Campania regione sempre in vetta

Ecco spiegato perché la Panda è la macchina più “amata” dai ladri

Ecco spiegato perché la Panda è la macchina più “amata” dai ladri
Cronaca 27 Gennaio 2016 ore 05:00

Cominciamo con il dato positivo: i furti d’auto stanno progressivamente diminuendo. Che sia per sistemi d’allarme sempre più sofisticati o per chissà quale altra ragione, fatto sta che fra il 2013 e il 2014 il numero di macchina scippate è calato del 9 percento, passando da 112.926 a 103.067, secondo i dati del Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Il fatto invece un po’ meno rassicurante, specie per i proprietari di specifici modelli, è che la rete di furti si sta sempre più focalizzando su precise automobili. Sciogliamo ogni indugio, allora: chiunque possieda una Fiat Panda farà bene ad affittare un box o comunque ad escogitare qualcosa che possa mettere in sicurezza il proprio veicolo, dal momento che l’utilitaria italiana per eccellenza è decisamente l’auto maggiormente presa di mira dai ladri nel nostro Paese. E se possedete una Punto, una Smart ForTwo o una Cinquecento aspettate prima di tirare un sospiro di sollievo.

 

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I numeri delle auto rubate per geografia… La quantità di automobili rubate è dunque in calo, si è detto, grazie anche ai sempre più accurati controlli incrociati tra le banche dati delle varie polizie internazionali, che rendono il riciclaggio dei veicoli sempre più complicato e che quindi scoraggiano i potenziali ladri inducendoli a prendere di mira qualche altro bene. Ma nonostante questi incoraggianti numeri, si tratta comunque di un tipo di criminalità ancora molto fiorente, che in Italia vede protagoniste soprattutto le Regioni del Sud. La Campania, dopo aver detenuto questo poco onorifico primato già nel 2013, anche nel 2014 si è confermata terra assai poco sicura per tutti coloro che possiedono un’automobile, dal momento che 20.972 dei poco più di 100mila furti totali verificatisi lo scorso anno sono avvenuti proprio in questa Regione. Segue il Lazio, con 17.284 furti, e la Sicilia, 15.103. Facendo un rapido calcolo, si nota immediatamente come più della metà del totale dei furti di macchine annuali in Italia avvengono solamente in queste tre Regioni.

 

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… e per modello. Come accennato, la Panda è in assoluto l’automobile più “amata” dai ladri italiani. In Sicilia, per esempio, su 15mila furti ben 3mila hanno avuto come oggetto l’utilitaria marchiata Fiat. In Campania invece viene prediletta la Punto, sempre della Fiat, che nel 2014 ha visto cambiare illegalmente proprietario 2.730 volte. Numeri che dovrebbero far pensare la storica azienda torinese, soprattutto per quanto riguarda i sistemi d’allarme e di sicurezza. Nel Lazio, invece, hanno un irresistibile fascino le Smart ForTwo, rubate in 1.164 casi, poco sopra 1.016 furti di Fiat Cinquecento. Leggermente indietro rispetto ai modelli citati figurano la Lancia Y e la Volkswagen Golf. Leggendo questi dati, di primo acchito, verrebbe da chiedersi: ma se proprio bisogna rubare una macchina, non sarebbe meglio puntare a grossi veicoli e macchine di lusso? Una domanda lecita, che trova risposta nel fatto che la maggior parte delle automobili che vengono rubate non sono destinate a divenire il nuovo mezzo di trasporto del ladro in questione, ma l’obiettivo è quello di smontarle pezzo a pezzo per poi rivendere le varie componenti. Troppo rischioso, visti i controlli sempre più pressanti di cui si è detto, continuare a far girare il veicolo del tutto identico a prima del furto. Ebbene, un’automobile di piccole dimensioni e bassa cilindrata è decisamente più facile da smontare, e soprattutto è composta da pezzi e componenti dalla richiesta decisamente maggiore sul mercato.

Parla il presidente dell’Asaps. Giordano Biserni è il numero uno dell’Asaps, l’Associazione sostenitori ed amici della Polizia Stradale, e commentando, dalle pagine virtuali di Adnkronos, i numeri resi noti dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza, ha inquadrato il fenomeno del furto a fini di smontaggio delle automobili come «figlio della crisi economica». Le difficoltà finanziarie che hanno caratterizzato questi ultimi anni avrebbero comportato un ritorno alla riparazione delle macchine: in caso di danni al veicolo, i cittadini sono sempre più restii a rivolgersi alle assicurazioni, preferendo di gran lunga cercare pezzi di ricambio su un mercato nero che fornisce ricambi a prezzi vantaggiosi e senza veder innalzare la propria polizza.

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