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Addio Ave Maria di Schubert

Alle vecchie canzoni da funerale oggi si preferisce… Ed Sheeran

Alle vecchie canzoni da funerale oggi si preferisce… Ed Sheeran
Cronaca 06 Maggio 2019 ore 09:11

Una volta c’era l’Ave Maria di Schubert, Il Signore è il mio pastore o Qui presso a Te: questa era un’ipotetica ma verosimile hit-parade delle canzoni più gettonate nelle cerimonie funebri in chiesa. Ma negli ultimi anni pare sia avvenuta una vera rivoluzione, di cui la Gran Bretagna, come sempre quando si parla di musica, è l’avanguardia, presto seguita da tutti. Una curiosa classifica stilata da Co-op Funeralcare, una delle principali agenzie funebri inglesi, che organizza oltre centomila esequie ogni anno, ha reso noto che tra le dieci canzoni più scelte da amici e parenti non c’è più nessuna dei tradizionali motivi religiosi.

 

 

Non da oggi, in questa classifica che viene pubblicata ogni anno, c’è in testa My Way di Frank Sinatra, ma sino al 2018 resistevano anche The Lord is my Shepard e Abide with Me (“resta con me”). Ora invece la nuova hit-parade annuncia un ulteriore arretramento, con il declassamento oltre la decima posizione. Si tratta naturalmente di motivi richiesti per cerimonie celebrate in chiesa, consuetudine peraltro in forte diminuzione complessiva. È interessante come il Times (quotidiano di impronta conservatrice) abbia spiegato in un editoriale questa progressiva disaffezione degli inglesi non solo ai riti della Chiesa, ma anche alle sue parole. «È un sintomo dei tempi», ha scritto l’editorialista, «e anche della poca flessibilità della Chiesa nel comprendere i sentimenti delle persone comuni: il dolore oggi viene vissuto in maniera diversa, magari anche in modo pop». È significativo che la migliore performance, con conquista di moltissime posizioni (ora è al sesto posto), sia stata quella di Supermarket Flowers, la canzone omaggio di Ed Sheeran per sua nonna e scritta dal punto di vista di sua madre. C’è anche un po’ di Italia nella classifica, in quanto al secondo posto si è piazzato Andrea Bocelli con Time to Say Goodbye, cantata con Sarah Brightman. Emblematiche anche le tante scelte per Starway To Heaven dei Led Zeppelin.

 

 

Trattandosi di una classifica inglese, si sta parlando naturalmente della Chiesa anglicana, ma il discorso non sarebbe molto diverso per la Chiesa cattolica. Lo ha spiegato il pastore Jeremy Brooks interpellato dal quotidiano britannico Guardian (di taglio progressista): «Ciò che la gente desidera più di ogni altra cosa a un funerale», ha detto, «è una combinazione tra il personale e il familiare. I testi, la musica classica e le canzoni che sono state la colonna sonora delle nostre vite sono preziose nell’aiutare le persone a ricordare. Quando una famiglia si fa avanti per scegliere particolari canzoni per un funerale tenuto da un ministro della chiesa è una cosa importante per rendere più vissuto questo servizio. Che la musica sia espressamente religiosa oppure no, non conta molto». Quelli di Co-op Funeralcare incoraggiano i clienti alla scelta dei motivi. E con un sondaggio hanno scoperto che tante delle persone interpellate hanno ben in testa quali motivi vorrebbero venissero suonati ai loro funerali. Con ironia britannica, alcuni sottolineano che loro non saranno in grado ovviamente di ascoltare, ma vorrebbero che la canzone facesse sorridere le persone presenti. Aspettiamoci ulteriori rivoluzioni…