Era un pomeriggio tranquillo, di metà settimana, quello di mercoledì 22 aprile. Tutti impegnati a raggiungere la loro meta in fretta e nessuno che sembra badare al fatto che in via Angelo Mai, a pochi passi dal liceo scientifico Lussana, un giovane in evidente stato di alterazione stava aggredendo un anziano. Giusto uno sguardo, ma poi quasi tutti i passanti hanno tirato dritto.
Invece l’autista di un autobus della linea D di Arriva, in servizio tra Bolgare e Bergamo, vede la scena, rallenta, si ferma. Poi scende. Non è una decisione scontata, e infatti non è quella che prendono gli altri presenti nonostante due donne, nelle vicinanze, chiedano aiuto. L’autista si è avvicinato ed è riuscito a bloccare il ragazzo classe 1998, originario del Gambia e già noto alle forze dell’ordine anche per problemi legati all’alcol.
L’arrivo della polizia
Poco dopo arrivano gli agenti della polizia di Stato, chiamati da alcuni testimoni. Il giovane è stato identificato e trasferito in un Centro di permanenza per il rimpatrio a Potenza, in Basilicata. Non sono ancora chiare le ragioni dell’aggressione: interrogato, non avrebbe fornito spiegazioni.
La scena, racconta chi era lì, è stata confusa e improvvisa. «Sono intervenuta in aiuto di un anziano a braccetto con la sua badante che stava subendo un aggressione fisica da parte di un ragazzo di colore in evidente stato di alterazione – racconta sui social una delle donne che chiedevano aiuto (l’altra era la badante) -. Volevo ringraziare pubblicamente l’autista che è sceso dal pullman, ha preso per il collo il ragazzo e l’ha buttato a terra. È stato l’unico a intervenire. Se non fosse stato per lui non so come sarebbe finita. Spero di cuore che l’anziano e la ragazza stiano bene perché io mi sono spaventata moltissimo».
Scongiurato il peggio
Quando la polizia è arrivata, l’uomo anziano si era già allontanato. Non dovrebbe aver riportato conseguenze gravi, oltre allo spavento.