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Le rivelazioni dell’Inps sulle malattie Indovinate chi ne fa di più in Italia

Le rivelazioni dell’Inps sulle malattie Indovinate chi ne fa di più in Italia
28 Novembre 2015 ore 03:00

L’Inps ha recentemente redatto un interessante rapporto circa la relazione fra lavoratori e giorni di malattia. Un legame che, stando ai dati forniti, trova l’apice della propria passione quasi sempre di lunedì. E qui ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni… Comunque, al di là delle dietrologie, il rapporto dell’Inps offre due spunti notevoli: il primo è rappresentato dal dato che nel 2014, in Italia, sono stati persi complessivamente 109 milioni di giorni di lavoro, un’enormità; il secondo è che, contrariamente a quanto di primo acchito, per pregiudizio e luoghi comuni, si possa pregiudizialmente pensare, molto più toccato da questa sindrome del lunedì è il settore privato e per di più soprattutto al Nord.

 

 

I dati forniti dall’Inps. I numeri di questo studio sono stati dettagliatamente suddivisi, in modo da avere una panoramica adeguata di tutti gli aspetti in gioco.

  • Uomini e donne. Partiamo, anzitutto, con il sesso: nel settore pubblico, il 56,1 percento degli uomini ha fatto registrare, nel 2014, almeno un evento di malattia, mentre in quello privato sono le donne (69 percento) ad ammalarsi con maggiore frequenza. In entrambi i casi, comunque, la durata della malattia varia dai 2 ai 3 giorni.
  • Settore pubblico e privato. Complessivamente, il numero di eventi malattia per il 2014 è stato di 8,4 milioni nel settore privato e 4,8 in quello pubblico, un tasso decisamente più alto nel primo, dunque, contrariamente a quanto ci si potesse aspettare: il mito del dipendente pubblico assenteista, dunque, richiede una netta revisione.
  • Giorni della settimana. Il lunedì poi, come detto, è curiosamente il giorno in cui febbre, tosse e affini si fanno sentire con maggior frequenza: 2.576.808 eventi di malattia nel primo giorno della settimana si sono verificati nel settore privato, pari al 30,2 percento del totale, mentre nel settore pubblico sono stati 1.325.187, il 27,2 percento.
  • Regioni. Da un punto di vista territoriale, per quanto riguarda il privato, è il Nord ha presentare la maggior parte dei casi: spicca su tutte le regioni la Lombardia, con il 22 percento degli eventi di malattia (894.175), seguita dal Veneto, Emilia Romagna e Lazio; per quanto riguarda invece il settore pubblico, l’omogeneità territoriale è chiara, con le prime tre regioni, per un totale del 34,7 percento, che sono sempre la Lombardia (12,5 percento), il Lazio (11,9 percento) e la Sicilia (10,3 percento).
  • Tipo di contratto. La forma contrattuale, si capisce, fa da discrimine importante: l’83,5 percento dei lavoratori del settore privato con almeno un evento di malattia nel 2014 disponeva di un contratto a tempo indeterminato, con una media di giorni di malattia presi in un anno pari a 18.

 

 

E i certificati medici? Sono ben 11.494.805 i certificati medici emessi nel 2014 per il settore privato, e quasi la metà, 6.031.362, per quello pubblico, con un aumento dello 0,8 percento rispetto al 2013 per quanto riguarda il pubblico, e una diminuzione del 3,2 percento per il privato. La maggior parte di questi ultimi, il 21 percento, è stato emesso in Lombardia, seguita dal Lazio, 11,6 percento, che invece domina per quanto riguarda il settore pubblico (14,4 percento). Nel complesso dei comparti pubblico e privato, la distribuzione dei certificati di malattia a livello territoriale evidenzia infine che nel 2014 il Nord-Ovest è l’area geografica che, con il 27,9 percento, presenta il maggior numero di certificati medici, seguito dal Centro con il 21,6, dal Nord-Est con il 21,1, dal Sud con il 19,3 e dalle Isole con il 10,1.

Per tirare le fila. Nel 2014, dunque, sono stati persi per malattia quasi 109 milioni di giorni di lavoro di cui 77.195.793 nel comparto privato, mentre in quello pubblico sono stati 31.525.329, meno della metà. Alla fine dei conti, emerge che l’identikit del lavoratore che si ammala con maggior frequenza e in modo particolare di lunedì, curiosa coincidenza, lavora in Lombardia e nel settore privato: chi l’avrebbe mai detto?

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