Grande sorpresa

All’improvviso il Màs appare sul Pés: a Ponte Nossa si accende la speranza

Dallo stupore social alla commossa trepidazione: sul Pizzo Guazza appare l'albero della tradizione destinato al rogo. Tutto da decidere però per la festa dell'Apparizione di inizio giugno

All’improvviso il Màs appare sul Pés: a Ponte Nossa si accende la speranza
Val Seriana, 09 Maggio 2020 ore 22:42

di Giambattista Gherardi

Molti, nel pomeriggio di sabato 9 maggio hanno pensato ad un miraggio e sui social hanno urlato al “fotomontaggio”. Le foto e le testimonianze oculari sono però concordi: sul Pizzo Guazza che domina l’abitato di Ponte Nossa, a fianco della statua della Madonna è ben visibile l’albero del Màs. Certo, non così maestoso come tradizione e ancor meno tagliato ad aprile nei boschi di Ardesio (cosa ovviamente impossibile per la pandemia): probabilmente è stato recuperato sul posto. È comunque un segno inequivocabile di devozione, ringraziamento e speranza.

Quella del “Màs” di Ponte Nossa è una storia unica e affascinante, che affonda le proprie radici nei riti del calendimaggio, allegoria pagana del ritorno alla vita e della rinascita della natura a primavera. Il rito del “Màs” (cioè l’albero di cui sopra) è però legato in paese alle celebrazioni cge ricordano l’evento miracoloso del 2 giugno 1511, quando un affresco raffigurante la Madonna in contrada Campolongo (ove ora sorge il Santuario che è anche chiesa parrocchiale) pianse sangue. Una giovane del posto deterse l’effige mariana e del suo racconto fu redatto addirittura (primo caso in Italia) un atto notarile.

Il “Màs” per tradizione viene portato in quota (con corde e decine di volontari impegnati) il 1 maggio. Nel 1941 l’albero fu innalzato sul Pizzo, ma poi non fu dato al rogo (causa eventi bellici) sino al giugno 1945.

Un “rito” comunitario quello del trasporto in quota ovviamente sospeso quest’anno, al punto che la gente con grande commozione aveva applaudito ad una simulazione con i mattoncini Lego, diffusa via web dai fratellini Aron e Ruben Cabrini, aiutati da papà Ivan.

Ora il Màs è apparso sulla sommità del Pizzo, quasi a rappresentare un ringraziamento per come la comunità stia superando, come altrove, i giorni cupi della pandemia. Un segno che al momento è destinato a rimanere soltanto tale. Alle bocche cucite dei Soci del Mas, si aggiunge infatti la giustificata prudenza del parroco don Alessandro Angioletti. «A oggi – spiega – ancora non possiamo celebrare le messe aperte ai fedeli ed è quindi prematuro ipotizzare qualsiasi programma per la festa del 1 e 2 giugno.Dopo il 18 maggio, si aprirà anche in chiesa la fase 2 e torneranno i fedeli. Per la festa dell’Apparizione dovremo confrontarci con il sindaco Stefano Mazzoleni e con le disposizioni regionali e nazionali. Qualsiasi ipotesi, compreso il rogo del Màs, sarebbe prematura e fuori luogo». Sul Pizzo resta comunque il nitido profilo di un albero a fianco della statua della Vergine: la fase 2 a Ponte Nossa è tutta in quella visione.

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