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a treviglio

Ambulanza rubata per tornare a casa dall'ospedale: a bordo c'era una soccorritrice

Autrice del furto una ragazza di 23 anni di Verdello. Nel merito dell'episodio è intervenuto il Comitato della Croce Rossa di Treviglio, sottolineando di non aver commesso alcuna leggerezza dopo le polemiche nate sul web

Ambulanza rubata per tornare a casa dall'ospedale: a bordo c'era una soccorritrice
Cronaca 24 Novembre 2020 ore 12:36

Aveva fatto scalpore la notizia della ventitreenne di Verdello che, stanca di attendere all’esterno del pronto soccorso dell’ospedale di Treviglio, notte tra mercoledì e giovedì 19 novembre aveva deciso di tornare a casa rubando un’ambulanza della Croce Rossa. La giovane, fermata dai carabinieri, aveva provato a giustificarsi dicendo che non c’era nessun taxi disponibile, ma dovrà rispondere del reato di furto aggravato, perché commesso ai danni di un autoveicolo utilizzato per il soccorso pubblico d’urgenza. Diversi utenti sui social si sono chiesti come fosse stato possibile che le chiavi d’accensione fossero state lasciate incustodite nel cruscotto e, nel merito, è intervenuto lo stesso Comitato della Croce Rossa trevigliese, sottolineando che l’ambulanza non è mai stata lasciata incustodita in quanto a bordo era presente una soccorritrice intenta completare le operazioni di sanificazione nel vano sanitario. «Le chiavi del mezzo – sottolinea un messaggio pubblicato su Facebook - non sono state lasciate inavvertitamente inserite nel cruscotto, anzi l’ambulanza era a motore acceso per permettere i processi di sanificazione di cui sopra. Procedimenti raccomandati e consentiti dai protocolli vigenti».

Il messaggio pubblicato dalla Croce Rossa ricostruisce più nel dettaglio i contorni di una vicenda già di per sé surreale. La ventitreenne, infatti, avrebbe eluso la sorveglianza, entrando in un’area interdetta al pubblico, e rubato il mezzo di soccorso, allontanandosi dal pronto soccorso. Dopo essere partita la giovane si sarebbe accorta della presenza della soccorritrice a bordo la quale a sua volta, dopo essersi accorta della partenza anomala del mezzo, le ha intimato di fermare l’ambulanza. Un consiglio che è stato più volte ignorato fino a quando la ventitreenne non ha notato che la soccorritrice era al telefono. Pensando stesse chiamando le forze dell’ordine (mentre in realtà stava chiedendo aiuto ai colleghi impegnati al pronto soccorso) la ladra ha quindi fermato il veicolo, ha chiesto alla soccorritrice di scendere ed è ripartita verso casa. «Alla luce di quanto narrato – aggiunge la Croce Rossa -, è pacifico che l’equipaggio del nostro mezzo di soccorso e con esso tutta la Croce Rossa ha, ancora una volta, subito un gravissimo atto criminale costituito non solo dall’indebita appropriazione del proprio mezzo e dall’incredibile sequestro, sia pure per pochissimi minuti, di un proprio appartenente. Tale evento criminoso ha messo in pericolo i nostri volontari, ma ha anche causato una improvvida quanto criminale interruzione di un servizio pubblico di emergenza in un momento, come quello attuale, di grave emergenza nazionale».

«Sarà la Magistratura ad accertare lo svolgimento dei fatti e a darne la corretta interpretazione giuridica – conclude il messaggio pubblicato sui social -, ciò che, tuttavia, è pacifico è che nessuna leggerezza è stata commessa dall’equipaggio del mezzo che, anzi, pur vittima di tale assurdo episodio, si è comportato con competenza e professionalità per salvaguardare l’incolumità della popolazione, propria e, naturalmente, della stessa malvivente. Il consiglio direttivo, a nome di tutto il Comitato di Treviglio della Croce Rossa Italiana, riservandosi ogni azione, esprime la massima solidarietà e vicinanza ai propri volontari coinvolti, ringraziandoli per la competenza, la professionalità e il sacrificio ed estende tali ringraziamenti al personale della Sala operativa regionale Alpi, alla compagnia di Treviglio dell’Arma dei carabinieri, al personale sanitario in servizio presso il pronto soccorso di Treviglio ed al personale a bordo del mezzo di soccorso avanzato».