50enne di Azzano

Avogadri, l’ex tennista latitante e la vida loca a Formentera

Avogadri, l’ex tennista latitante e la vida loca a Formentera
21 Ottobre 2016 ore 06:00

Strana latitanza quella di Fabio Avogadri, 50enne di Azzano San Paolo, ex promessa del tennis e allenatore di Paolo Canè. Nonostante fosse fuggito dall’Italia senza attendere il pronunciamento del giudice sul suo affidamento ai servizi sociali, dovuto a una condanna per traffico internazionale di stupefacenti, se ne stava tranquillo a Formentera dove apriva e chiudeva locali, si godeva la vita tra aperitivi e movida notturna.

La vida loca in latitanza. E postava tutto sul suo profilo Facebook. Nella sua galleria di immagini ci sono selfie di ogni tipo, in ogni dove, compresi Sudamerica e Stati Uniti, ci sono i messaggi dei suoi amici bergamaschi e delle nuove conoscenze fatte sull’isola delle Baleari. Nel suo giro lo chiamavano «presidente», era molto conosciuto tra i veterani di Formentera e tra gli italiani che trascorrono lì la stagione lavorando nei locali. Anche perché era difficile non notarlo, dato che ultimamente girava a bordo di una Bmw sportiva camouflage, di quelle con la carrozzeria mimetica, alla Lapo Elkann. Per di più con la sigla F.A., come le sue iniziali, sul paraurti.

L’intervento di un maresciallo. Per esporsi a tal modo avrà pensato che la Giustizia italiana si fosse dimenticata di lui, ma così non è stato. È grazie allo zelo di un maresciallo del nucleo Investigativo di Venezia, in forze alla polizia spagnola sull’isola durante l’estate, che Avogadri è finito in manette. Anche il militare lo aveva notato e su di lui ha voluto fare qualche accertamento, scoprendo che l’ex tennista era latitante dal 2011. Così ha chiesto e ottenuto dal giudice un mandato di arresto europeo e lo scorso 29 settembre il bergamasco è stato arrestato dalla Guardia Civil dell’isola. Sarà trasferito in Italia nelle prossime settimane.

I precedenti. Del suo arresto hanno dato notizia anche i quotidiani spagnoli, in particolare il Diario de Ibiza, che ha ricostruito le varie imprese economiche dell’italiano a Formentera: immobiliarista, ristoratore, gestore di chioschi sulla spiaggia, di bar e locali per aperitivi. Tutte imprese che per una ragione o per l’altra duravano poco. I suoi guai con la giustizia erano cominciati nel 1994 quando era stato arrestato per un traffico internazionale di stupefacenti. All’epoca era stato condannato a sei anni di carcere. Aveva trascorso in cella otto mesi, tre anni gli erano stati scontati grazie all’indulto. Era quindi tornato in semi-libertà, aveva l’obbligo di restare in casa dalle 22 alle 6 e non poteva certo espatriare. Doveva aspettare il pronunciamento del giudice sull’affidamento ai servizi sociali, e invece era andato all’aeroporto presentando un passaporto falso per imbarcarsi alla volta di Ibiza. Ad ostacolare la partenza il caso: un poliziotto lo aveva riconosciuto e si era accorto dell’inganno, così Avogadri era stato arrestato nuovamente per ricettazione, possesso e fabbricazione di documenti falsi. Ma in carcere non c’era tornato, era riuscito ad arrivare a Formentera lasciandosi alle spalle le pendenze italiane.

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