Cronaca
L'accordo

Anche l'Avis regionale scende in campo nella ricerca degli anticorpi anti-Coronavirus

Indagine epidemiologica sui donatori sani del primo focolaio epidemico nel Lodigiano

Anche l'Avis regionale scende in campo nella ricerca degli anticorpi anti-Coronavirus
Cronaca 11 Aprile 2020 ore 10:46

È stato firmato nel tardo pomeriggio di ieri, venerdì 10 aprile, il protocollo tra Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia e Asst di Lodi con il supporto dell’Avis Regionale Lombardia per la ricerca di anticorpi anti SARS-Cov-2 sui donatori sani del primo focolaio epidemico. Il progetto di ricerca presentato punta a valutare l’efficacia e la sicurezza del trattamento con plasma iperimmune raccolto da donatori residenti nella medesima area geografica dei pazienti affetti da Coronavirus. L’attività dell’Avis sarà di fondamentale supporto al progetto, consentendo l’identificazione di donatori abituali diventati immuni dopo infezione asintomatica. Inoltre, dal 15 aprile, Avis collaborerà alla effettuazione dei prelievi di sangue su diecimila donatori delle Unità di Raccolta di Avis Regionale Lombardia, dopo adesione volontaria, per l’identificazione degli anticorpi neutralizzanti.

La ricerca è la strada maestra per la lotta al Covid-19 e quindi per una vera prevenzione che consenta di uscire in modo definitivo dall’emergenza sanitaria in corso, che ha toccato in particolare la Lombardia. «Merita un plauso questo progetto di ricerca - dichiara l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera -, interessante sia per la valenza dello screening sia perché nasce da una sinergia nel cuore del sistema sanitario lombardo. Auspico che questa sperimentazione possa davvero rappresentare una sfida concreta al virus e ringrazio sin d’ora tutti i donatori che si metteranno a disposizione».

«L’originalità del progetto - spiega uno dei due responsabili dello studio, Giuseppe Cambié del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Asst di Lodi e Direttore Sanitario Avis regionale Lombardia - consiste nel fatto di cercare il plasma ricco di anticorpi ad azione antivirale non tra i pazienti guariti ma, con un programma di screening, tra i donatori di sangue abituali, volontari, periodici, associati e/o afferenti alle Unità di Raccolta Avis del territorio lombardo e residenti nelle aree recentemente interessate dall’epidemia. Fondamentale quindi il ruolo di Avis Regionale Lombardia nella selezione dei donatori idonei, che saranno invitati a partecipare alla donazione di plasmaferesi per la produzione di plasma iperimmune».

«Una volta verificata l’organizzazione - aggiunge il presidente di Avis Regionale Lombardia, Oscar Bianchi - l’auspicio è di estendere il protocollo agli altri Centri di Raccolta Avis Regionale Lombardia, coinvolgendo tutti i 276.000 donatori. Auspichiamo che sia possibile creare un database di potenziali donatori di plasma iperimmune da contattare in caso di necessità. Si tratta di un protocollo in cui crediamo molto e che sosterremo con una raccolta fondi dedicata e con tutti i mezzi a nostra disposizione, perché il Covid-19 è un nemico ancora troppo sconosciuto».

Il progetto prevede, a partire dal 15 aprile, una prima fase di screening con prelievo di sangue, per la ricerca degli anticorpi neutralizzanti, dei circa 2.500 donatori di sangue abituali, volontari, periodici e residenti nella provincia più interessata dall’epidemia di infezione, la zona rossa di Lodi, a cui seguirà in una seconda fase l’estensione ad altri Centri di Raccolta Avis Regionale Lombardia. Il laboratorio di Virologia Molecolare della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia effettuerà i test quantitativi sui prelievi di sangue per misurare il valore degli anticorpi neutralizzanti (che impediscono al virus di replicarsi e quindi ritenersi immuni) e per individuare quei soggetti a cui chiedere una donazione. I risultati dei test sierologici permetteranno di effettuare un’indagine epidemiologica di prevalenza.

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