La sparatoria che si è verificata lo scorso 21 giugno alle piscine Aquamore di Seriate sarebbe stata l’ultimo episodio di una serie di contrasti tra gruppi rivali legati allo spaccio di stupefacenti. È quanto emerge dalle prime conclusioni delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Bergamo e condotte dai carabinieri, che hanno portato al fermo di quattro persone e al sequestro di numerose armi da guerra, oltre a droga e circa 80 mila euro in contanti ritenuti provento dell’attività di spaccio.
L’agguato alle piscine
Secondo la ricostruzione investigativa che è stata effettuata, l’episodio di Seriate avrebbe avuto un precedente il 15 giugno, quando nelle aree boschive di San Paolo d’Argon, nei pressi della zona industriale, un gruppo di circa dodici persone con il volto coperto da passamontagna sarebbe comparso imbracciando fucili d’assalto tipo AK-47. Per gli investigatori, la spedizione sarebbe stata organizzata da E.A.B., conosciuto come “Botros”, indicato come capo del gruppo. L’obiettivo sarebbe stato un esponente di un gruppo rivale attivo nello spaccio nelle aree boschive della Bergamasca. L’azione, tuttavia, non avrebbe permesso di raggiungere la persona individuata come bersaglio.
Il 21 giugno sarebbe quindi stato organizzato un nuovo agguato, questa volta all’esterno dell’affollato impianto sportivo Aquamore di Seriate. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un commando sarebbe arrivato a bordo di una Peugeot 2008. Un complice, parzialmente travisato e ritenuto essere A.Z.A., avrebbe aperto il fuoco con un AK-47, mentre Botros, armato di una pistola mitragliatrice Skorpion, avrebbe inseguito la vittima fin dentro i locali del bar e della reception.
Sarebbero stati esplosi almeno sette colpi, tra munizioni calibro 7,62×39 e calibro 9 millimetri. La vittima sarebbe riuscita a salvarsi fuggendo attraverso la recinzione e finendo in un canale adiacente.
La fuga e le prime ricerche
Subito dopo la sparatoria sono scattate le ricerche dei Carabinieri, anche con l’impiego di un elicottero del 2° Nucleo Elicotteri di Orio al Serio. Il veicolo utilizzato dal commando è stato individuato alcune ore più tardi dai militari delle Compagnie di Corsico e Abbiategrasso.
Durante l’inseguimento, i sospettati hanno avuto un incidente e sono riusciti a fuggire a piedi nella vegetazione, abbandonando la Peugeot a Bareggio. Nel frattempo, a Seriate sono stati predisposti straordinari servizi di controllo del territorio per prevenire ulteriori episodi e garantire la sicurezza della cittadinanza.
La vittima arrestata e le informazioni agli investigatori
Nel corso dell’inchiesta è emerso anche che la persona sfuggita all’agguato era ricercata nell’ambito di un procedimento della Procura di Lodi per reati legati agli stupefacenti e per tentato omicidio. In precedenza era stata sottoposta agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, dai quali era evasa.
L’8 luglio i Carabinieri della Sezione Operativa di Bergamo lo hanno individuato a bordo di un’auto diretta verso il Sud Italia. Dopo un lungo pedinamento, l’uomo è stato arrestato all’esterno di un centro commerciale di Marcianise e portato in carcere.
Sentito dal Pubblico Ministero della Procura di Bergamo, avrebbe fornito informazioni sull’identità del proprio aggressore e su precedenti tentativi di eliminarlo che, secondo il suo racconto, sarebbero stati organizzati dallo stesso gruppo.
I primi sequestri nel Milanese
Le indagini hanno portato gli investigatori a individuare alcuni componenti del gruppo in diverse località del Milanese. Tra la fine di luglio e agosto, durante le perquisizioni, sono stati sequestrati un fucile a pompa calibro 12 risultato provento di furto, munizioni per AK-47 e circa 80 mila euro in contanti.
Il 29 agosto, a Vigevano, è scattato poi l’intervento del Gruppo di Intervento Speciale dei Carabinieri, supportato dalle aliquote API e dalle Squadre Operative di Supporto. Botros e A.Z.A., secondo quanto riferito dalla Procura, hanno tentato di sottrarsi alla cattura lanciandosi dalla finestra del primo piano, ma sono stati bloccati dai militari.
Scoperto un deposito di armi nel bosco
Le indagini sono proseguite anche dopo gli arresti, portando i Carabinieri a individuare un’abitazione utilizzata da altri componenti del gruppo a Vermezzo.
Uno degli indagati, T.M., sarebbe stato individuato mentre nascondeva armi in una zona boschiva al confine tra Vittuone e Cisliano. I militari hanno successivamente setacciato l’area, rinvenendo armi e munizioni accuratamente interrate e protette.
Nel deposito sono stati trovati un AK-47 con 30 proiettili calibro .223 Remington, un fucile d’assalto SIG 550 con 19 proiettili dello stesso calibro, ulteriori 106 proiettili calibro .223 e sette proiettili calibro 7,62×35. Nello stesso nascondiglio sono stati recuperati anche 518 grammi di hashish, 56 grammi di eroina e 114 grammi di cocaina.
Un secondo arsenale a Oleggio Castello
Le attività investigative hanno portato quindi all’individuazione di un secondo deposito nella zona boschiva di Oleggio Castello, nel Novarese.
I Carabinieri Cacciatori, insieme alle unità specializzate nella ricerca di armi ed esplosivi, hanno individuato tre punti di scavo. Gli accertamenti hanno permesso di recuperare un Kalashnikov AKS 74 con 30 proiettili calibro 7,62×39, un Kalashnikov SAD-58 con 29 proiettili dello stesso calibro e un fucile d’assalto AR-15 con 49 proiettili calibro .223 Remington.
Il materiale sequestrato è stato inviato al RIS di Parma per gli accertamenti biologici, dattiloscopici e balistici, insieme ai reperti raccolti sulla scena della sparatoria di Seriate e sulle auto utilizzate durante le fughe.
Indagini ancora in corso
Al termine delle operazioni, i quattro fermati sono stati portati in carcere e successivamente trasferiti in altri istituti penitenziari, anche per evitare eventuali contatti con esponenti del gruppo rivale. La Procura sottolinea che le attività investigative proseguono, anche in coordinamento con altre Procure della Repubblica, per ricostruire ulteriori episodi e responsabilità.