico (1986-97) e ufficio liturgico (1993-97).

Nel 1986 era stato nominato prelato d’Onore di S.Santità, ricevendo il titolo di monsignore, mentre fra il 1997 ed il 2001 era stato parroco della Cattedrale in Città Alta. In vista del Giubileo del 2000 aveva presieduto la relativa commssione diocesana, e assunto l’incarico (a oggi) di delegato vescovile per il Sostentamento del Clero. Si era dedicato anche all’ufficio pellegrinaggi e per poco più di un anno (2001-2002) era stato parroco di Santa Maria delle Grazie in città.

Dal 2002 al 2013 era stato parroco di Gavarno S. Antonio, in territorio di Nembro. «Ci sono alcuni elementi – ricorda un articolo pubblicato sul sito dell’ufficio migranti della Diocesi – che contraddistinguono le persone che provengono dal mondo contadino: la concretezza e la determinazione, ma anche la serenità interiore. Don Achille ha assorbito dalla famiglia questo nutrimento, in particolare la mamma ha accompagnato la sua crescita intuendo la futura scelta sacerdotale. Anche il parroco di Foresto Sparso, don Leone Locatelli, è una figura determinante per la nascita della vocazione; in seguito il passaggio dal seminario alla comunità del Paradiso dà il senso di un forte e generoso slancio missionario. Sensibilità e fede, insieme alla passione per la lettura, lo studio e la ricerca si sono tradotti nel coinvolgimento e nella voglia di conoscere e cambiare le situazioni difficili e problematiche, come quelle incontrate tra gli immigrati del Sud alla periferia di Milano o dei minatori in Belgio». Con monsignor Belotti se ne va uno dei principali e più fedeli collaboratori del vescovo di Bergamo, Francesco Beschi.

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