pubblicato il bando

Piano vaccini anti-Covid, Ats cerca medici e infermieri volontari (ne servono duemila)

Solo nella Bergamasca, si stima verranno effettuate 1,6 milioni di inoculazioni. Previsti tre grandi centri in provincia. In più ospedali, ambulatori, farmacie e una rete di locali sul territorio

Piano vaccini anti-Covid, Ats cerca medici e infermieri volontari (ne servono duemila)
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Solo nella Bergamasca, per la campagna vaccinale anti-Covid verranno effettuate 1,6 milioni di inoculazioni. Se si escludono gli operatori sanitari e i liberi professionisti in campo (che si vaccineranno da mercoledì 10 febbraio ndr) le somministrazioni di massa si rivolgeranno a una platea di circa mezzo milione di abitanti. Il punto critico del piano organizzativo messo a punto da Regione Lombardia, quindi, è rappresentato proprio dalla carenza di personale.

Per questa ragione, l’Ats di Bergamo ha pubblicato un avviso per la creazione di un elenco di personale medico-sanitario volontario per l'attuazione del piano di somministrazione dei vaccini, tenendo conto che per ogni paziente saranno necessari un medico e un infermiere.

«È un’operazione circa 8-10 volte superiore alla campagna di vaccinazione antinfluenzale che ricordo ha visto l’attivazione di 110 sedi esterne sul territorio – sottolinea il direttore generale dell’Ats Massimo Giupponi -. Siamo di fronte a una sfida epocale. Servono sia professionisti, sia i volontari. Ci racconteremmo una bugia se dicessimo che c’è disponibilità di professionisti. Dobbiamo ricorrere anche a ragioni che spingono i bergamaschi a mettersi a disposizione anche attraverso la modalità del volontariato. Facciamo appello a tutte le forze diponibili. Quel che abbiamo vissuto nella prima fase della pandemia ce lo ha dimostrato in modo evidente».

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Il bando

L’avviso pubblico, che resterà sempre aperto, è rivolto a medici, infermieri, assistenti sanitari e ostetriche. Le prime candidature raccolte dall’Ats verranno inviate alle Asst per potenziare gli organici delle aziende ospedaliere. «Ci rivolgiamo in primis al personale in quiescenza che può mettersi al servizio del lavoro che siamo chiamati a fare – aggiunge Giupponi -. Le Asst stipuleranno con i singoli professionisti contratti che garantiscano la copertura assicurativa e rimborsi spese in funzione dei regolamenti previsti per i volontari. Le prestazioni saranno a titolo gratuito».

Questo bando si aggiunge alle call già fatte dal commissario straordinario Domenico Arcuri e dalle singole strutture. In particolare, ad oggi, grazie al bando Arcuri sono arrivati in provincia 18 medici e 11 infermieri. Un’ulteriore campagna promossa dal Pirellone metterà a disposizione, se tutto dovesse andare a buon fine, personale aggiuntivo.

Le possibili sedi

«Il piano prevede la predisposizione di tre grandi centri, uno delle dimensioni di oltre 10 mila metri quadrati e due centri di circa 7 mila metri quadrati di superficie, sparsi in tutta la provincia – spiega il direttore sanitario Carlo Alberto Tersalvi -. Sarà coinvolto circa il 3 per cento degli operatori sanitari attivi, per poter garantire anche tutti gli altri servizi».

Ad oggi non c’è ancora una mappa precisa dei punti vaccinali. Tra le strutture che l’Ats punta a coinvolgere vi sono gli ospedali privati, ma hanno dato la disponibilità dei propri spazi anche alcune discoteche della provincia. Inoltre, verranno mantenute le sedi territoriali, sul modello di quanto fatto per le vaccinazioni antinfluenzali, le sedi delle Asst e saranno a disposizione anche gli studi dei medici di medicina generale e le farmacie che aderiranno alla campagna.

L’adesione delle ostetriche

Al di là degli aspetti deontologici, la professione ostetrica gioca un ruolo specifico nell’ambito della prevenzione. «Il Covid non è una patologia così superficiale per le donne in gravidanza - commenta la presidente interprovinciale Nadia Rovelli -. È doveroso che ci sia la presenza di professionisti con competenze specifiche che possa fare un bilancio di salute prima delle vaccinazioni. Come Ordine abbiamo diffuso immediatamente il bando; molte ostetriche, anche tra coloro che hanno già un’occupazione, vorrebbero aderire».

Il contributo di infermieri e medici

Tutti gli Ordini professionali hanno dato la massima disponibilità. Tuttavia, «il volontariato può essere la ciliegina sulla torta, non la torta intera», sottolinea Gianluca Solitro, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche.

Il bando Arcuri recluterà infatti infermieri e medici che saranno retribuiti, cui si affiancherà personale che svolgerà la stessa attività ma in forma gratuita. «A nostro parere, come spiegato in Regione, questo aspetto potrebbe creare criticità nell’ambito di un’iniziativa genuina e utile – aggiunge Solitro -. Non voglio fare il sindacalista, ma dobbiamo ascoltare la voce di tanti infermieri che hanno visto questa chiamata al popolo una forma non correttissima».

«Questa critica però non deve essere confusa con la non volontà di dare una mano, come abbiamo già fatto – specifica -. Come coordinamento regionale, a breve consegneremo all’assessore Moratti e a Guido Bertolaso un nostro piano vaccinale con possibili soluzioni riguardo l’emergenza rappresentata dalla mancanza di infermieri, sia nelle strutture sia sul territorio».

Considerazioni fatte proprie in parte anche da Guido Muzzi, presidente dell’Ordine dei Tecnici sanitari di Radiologia medica e delle Professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, e da Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei Medici.

In particolare, per il buon esito della campagna di massa e dell’adesione di volontari, Marinoni ha posto l’accento sulla necessità di vaccinare preventivamente tutti i medici e i liberi professionisti, tra cui gli odontoiatri. «A questa chiamata credo fortemente – conclude Guido Marinoni -. Crediamo che una campagna di questo tipo vada impostata come un grande processo industriale. Non credo in spot o parcellizzazioni. Nella campagna di massa anti-Covid serviranno grandi hub e bisognerà lavorare tutti insieme a catena».

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