Cronaca
Lascia l'amministratore delegato

Anche Barbie ora è in crisi Storia e declino di un'icona

Anche Barbie ora è in crisi Storia e declino di un'icona
Cronaca 27 Gennaio 2015 ore 13:12

Ci sono certe cose che sembrano eterne, intramontabili. Eppure capita che anche questi ever green risentano dei cambiamenti del mercato oltre che del gusto dei consumatori. Ultimamente questa dinamica ha iniziato a colpire anche il magico mondo dei giocattoli. Per questa ragione, abbiamo letto con un pizzico di dispiacere che le vendite di Barbie stanno drasticamente diminuendo in tutto il mondo, preoccupando seriamente chi cura i bilanci dell’azienda. Di questo passo, non si sa per quanto la produzione potrà andare avanti. In questi mesi sono stati tanti i tentativi di rilancio messi in atto dalla Mattel, l’azienda che produce la storica bambolina, ma fino a questo momento sembra che tutti gli sforzi siano serviti a ben poco.

Per questa ragione Bryan Stockton, amministratore delegato, dopo l’ennesimo trimestre deludente ha lasciato la carica che ha ricoperto fino ad oggi. Stockton aveva iniziato la sua esperienza in azienda circa tre anni fa, ma il suo piano di rilancio non ha aveva mai prodotto il successo sperato. Nel quarto trimestre l'utile netto è sceso del 59 percento a 149,9 milioni di dollari e i ricavi sono scesi del 6 percento a 1,99 miliardi di dollari. Durante il terzo trimestre le vendite di Barbie sono scese del 21 percento e quelle dei marchi Mattel Girls e Boys dell'11 percento, contribuendo a un calo degli utili del 22 percento. A sostituire Stockton è arrivato Christofer Sinclair, che assume l'incarico di amministratore delegato a interim.

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Un po’ di storia. Anche Barbie festeggia il compleanno. Si dice infatti che sia nata il 9 marzo 1959. Questa data non è casuale, ma è stata scelta perché fu il giorno in cui, con il nome di Barbara Millicent Roberts (nome completo di Barbie), fece il suo debutto nel mondo in occasione della fiera del giocattolo di New York. In realtà la storia di questa bambola inizia diversi anni prima. Siamo nel 1956, in Svizzera, e Ruth Handler, moglie del fondatore della Mattel, vede nella vetrina di un negozio di giocattoli una bambola che cattura la sua attenzione. Si chiama Lilli, è realizzata in plastica ed è alta quasi 30cm; il suo volto sembra ricordare quello di Brigitte Bardot. Ruth ne acquista tre esemplari e convince il marito a produrre una bambola simile ma che sia più elegante e curata, l’opposto di Lilli che era ribelle e trasgressiva.

Dopo i primi studi, inizia la produzione di Barbie e dal momento in cui compare sugli scaffali dei negozi è subito un successo commerciale senza paragoni. Durante il 1959 ne vengono venduti più di 350mila pezzi al prezzo di 3 dollari l’uno. Nel 1961 compare Ken, il fidanzato di Barbie, ma la famiglia si allarga ancora nel 1963, quando si aggiunge Midge, un’amica della bambolina bionda. L’anno successivo Barbie arriva in Italia e anche qui conquista subito tutte le bambine. Ma il 1964 è un anno molto importante perché Barbie cambia completamente fisionomia del volto e il tipo di trucco: compaiono le ciglia in fibra sintetica applicate sugli occhi dipinti e i capelli cominciano ad allungarsi, sciolti sulle spalle e trattenuti da un nastrino alla sommità del capo.

 

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[Clicca sull'immagine per visualizzare il profilo Instagram di Barbie]

Qualche curiosità. I modelli di Barbie inventati fino ad oggi sono davvero tantissimi, senza contare tutte le copie che sono state prodotte da aziende minori. Nel 1959, anno della creazione, la Barbie costava solamente tre dollari, oggi invece ci sono modelli che possono arrivare a cifre che sembrano un po’ troppo alte, se ci si ricorda che in fondo si sta parlando di un giocattolo.  La Mattel lancia spesso edizioni speciali e limitate in collaborazione con noti designer di abbigliamento e gioielli. Fino ad oggi, la Barbie più costosa è stata progettata dal gioielliere australiano Stefano Canturi. Avendo il privilegio di indossare diamanti bianchi e rosa, il suo prezzo si aggira intorno ai 300mila dollari.

La passione per i social spopola e tutti, prima o poi, cadono nella loro trappola. È per questo che a settembre dello scorso anno, i numerosi utenti di Instagram si sono trovati di fronte un profilo curioso e inaspettato: @Barbiestyle. Ebbene si, anche Barbie ha un proprio account sul famoso social che raccoglie scatti e selfie di tutti coloro che si sono regolarmente registrati sull’app.

Il primo modello di Barbie, la cosiddetta Barbie numero 1, fu prodotta sia nella versione bionda che bruna ed era ben differente dal modello che abbiamo in mente noi oggi. Aveva un viso orientaleggiante, i capelli raccolti e un corpo longilineo, caratterizzato da grossi seni e gambe lunghissime. La bambola indossava un body a righe bianche e nere, sandali con il tacco alto e due vistosi orecchini dorati che purtroppo con il passare del tempo si ossidavano e tingevano di verde le orecchie di Barbie. Una caratteristica di questo primo modello erano due fori, sulla pianta dei piedi, che permettevano di fissarla al piedistallo di metallo con cui veniva venduta. Oggi, i piedini forati aiutano i collezionisti a distinguerla dalla Barbie numero 2, prodotta nel 1960. Un’altra cosa da ricordare è il fatto che in brevissimo tempo la Barbie bionda spodestò quella mora.