Espansione e proteste

Aruba a Ponte adesso triplica È polemica sulle opere in cambio

Aruba a Ponte adesso triplica È polemica sulle opere in cambio
07 Agosto 2019 ore 05:30

Aruba si espande ancora. In quell’area immensa che apparteneva alla storica azienda Legler presto arriveranno altri due data center e nuove infrastrutture. Dopo aver ottenuto il parere positivo della Conferenza dei servizi e della Provincia di Bergamo, lunedì 29 luglio il piano urbanistico è arrivato sui banchi del Consiglio comunale di Ponte attraverso l’approvazione dello Sportello unico attività produttive di via San Clemente in variante al Pgt vigente.

 

[Il Ceo di Aruba, Stefano Cecconi]

 

Il 22 agosto 2016 il colosso informatico della famiglia Santini-Cecconi aveva ottenuto dal Comune di Ponte i permessi necessari per avviare il cantiere di riqualificazione. Il 5 ottobre 2017 ha così inaugurato il primo lotto del più grande data center campus d’Italia. La parte sistemata corrisponde a 40 mila metri quadrati sui complessivi 200 mila (di cui 84 mila di capannoni). Adesso i tempi sono maturi per un ampliamento. Il nuovo piano prevede la realizzazione di due data center informatici, un auditorium per 500 spettatori per le attività promozionali dell’azienda e dei propri clienti, un parcheggio interno e uffici.  A sua volta Aruba si impegna a realizzare alcune opere pubbliche tra cui una pista ciclopedonale di circa un chilometro da Briolo al centro di Ponte, passando attraverso la passerella, il quartiere Giurati e via San Clemente. Verrà poi sistemato il tracciato di via Albenza e saranno costruiti tre nuovi parcheggi della capienza complessiva di 180 posti auto in via San Clemente, in via Albenza e in via Trento e Trieste. Verrà inoltre predisposto uno studio di fattibilità per migliorare l’incrocio Zecchetti sulla Briantea. L’obiettivo è completare la riqualificazione dell’ex area Legler in un arco di tempo che va dai cinque ai dieci anni. Un traguardo legato a doppio filo alle richieste dei clienti di Aruba, sempre più interessati alle soluzioni dell’azienda per rendere più agile la gestione del loro business.

 

 

Pur rallegrandosi «per il fatto che una società seria e proiettata al futuro come Aruba abbia deciso di aumentare i propri investimenti sul territorio di Ponte San Pietro con la costruzione di ulteriori due data center», Michele Facheris e Jacopo Masper di “Tu per Ponte” hanno deciso di astenersi dal voto di questo punto all’ordine del giorno: «L’amministrazione comunale non ha saputo cogliere l’occasione, fin dai tempi della realizzazione del primo data center, per rilanciare e valorizzare il vasto territorio di oltre…

 

Articolo completo a pagina 26 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 8 agosto. In versione digitale, qui.

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