Il dolore di una Valle

Disposta l’autopsia per la morte del vigile Piero Camozzi all’ospedale di Seriate

La morte al Bolognini durante un esame diagnostico: il magistrato ha deciso dopo un esposto della famiglia. Chiusa la camera ardente già allestita a Gazzaniga

Disposta l’autopsia per la morte del vigile Piero Camozzi all’ospedale di Seriate
Val Seriana, 03 Marzo 2020 ore 09:37

Un dolore immenso e condiviso da un’intera Valle, unito a tanti interrogativi cui familiari, colleghi e amici cercano risposta. La morte improvvisa di Piero Camozzi, 56 anni, vigile urbano e vigile del fuoco volontario residente a Fiorano al Serio, ha destato profonda emozione in Val Seriana, dove viveva con la moglie Raffaella e i figli gemelli Mirco e Nicola. Un dolore acuito, se mai fosse possibile, da circostanze sanitarie su cui sono state avviate indagini, con il magistrato che dopo un esposto della famiglia ha disposto l’autopsia.

Camozzi si era recato lunedì 2 marzo nel reparto di cardiologia dell’Ospedale Bolognini di Seriate, sembra per una coronografia (un esame radiologico delle coronarie) programmata da tempo dopo precedenti visite. Camozzi godeva di buona salute e l’attesa per l’esame era parsa di normale routine. Qualcosa invece è andato storto e improvvise complicazioni hanno portato alla morte dell’uomo. Da subito la notizia ha fatto il giro della Valle, raccogliendo il cordoglio delle comunità in cui viveva e operava (era vigile urbano a Colzate, ma era attivo anche a Vertova), fra i Vigili del Fuoco (fra il 2005 e il 2010 era stato capo distaccamento dei volontari di Gazzaniga) e nei Comuni in cui prestava saltuari servizi, come ad esempio Orio al Serio, nella zona dell’aeroporto.

 

Piero Camozzi

Lunedì 2 marzo, attorno alle 20, la salma di Camozzi è giunta a Gazzaniga presso la caserma dei Vigili del Fuoco dove i colleghi hanno aperto la camera ardente e dove da subito sono giunti in molti per dare un ultimo saluti a Piero «uomo dal cuore grande». Un dolore composto e palpabile, con le opportune disposizioni legate al Coronavirus per non far entrare più di dieci persone al cospetto della bara e tante testimonianze di affetto, stima e gratitudine. «Era un uomo dalla disponibilità infinita – hanno rimarcato in tanti -, con un cuore grande e generoso. Aveva un senso di umanità unico e raro, quando prestava servizio davanti alle scuole chiamava i bambini per nome, segnalando loro pericoli e comportamenti corretti».

Attorno alle 21, però, lo scenario è improvvisamente cambiato, poiché ai Carabinieri di Fiorano al Serio, competenti per territorio, è stato confermato che il magistrato aveva disposto l’autopsia sulla salma per approfondire l’accaduto in ospedale. La camera ardente è stata immediatamente chiusa e la salma trasferita. L’esame autoptico dovrebbe essere effettuato già nella giornata di martedì 3 marzo, ma al momento non vi sono conferme sulla riapertura della camera ardente e sulla data dei funerali.

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