Dagli odori di cibo al cane agitato

Attenti al vicino! Le ragioni principali delle liti di condominio

I consigli dell’immobiliarista Laura Adele Feltri per scegliere una casa che non diventi un inferno: controllate prima chi abita intorno.

Attenti al vicino! Le ragioni principali delle liti di condominio
20 Ottobre 2020 ore 16:45

di Luigi de Martino

In tanti vorrebbero un’abitazione privata e indipendente, ma l’urbanizzazione delle città, il desiderio di sentirsi sicuri e di socializzazione fa scegliere a molti un’abitazione in condominio, piccolo o grande che sia. Approfondiamo con Laura Adele Feltri, immobiliarista ed esperta di materie giuridiche inerenti la casa, i pro e i contro di questa scelta abitativa.

Esiste ancora la vecchia usanza di controllare i probabili vicini di casa quando si sceglie un’abitazione in condominio?

«Certamente, anche se prima dei nostri clienti questo controllo lo effettuano gli agenti immobiliari durante il sopralluogo, ovvero quando prendono incarico di vendita o affitto di un immobile».

In effetti, un vicino rompiscatole rende la vita difficile.

«Le dirò di più, si torna in diverse fasce orarie e giorni della settimana, per rendersi conto di quali siano le frequentazioni dello stabile e della zona».

La convivenza è importante.

«Sì, bisogna scongiurare il pericolo di vivere accanto a persone che creino stress all’interno del palazzo. I clienti sono innanzitutto persone che desiderano comprare “un nuovo stile di vita”, stile che prevede essenzialmente la serenità, e noi dobbiamo garantire questo aspetto. Una zona ben frequentata, un immobile che abbia una completa documentazione ordinata e che abbia un buon rapporto qualità prezzo sono elementi alla base di una scelta serena».

Lei ha parlato in modo diplomatico di stress condominiale, possiamo dire in modo esplicito liti condominiali? Quali sono i principali motivi che a suo parere le scatenano?

«Le faccio un breve elenco dei più comuni e classici, nei quali magari almeno una volta ci si è dovuti imbattere. Il primo sono odori fastidiosi provenienti da altri appartamenti (in genere legati alla cucina); il secondo, rumori molesti (tv o radio a volume eccessivo, scarpe col tacco, spostamento di sedie, arredi).

Poi?

«C’è il problema degli animali domestici, per esempio i cani che sporcano il cortile, che abbaiano eccessivamente, che “attaccano” altri condomini, oppure gatti che miagolano di notte. Inoltre è molto sentito il problema delle parti comuni, e mi riferisco alle auto parcheggiate fuori dagli spazi, o in malo modo; poi c’è quello che tira fuori l’auto dal garage e la lascia accesa per dieci minuti prima di partire e finisce per “gasare” il palazzo. E poi ancora i materiali depositati negli androni, le terrazze condominiali usate come ripostigli».

Laura Adele Feltri

Andiamo avanti…

«I problemi connessi ai cortili o ai giardini condominiali (bambini che giocano a pallone, persone che parlano a voce alta, zone comuni utilizzate come spazio di deposito privato), e vertenze con l’amministratore di condominio a causa di richieste inevase, lavori non eseguiti, manutenzione dei locali non effettuata. Infine, le piante e i balconi (innaffiatura eccessiva, foglie che cadono, tovaglie e tappeti sbattuti dal piano superiore)».

Potremmo dire che le liti condominiali sono la principale fonte di stress per chi vive in appartamento o in case a schiera e che a lungo andare possono creare delle situazioni di disagio anche gravi?

«Si, senz’altro. E per questo motivo io consiglio ai miei clienti di dirmi sempre quali siano gli aspetti critici che hanno vissuto nella casa precedente, così da selezionare bene lo stabile da proporre e la zona dove andare ad abitare. Chi ama gli animali o i bimbi avrà una maggiore comprensione per un pianto o per le effusioni giocose di un cane espansivo, agli altri consigliamo stabili abitati in modo differente».

Molti di questi motivi di lite condominiale sono delle banalità che potrebbero essere risolte con una maggiore educazione e comunicazione, magari con l’aiuto dell’amministratore, non crede?

«Qui di sicuro l’amministratore gioca un ruolo fondamentale: il bravo professionista è quello in grado di anticipare i problemi ed evitare situazioni spiacevoli. Conoscere gli amministratori consente a noi immobiliaristi di sapere in anticipo le soluzioni adottate per le varie problematiche e garantire così un vicinato di qualità».

Come è la situazione a Bergamo secondo lei?

«A mio parere buona, soprattutto adesso dopo il periodo di lockdown, che ha consentito a molti di scoprire dei vicini affabili e desiderosi di aiutare. Ne ho avuto una conferma negli incontri in città con amici e conoscenti che mi hanno raccontato della vicinanza umana che hanno riscontrato in persone che magari fino a questo momento conoscevano poco. Ciò mi fa pensare a una città dove la voglia di vivere in un’abitazione (che sia in affitto o in vendita) parte dalla ricerca della tranquillità».

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