Sanzioni da 705 a oltre 3 mila euro.

Auto aziendali, ecco cosa cambia

Auto aziendali, ecco cosa cambia
Cronaca 31 Ottobre 2014 ore 14:09

Da lunedì 3 novembre diventerà operativa una nuova norma del Codice della Strada, prevista dall’ultima riforma del dicembre 2012. La norma in questione prevede l’obbligo di registrare presso la Motorizzazione e annotare sulla carta di circolazione il nome di chi non è intestatario di un veicolo ma ne ha la disponibilità per più di 30 giorni. La normativa è stata disciplinata attraverso una circolare emessa dalla Motorizzazione il 10 luglio 2014 e ha scatenato diverse preoccupazioni e polemiche. L’obiettivo della disposizione è di rendere più certa l’identificazione dei responsabili della circolazione dei veicoli, ma il testo è apparso sin da subito fumoso, poco chiaro, e ha creato agitazione soprattutto nell’ampio spettro di imprese che utilizzano le cosiddette auto aziendali. Per questo motivo, a ridosso dell’entrata in vigore della normativa, la Motorizzazione ha emesso una nuova circolare, tesa a puntualizzare alcune cose e per tentare di chiarire alcune zone grigie rimaste in seguito alla precedente circolare di luglio. Tentiamo dunque di capirci qualcosa di più.

 

MOTORIZZAZIONE CIVILE

 

Chi lo deve fare? La Motorizzazione ha innanzitutto chiarito che l’annotazione sulla carta di circolazione è obbligatoria solamente nel caso in cui il veicolo venga assegnato al dipendente per uso esclusivo, continuato e personale. In questo senso, sono escluse dall’applicazione della norma tre particolari tipologie di uso:

–          l’utilizzo dei veicoli aziendali in disponibilità a titolo di fringe-benefit, cioè come retribuzioni consistenti nell’assegnazione di veicoli ai dipendenti, che le utilizzano poi sia per esigenze di lavoro sia per esigenze private. In tal caso, infatti, non ricorre la fattispecie prevista dal testo della norma poiché manca la gratuità;

–          l’utilizzo comunque promiscuo di veicoli aziendali. Il termine “promiscuo” può far paura, ma in realtà si riferisce semplicemente a quei veicoli impiegati per l’attività lavorativa del dipendente, ma anche per scopi personali, come raggiungere il luogo di lavoro, l’abitazione o muoversi nel tempo libero. In questo caso viene meno l’uso “esclusivo” del mezzo previsto dalla norma;

–          l’utilizzo dello stesso veicolo aziendale alternato tra più dipendenti. In questo caso, non solo viene meno l’esclusività e la personalità dell’utilizzo del veicolo, ma anche la continuità temporale dello stesso.

Altra precisazione posta in essere dalla Motorizzazione è che il comodato non va registrato se a beneficiarne è un familiare convivente dell’intestatario. In altre parole, la legge non si applica nel caso di veicoli privati. Dall’altro lato, si è invece evidenziato che le istruzioni sono applicabili non solo ai dipendenti ma anche ai soci, agli amministratori e ai collaboratori dell’azienda.

 

auto aziendali 1

 

Quando? Come detto, la norma entrerà in vigore da lunedì 3 novembre. Gli obblighi scatteranno dunque da questa data e solo per gli atti posti in essere da lunedì in avanti. Pertanto, chi usa già un veicolo aziendale o ha un’intestazione non aggiornata, non dovrà far nulla. L’obbligo di registrare il comodato e trascrivere sulla carta di circolazione il nominativo di chi ha la disponibilità dell’auto per un periodo superiore a 30 giorni non ha effetto retroattivo e deve essere applicato solo per le immatricolazioni successive al 3 novembre. Per tutti gli utilizzi temporanei che cominceranno a decorrere da questa data in poi, ci saranno solo 30 giorni di tempo per effettuare l’annotazione.

Le sanzioni. La norma è molto pesante con chi non dovesse attenersi alle nuove disposizioni normative: le sanzioni vanno da un minimo di 705 euro a un massimo di addirittura 3 mila e 526 euro, senza contare il ritiro della carta di circolazione. In più ci sono i 25 euro obbligatori per la procedura burocratica, che prevede una marca da bollo da 16 euro da applicare sulla pratica e 9 euro di diritti di Motorizzazione.

Chiedete aiuto al commercialista. Davanti alla giungla normativa che disciplina l’uso della auto aziendali, già il 77% degli imprenditori è solito chiedere aiuto al proprio commercialista, ma ora, con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni, la percentuale è destinata a salire. Per questo motivo, la società LeasePlan, leader nel settore del noleggio a lungo termine e nell’organizzazione delle flotte aziendali, in collaborazione con Econometrica ha effettuato un sondaggio per capire quali sono i principali dubbi degli imprenditori sul tema. È così risultato che il 92% delle interrogazioni riguarda proprio l’aspetto fiscale e il 41% è interessato alla convenienza economica delle diverse soluzioni, dal noleggio a lungo termine al leasing. Percentuale quest’ultima destinata a salire con la riforma appena introdotta, anche perché il rischio di incorrere in sanzioni così salate porta automaticamente gli imprenditori a tutelarsi, almeno dal punto di vista informativo. Il consiglio che ci sentiamo quindi di offrire a tutti coloro che rientrano, o pensano di rientrare, nella riforma del Codice della Strada, è quello di chiedere informazioni al proprio commercialista, che saprà certamente indicarvi la via migliore. Non solo per evitare le sanzioni, ma anche, eventualmente, per risparmiare qualcosa in termini di detrazioni fiscali sulle auto aziendali.

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