Professione rischiosa

«Avete fatto piangere nostra figlia» Prof aggredite durante gli esami

«Avete fatto piangere nostra figlia» Prof aggredite durante gli esami
Cronaca 10 Luglio 2018 ore 04:30

Hanno fatto irruzione a scuola quando la commissione, che giudica gli esami di terza media, era riunita a porte chiuse. E, non contenti, hanno aggredito verbalmente i professori. Colpevoli, a loro dire, di aver messo in difficoltà il giorno prima la figlia. Una studentessa che non si sta giocando la promozione, bensì il massimo dei voti. Quando si sente parlare di episodi del genere si pensa sempre a qualcosa di lontano, quasi estemporaneo. Invece no. È accaduto a Cernusco, nella secondaria di via don Milani dell’Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini. Erano le 8.10 di giovedì 28 giugno e «la sottocommissione d’esame della classe (non possiamo specificare quale per ovvie ragioni di privacy della minore, ndr) si trovava già riunita presso i locali della scuola media “Aldo Moro”, con la porta già chiusa», si legge nel documento, redatto e firmato da tutti i professori presenti, per denunciare quanto accaduto. Un atto formale che è stato protocollato con tanto di timbro dell’Istituto.

 

 

All’improvviso si sono presentati un uomo e una donna, entrati nell’aula senza bussare e senza chiedere permesso. I docenti, perplessi, pensavano fossero dei familiari di qualche ragazzo che pochi minuti dopo avrebbe dovuto sostenere l’esame, così hanno fatto loro presente che era in corso una riunione e che l’interrogazione sarebbe iniziata più tardi. A quel punto però «i due signori si sono seduti dicendo che erano lì per parlare con gli insegnanti», si legge nella relazione. I professori non hanno avuto nemmeno il tempo di ribadire che era in corso un momento di confronto e che la coppia stava interrompendo un pubblico servizio. L’uomo non ha sentito ragioni e ha alzato il tono di voce. Ha fatto nome e cognome di due di loro. «Ieri durante l’esame avete fatto piangere mia figlia, stanotte non ha dormito», le ha accusate. Non contento «ha chiesto ripetutamente dei chiarimenti in merito utilizzando sempre dei toni alti e minacciosi», è stato specificato nella relazione. Solo in seguito l’uomo si è qualificato, spiegando chi fosse la figlia. Una ragazza che non rischiava certamente di ripetere l’anno scolastico, ma che aveva sostenuto un colloquio per giocarsi il dieci, il massimo, come voto di uscita.

 

 

Il padre ha raccontato, sempre in maniera animata, che la studentessa non aveva chiuso occhio perché in particolare i due professori in questione l’avevano messa in difficoltà. A quel punto la commissione lo ha invitato ad esporre queste problematiche «in tempi e in luoghi opportuni», hanno sottolineato. Una professoressa, preoccupata dalla piega che stava prendendo la discussione e dalle possibili reazioni dei genitori, ha chiamato il presidente di commissione, che ha invitato i due «a recarsi in presidenza per chiarire la situazione e permettere agli insegnanti di continuare a svolgere il proprio lavoro», conclude la denuncia. Mamma e padre preoccupati sono stati poi chiamati dal preside Nicola Ferrara, che ha chiesto loro spiegazioni in merito al loro comportamento, invitandoli a tornare sui loro passi. Nei giorni successivi è così arrivata a scuola una lettera di scuse. Scritta a mano e su un foglio volante. L’esito dell’esame arriverà nei prossimi giorni.

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